Twitter, scossa al vertice giù il titolo a Wall Street

Jack Dorsey, il 39enne fondatore di Twitter, ha confermato – con un tweet, manco a dirlo – le indiscrezioni riguardanti l’addio di cinque top manager dell’azienda. Dorsey, inserito qualche anno fa dalla rivista statunitense “Technology Review” nella lista dei 35 più importanti innovatori nel mondo sotto i 35 anni di età, ha annunciato che a dare l’addio saranno il responsabile di sviluppo e progettazione Kevin Weil, il responsabile dell’engineering Alex Roetter, il capo delle risorse umane Brian Schipper e la responsabile dei rapporti con i media Katie Jacobs Stanton, tutti con incarichi da vice presidente e competenze su più campi.

Alla lista si aggiunge il nome di Jason Toff, a capo del servizio di condivisione video Vine di proprietà di Twitter, che ha comunicato il suo passaggio a Google.La notizia giunge dopo che nei giorni scorsi il titolo di Twitter aveva fatto segnare un nuovo record negativo in Borsa, precipitate al minimo storico di 16,69 dollari e così aumentando il malumore degli azionisti di maggior peso.

In questo senso, i manager in partenza pagano il fatto che proprio Twitter, che nell’ultimo anno ha visto più che dimezzato il valore del suo titolo, stenta a conquistare nuovi utenti e a incrementare i ricavi, soffrendo la concorrenza dei rivali più aggressivi come Facebook e Snapchat.

Indiscrezioni riportate dai media di settore segnalano inoltre l’imminente nomina di due nuovi membri del consiglio di amministrazione, di un nuovo capo del marketing e di un nuovo responsabile delle pubbliche relazioni.

NEW YORK Ribaltone ai vertici di Twitter, che però continua a crollare in Borsa: ieri a Wall Street ha lasciato sul terreno un altro 7%. Il numero uno Jack Dorsey ha annunciato l’uscita «volontaria» di un nutrito gruppo di top manager, tra cui quattro vicepresidenti. Con un comunicato che ha posto fine alle indiscrezioni dei giorni scorsi, li ha tutti ringraziati, augurando loro un meritato periodo di riposo.

Un augurio che in realtà suona come un ben servito. La decisione era attesa da tempo, da quando Dorsey nell’ottobre 2015 è subentrato al suo predecessore Dick Costolo. E rappresenterebbe solo il primo passo di una ristrutturazione ben più profonda di Twitter. Non solo dei quadri dirigenti, ma anche della stessa natura del social media da 140 caratteri. La missione di Dorsey è quella di rilanciare la sua creatura, sempre più in crisi di fronte alla concorrenza di molti altri social media. La platea degli utenti – a differenza di quanto accade per Facebook – stenta infatti a crescere.

L’obiettivo è quindi quello di rinnovare l’ambiente e il prodotto, sviluppando piani in grado di riconquistare la fiducia degli investitori. I manager in uscita sono tutti di primissimo piano: il responsabile sviluppo e progettazione Alex Roetter, il capo della sezione prodotti Kevin Weil, quello della gestione delle risorse umane Brian Schipper e la responsabile di rapporto coi media Katie Stanton.

Via anche Jason Toff, reponsabile di Vine, il servizio di condivisione dei video acquistato a suo tempo da Twitter. Il Wall Street Journal scrive che nel board del gruppo entreranno a breve due nuovi membri, tra cui una personalità di spicco dell’industria dei media. Un primo passo per arrivare a un ricambio totale del board, condizione che Dorsey aveva posto per tornare a fare il ceo. A rischio, dunque, anche il posto di Evan Williams, l’altro fondatore di Twitter che possiede gran parte delle azioni del gruppo.

Intanto vanno avanti i progetti per rendere Twitter – come ha più volte detto Dorsey – più facile da usare. Come quando il pulsante della stella è stato sostituito da un nuovo pulsante like a forma di cuore. E si continua a studiare la possibilità di accrescere nei messaggi i 140 caratteri che finora sono il marchio di fabbrica di Twitter: si pensa di portare il limite addirittura a 10 mila caratteri, la lunghezza di 71 tweet. Ma per ora le novità introdotte e quelle annunciate non hanno prodotto grandi scossoni positivi in Borsa, dove Twitter dall’arrivo di Dorsey ha perso il 37% attestandosi a 17,84 dollari ad azione, dopo aver toccato anche il livello di 16,69 dollari.

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