Home » Politica & Feudalesimo » Un grazie a Walter Veltroni per averci regalato Massimo Calearo (e non solo purtroppo)

Un grazie a Walter Veltroni per averci regalato Massimo Calearo (e non solo purtroppo)

Nel 2008 l’ex segretario del PD Walter Veltroni si è divertito a scegliere i candidati per il suo partito, selezionandoli in quella che secondo lui era la “società civile”. Oltre a riproporci Umberto Veronesi, l’oncologo e ricercatore scientifico che ama gli inceneritori e le centrali nucleare, ha dato spazio, tra gli altri, a personaggi “nuovi” del calibro di Matteo Colaninno, figlio di Roberto e quindi con l’imprenditoria nel sangue, ma anche all’operaio sopravvissuto nella tragedia della ThyssenKrupp Antonio Boccuzzi e all’operatrice di call center Loredana Ilardi. Perché proprio questi ultimi due e non altri? Perché piacevano a Walter. Che altro si poteva fare di populista? Largo ai giovani. E così il segretario ‘Commissario Tecnico’ ha ‘selezionato’ anche la giovane Marianna Madia, classe 1980, figlia di Stefano, noto attore e giornalista scomparso nel 2004, ma soprattutto suo caro amico, nonché ex fidanzata di Giulio Napolitano, figlio del Presidente della Repubblica Giorgio. La Madia nella sua carriera parlamentare si è fatta notare in modo particolare per essere stata assente in aula il giorno in cui è stato approvato per appena 20 voti di scarto lo Scudo Fiscale. Del Pd quel giorno mancavano all’appello 22 parlamentari. Lei nel momento del voto era su un aereo per il Brasile, per “effettuare alcuni accertamenti medici“. In Brasile. Per curarsi. La medicina, il fiore all’occhiello del Brasile. Evviva la gioventù.

Poi ha rispolverato Pietro Ichino, persona di un certo spessore per carità, già deputato del PCI a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, che sognava di fare qualche “simpatica” modifica all’art. 18 che avrebbe mantenuto in piedi l’apparenza, ma al tempo stesso avrebbe cambiato la sostanza. Un precursore del Ministro Fornero, però di “sinistra”. Interessante. Il colpo di classe di Walter però non può che essere Massimo Calearo. L’ha voluto fortemente inserendolo come capolista nel Veneto per non correre rischi. Di Calearo non poteva fare a meno. Ma perché l’ha scelto? Quali erano i meriti di Calearo? Probabilmente nessuno. Veltroni aveva bisogno dell’imprenditore veneto incazzato per completare il suo album di figurine. Gli è bastato sapere di un suo discorso di fuoco contro il governo Berlusconi in una riunione di Confindustria Veneto per portarlo in parlamento. Avrà pensato che la stoffa c’era. Calearo ha resistito appena un anno e mezzo nei ranghi, e poi nel novembre 2009 ha lasciato il PD dichiarando senza il minimo scrupolo di “non essere mai stato di sinistra“. Evidentemente Walter l’aveva dato per scontato e non gliel’aveva neanche chiesto. Da lì in avanti per lui è iniziato un lungo peregrinare, dall’Api di Rutelli, al Movimento di Responsabilità Nazionale con Scilipoti e Bruno Cesario insieme ai quali ha votato nel dicembre 2010 la fiducia al governo Berlusconi. L’ex Presidente del Consiglio si è sdebitato nominandolo suo consigliere personale per il ‘Commercio Estero’. Ruolo interessante. Di che si occupava? Fondamentalmente di nulla, però una medaglia la meritava anche lui.

Ad inizio 2012 è diventato tesoriere di Popolo e Territorio, gruppo parlamentare stile “macedonia” (la frutta, non la repubblica), del quale fanno parte anche i soliti Scilipoti e Cesario insieme ed altri profughi della politica provenienti da destra e sinistra. Ma Calearo oltre ad aver cambiato un gruppo parlamentare dopo l’altro ed aver votato la fiducia a Berlusconi cosa fa? Partecipa ai lavori della Camera dei deputati? Ieri alla ‘Zanzara’ su Radio 24 ha annunciato che lui non andrà più in parlamento perché adesso non è più divertente come quando c’era Silvio: «Fino a novembre mi sono divertito a fare il consulente di Berlusconi sul commercio estero, ora non servo più. È usurante andare alla Camera solo a premere un pulsante». Non va in parlamento, allora si dimetterà? Certo che no. Al suo posto entrerebbe in parlamento Andrea Colasio, troppo di sinistra per i suoi gusti, ma soprattutto lui con lo stipendio da parlamentare ci paga il mutuo della sua nuova casa: «Perché al posto mio entrerebbe uno del Pd molto di sinistra, un filo-castrista. Con lo stipendio da parlamentare pago il mutuo della casa che ho comprato, 12mila euro al mese di mutuo. È una casa molto grande…».

Lo squallore non finisce qui. Dopo queste affermazioni spudorate e disarmanti, Calearo si è anche espresso sugli omosessuali. A lui, che si reputa “normale”, fanno letteralmente schifo: «Due gay che si baciano? Mi fa schifo, lo facciano a casa loro. Mi giro dall’altra parte. Io sono normale e mi piacciono le donne. I gay hanno altri gusti. Io ho i miei, normali, e mi tengo i miei. La normalità è soggettiva, ma per me non sono normali». Grazie Walter, grazie davvero. Gli elettori in Veneto del PD saranno molto fieri del tuo lavoro, grazie per aver utilizzato nel migliore dei modi il listino bloccato della Porcellum per dare spazio a personalità del calibro di Calearo.

Loading...

Altre Storie

Gentiloni si piega agli scafisti Nessun blocco navale in Libia

Il blocco navale è «escluso». Sarebbe, spiega Roberta Pinotti, «un atto ostile» nei confronti di …

One comment

  1. Continuerà Walter Veltroni ad essere uno degli uomini di punta del Partito Democratico? Se sì la vedo molto brutta per il PD.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *