Vivere ai piani alti può essere rischioso per chi ha un malore: attenzione all’effetto grattacielo

Abitare ai piani alti di un palazzo o di un bellissimo grattacielo da una parte può risultare positivo in quanto offre una veduta bellissima che i piani bassi non possono assolutamente offrire ma, dall’altra parte, può risultare piuttosto “pericoloso” in caso di malori. Un particolare studio scientifico condotto in Canada ha infatti dimostrato che, nel caso in cui qualcuno che abita ai piani alti venga colpito da un brutto arresto cardiaco avrà meno chance di salvarsi rispetto a coloro i quali invece vivono ai piani inferiori in quanto i tempi di soccorso si allungano e tante scale separano l’ambulanza dal paziente.

“Il nodo dell’accesso all’edificio, il ritardo causato dagli ascensori e dalle distanze più ampie fra il mezzo di emergenza e il luogo dell’intervento, sono tutti fattori che possono contribuire a un allungamento dei tempi necessari per raggiungere il paziente e cominciare le manovre salvavita”, sono state nello specifico le parole espresse dall’autore principale dello studio, Ian Drennan.

Lo studio in questione, pubblicato sul ‘Canadian Medical Association Journal’ dimostra dunque che, tanto più alto è il piano in cui si vive, sempre più inferiore è la possibilità di potere sopravvivere.

L’autore della ricerca, che nella vita è un paramedico degli York Region Paramedic Services, ha continuato affermando che “Quando un cuore si ferma possono fare la differenza fra la vita e la morte anche l’avvio immediato di manovre rianimatorie da parte di presenti e l’uso di un defibrillatore automatico esterno eventualmente disponibile nelle vicinanze”. Per effettuare tale ricerca sono stati presi in esame ben ottomila casi di persone adulte colpite da arresto cardiaco e nello specifico è emerso che, per i pazienti che vivevano al di sotto del terzo piano la sopravvivenza in caso di malore è risultata essere pari al 4,2%, per i pazienti che invece vivevano dal terzo piano in su la possibilità do sopravvivenza è risultata essere paro al 2,6%. Infine, sempre più in alto si andava, sempre meno possibilità di sopravvivenza venivano riscontrate ed infatti, per chi risiedeva sopra al 16esimo piano la percentuale di sopravvivenza riscontrata è stata pari allo 0,9% e nello specifico su 2016 pazienti solamente in due sono riusciti a sopravvivere.

Salendo ancora più su, fino al 25esimo piano il numero di sopravvissuti è invece pari allo zero. Gli autori dello studio, oltre a mettere in risalto i rischi per chi vive ai piani alti, hanno anche stilato una lista di raccomandazioni utili a rendere i soccorsi sempre più efficaci, nella speranza dunque di poter salvare quante più vite possibili. Tra le raccomandazioni in questione vi troviamo ad esempio la richiesta di collocare defibrillatori nei palazzi a ogni piano oppure ancora fornire ai paramedici le chiavi degli ascensori per un accesso privilegiato come viene fatto in genere con i vigili del fuoco.

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