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Vivisezione animali è inutile e dannosa: lo dice la biologa Reiss all’Espresso

L’intervento della scorsa settimana di Ignazio Marino, medico, nonché senatore del Pd, ha infiammato ancora di più il dibattito sulla vivisezione degli animali. In un post pubblicato sul proprio sito ufficiale, il parlamentare ribadiva la sua posizione rispetto alla sperimentazione dei farmaci, sostenendo che è giusto testarli sugli animali e che purtroppo non si può fare diversamente.

“Il rispetto di ogni essere vivente è un dovere, eppure i test sugli animali sono indispensabili e purtroppo non ancora sostituibili con metodi alternativi, e questo vale per tutti i farmaci e i vaccini – scrive il medico. – Rigorose regole internazionali vietano infatti di somministrare a un uomo una medicina se non è stata testata due specie animali, una delle quali non può essere un roditore. Questo per tutelare la nostra salute e la nostra sicurezza. […]  Chi è contrario all’uso degli animali in laboratorio va rispettato – aggiunge Ignazio Marino – ma c’è davvero qualcuno che ritiene possibile testare gli effetti di un farmaco, come un’eruzione cutanea, l’insufficienza epatica o le allucinazioni, su una cellula in provetta? Oppure la proposta è quella di sperimentare le sostanze direttamente sugli uomini e sui bambini?”

Ma davvero non si può fare a meno di procurare sofferenze indicibili agli animali per migliorare la qualità della vita dell’uomo? Non è affatto così.

Claude Reiss, già direttore di ricerca di biologia molecolare al Cnrs, spiega che la sperimentazione sugli esseri viventi non soltanto “è inutile”, ma è anche “dannosa”. In un’intervista rilasciata al settimanale L’Espresso, lo scienziato ricorda come il 90% dei medicinali provati sugli animali sono rigettati prima degli esperimenti clinici sull’uomo in quanto “le prove sono ritenute inattendibili. Ed è ovvio: ciascuna specie animale ha un proprio genoma unico e irripetibile. Questo – dichiara lo scienziato – comporta che ogni specie, un ratto, un topo, un cane o un uomo, reagisce in modo completamente diverso alla stessa prova”. Un esempio aiuta a capire meglio l’affermazione della Reiss: “Prendiamo lo scimpanzé, la specie più vicina all’uomo fra quelle normalmente usate in laboratorio. Lo scimpanzé è assolutamente immune all’Aids: il virus non gli fa nulla. Mentre per esempio il suo fisico si comporta come il nostro col virus dell’Ebola”.

Se testare i nuovi farmaci sugli animali è inutile e dannoso, sia per l’uomo, sia per le bestiole stesse, quale alternative abbiamo?

La Reiss sottolinea la necessità di continuare a puntare su una strada già intrapresa, ovvero quella degli “esperimenti su cellule umane, sviluppate in cultura, in laboratorio. L’insieme di questi test viene chiamato tossicogenomica, un modello scientifico sviluppato negli Usa alla fine dello scorso millennio, che permette di testare la tossicità dei prodotti direttamente su cellule umane, raccogliendo centinaia di risultati in pochissimo tempo e monitorando l’esperimento dal vivo”.

Questi esperimenti, spiega la biologa, sono molto più efficaci, in quanto consentono di avere dati nettamente più precisi. In questo modo eviteremmo migliaia di decessi di persone: “In Francia l’uso di medicinali tossici per l’uomo è la quarta causa di morte, dati alla mano del ministero della Salute francese”. Dati di cui i media mainstream non parlano quasi mai, facendo credere ai cittadini meno informati che la sofferenza degli animali è inevitabile e utile all’uomo. Quando, nei fatti, è inutile, orrenda e nefasta.

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