Twitter chiude Vine e licenzia il 9% dei dipendenti

Anche se i risultati fiscali di Twitter sono andati meglio del previsto, l’azienda non sta vivendo il suo periodo migliore. Twitter ha infatti confermato ufficialmente la chiusura di Vine, il celebre servizio per la creazione e condivisione di video da pochi secondi. Dal punto di vista economico non c’è dubbio, Vine non è un servizio profittevole, non guadagna abbastanza, il che significa che era destinato prima o poi a fallire. “Al momento non succederà nulla a tutti i contenuti che sono stati caricati sulla piattaforma, anzi informeremo gli utenti con anticipo nei prossimi mesi quando decideremo di abbandonare Vine una volta per tutte” ha scritto Twitter in un post su Medium.

Se da un lato l’acquisizione di Vine non si è rivelata un investimento particolarmente azzeccato, anche Twitter si ritrova a dover fare i conti con una situazione complicata. Perché spegnere Vine – Twitter ha acquisito Vine nell’ottobre del 2012 per 30 milioni di dollari. Il servizio fu apprezzato subito dagli utenti. Secondo Pornhub, “6 secondi di tempo per un filmato porno sono più che sufficienti per la maggior parte degli utenti per, beh, divertirsi”. Parecchi Vine sono diventati estremamente popolari, anche virali, soprattutto negli States, dove alcune star sono riuscite a raggiungere il grande pubblico. Dopo innumerevoli modifiche, miglioramenti e integrazioni con Twitter, Vine sembra aver fallito, azzoppato dalla concorrenza di Snapchat, Twitter e Instagram che ne hanno segnato la fine.

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