Uomo maiale: primo embrione. Uomo maiale, embrione ibrido il trapianto shock

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Sviluppati in laboratorio per la prima volta embrioni di maiale che sono per lo 0,001% umani.

Dopo quattro settimane, le cellule staminali si erano sviluppate nei precursori di vari tipi di tessuti, inclusi cuore, fegato e neuroni, e una piccola parte del maiale in sviluppo era composta da cellule umane. L’obiettivo della ricerca, pubblicata dalla rivista scientifica Cell, è di usare il corpo dell’animale come “incubatrice” per la produzione di organi da destinare a persone in attesa di trapianto, ma gli organi cresciuti in un embrione di questo tipo potrebbero essere rigettati dall’uomo, perché conterrebbero troppo tessuto suino.

I problemi, in realtà, sorgono nel momento in cui si sollevano interrogativi dal punto di vista etico. “C’è il rischio che qualcosa possa andare storto e che alcune cellule finiscano altrove, ad esempio nel cervello. Non si può sapere cosa accadrebbe altrimenti, sicuramente non sarebbe umano e non avremmo un cervello completamente formato” il commento a Vice del bioetico Arthur Caplan del Langone Medical Center della New York University.

Gli embrioni sono stati fatti sviluppare per 28 giorni, per la durata del primo trimestre di una gravidanza di maiale, che dura circa tre mesi in totale, prima di essere rimossi. Il gruppo del Salk Institute, come riportato dal National Geographic, ha utilizzato la CRISPR, una rivoluzionaria tecnica di editing genetico, con la quale aveva inizialmente provato a introdurre le cellule staminali dei ratti nelle blastocisti di maiale.

Denominato Chimera in onore della creatura mitologica ibrida, il primo embrione misto ha subito aperto il dibattito sull’eticità della strada intrapresa dai ricercatori e su tutte le implicazioni che l’incrocio comporta, dato che, se da un lato l’uomo ha sempre piegato e manipolato le specie viventi a suo uso e consumo, dall’altro il ricorso a tecniche così sofisticate di ingegnerie genetica rappresenta una novità ancora difficile da vagliare nelle sue possibili conseguenze. Per creare gli embrioni chimera bisogna superare due step. Uno dei dirigenti del Salk Institute, Jun Wu, ha detto che nell’esperimento il livello del contributo di cellule umane è stato “basso” e non include cellule cerebrali.

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