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USA: carcere per donne che abortiscono dopo stupro

stuproScoppia un nuovo caso negli Usa. Un intreccio perverso che riguarda tematiche molto delicate come lo stupro e l’aborto. C’è chi pensa in America, come riporta il Fatto Quotidiano.it, che “La donna che decide di abortire dopo essere stata stuprata commette il reato di “inquinamento delle prove” e va punita con una pena che può arrivare fino a tre anni di carcere. La proposta di legge presentata il 23 gennaio al Congresso dello Stato del New Mexico porta la firma di una donna, Cathrynn Brown, anche lei rigorosamente repubblicana, secondo cui la vittima di una violenza carnale deve portare a termine l’eventuale gravidanza perché il feto possa essere utilizzato in sede di processo come prova del reato. In atto, dunque, una vera e propria guerra ai diritti delle donne.

“L’inquinamento delle prove – si legge nella House Bill n. 206 presentata alla Camera dei Rappresentanti – includerà l’abortire o il facilitare un aborto oppure il costringere qualcuno ad ottenere l’aborto di un feto che sia il risultato di una penetrazione sessuale criminale o di un incesto, con l’intento di distruggere le prova del crimine”. L’interruzione di gravidanza verrebbe così considerata reato di terzo grado, paragonata per esempio a reati come “omicidio volontario, furto, guida in stato di ebbrezza, lesioni aggravate, sequestro a scopo di riscatto”, punibili con la reclusione fino a tre anni. “Questa legge trasforma le vittime in criminali – ha spiegato all’Huffington Post Pat Davis, attivista di ProgressNow New Mexico – e le costringe a diventare incubatrici della prova per conto dello Stato”. La Brown è un esponente del partito repubblicano del New Mexico, stato americano però a maggioranza democratica. Difficile pensare, dunque, che siffatta proposta possa diventare legge, ma certamente si tratta di un caso senza precedenti che rischia di minare la base democratica di una nazione come gli Usa.

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