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Valentina Sanna dice addio al Pd con una lettera di dimissioni: “Provo vergogna di questo partito”

ITALY-POLITICS-PARTIES-PD-BERSANIValentina Sanna, presidente del Pd sardo, dice addio al partito con una lunga lettera di dimissioni. La parola migliore per fotografare lo stato d’animo della dirigente è “vergogna”. Vergogna verso un partito che ha tradito i suoi ideali, che ha illuso i suoi elettori e che a livello internazionale ha collezionato diverse brutte figure. La vergogna è un sentimento che non aveva mai provato, come spiega la Sanna: “Nella vasta gamma di sentimenti che ho provato in questi ultimi anni, e in special modo da quando ricopro un ruolo di primo piano nel Partito Democratico, questo mi mancava. Rabbia, delusione, sgomento, sfiducia, sì. E a tratti rassegnazione. Poi tornavano la determinazione e la speranza, ora ammetto irragionevole, di riuscire a cambiare questo partito dall’interno”.

La Sanna elenca le motivazioni che l’hanno spinta a questo gesto, delusa e tradita da una classe politica marcia e corrotta e da un partito ormai alla deriva: “Dalle primarie ritoccate per la scelta dei parlamentari, alla drammatica vicenda dell’elezione del Capo dello Stato come anticamera al calice ben più amaro del Governo “di scopo” con il PDL di Berlusconi; ai 101 parlamentari del Partito Democratico che, uccidendo politicamente Prodi, hanno gettato una prima pietra tombale sulla speranza di una qualsiasi decente prospettiva che si fondi sulla fiducia, la tensione ideale e i bisogni veri di un popolo tenuto e guardato a distanza”.

La Sanna ha fatto riferimento anche al tenebroso caso-Ablyazov, invitando Alfano e tanti altri suoi compari a farsi da parte per la figuraccia rimediata a livello internazionale. Serve una vera rivoluzione politica che spazzi via il vecchiume da una casta arroccata alle sue poltrone: “Il tema del ricambio della classe politica è cruciale e non più rinviabile. Ma non servono un semplice rinnovamento generazionale, o un congresso guidato dai soliti, intramontabili capicorrente. Serve una svolta culturale, un affrancamento dal potere del capo locale. È necessario sottrarsi al suo ricatto, e riconoscere che in nome dei vantaggi che ne possiamo ricevere (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti), accettiamo iniqui favoritismi e arbitrarie discriminazioni”.

Sono troppe le battaglie che il Pd ha perso o che forse non ha voluto combattere: “Come Presidente del Pd sardo, vivo la contraddizione tra il sentimento calpestato del militante e la responsabilità del dirigente di partito. E l’equivoco, alimentato da chi pretende il silenzio di fronte a colpevoli mancanze, che io debba rappresentare chi governa e rovina il Pd piuttosto che i suoi elettori e la base”. La Sanna è giunta a questa sofferta decisione perché tradita dagli ideali in cui credeva realmente: “Lascio questo Pd perché, pur con il rispetto verso le tante persone che ho cercato di rappresentare con dignità e onestà e verso le quali resta immutata la vicinanza, la stima e la disponibilità a un lavoro comune, non mi riconosco affatto in chi lo governa realmente a livello nazionale e regionale.

Ma le energie che ho profuso in tutti questi anni nella speranza di poter incidere positivamente sul cambiamento, pur con i miei errori che certamente non sono mancati, non si esauriranno con la rinuncia al mio ruolo di rappresentanza. Proseguirò, con rinnovata passione e determinazione, l’impegno politico. Solo, proverò a seguire una strada più coerente con il mio sentire. Perché torniamo a dire, come Berlinguer: «Lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini, con la fiducia per le battaglie che abbiamo fatto, per le proposte che presentiamo, per quello che siamo stati insieme…»”. Musica e parole di Valentina Sanna, una delle tante persone tradite e deluse dal Pd.

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One comment

  1. Piccolo Scrivano Malandrino

    Figliola, credevi che nella politica italiana contassero gli Ideali ?
    Povera cara, ci hanno presi in giro per decenni.

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