Voti Juventus – Napoli: Con Zaza arriva la 15° vittoria di fila i bianconeri tornano al comando

Dopo quasi un’ora e mezza nel segno del grande equilibrio cosmico della partita arriva Simone Zaza, un onda gravitazionale che increspa con la sua sana ignoranza il sapiente piano dei tatticismi, imprimendo con il suo sinistro una svolta al campionato. Ora non si può sapere se possa essere quella decisiva, perché tredici partite rappresentano un margine infinitamente più ampio del punticino di vantaggio che la Juventus (in testa dopo 259 giorni) può vantare sul Napoli, ma si sono rovesciati i ruoli e i bianconeri godono del vantaggio psicologico di trovarsi in una condizione della quale hanno perfetta conoscenza e nella quale si trovano certamente a loro agio.

Il peso della sconfitta, invece graverà sullo spirito del Napoli, che ha giocato la migliore partita di sempre allo Stadium, ma è parso peccare del coraggio con il quale avrebbe dovuto cercare la vittoria oltre l’esasperato controllo del centrocampo, dove Sarri e Allegri si sono incartati reciprocamente. Higuain ha subito un embargo totale, che la Juventus ha applicato chiudendo i rifornimenti da sinistra e sfruttando anche la serata poco ispirata di Callejon a destra. Insigne è affogato nella grandezza della partita, risultando pericoloso una sola volta e sbagliando troppi palloni per uno della sua classe. Forse al Napoli sono mancati loro due, forse a loro due è mancato un concreto appoggio del Napoli, troppo impegnata a non far giocare la Juventus.

Da parte sua Allegri ha compiuto un suo personale capolavoro. Il teoreta del calcio paziente non ha mai rischiato, la sua squadra ha controllato la partita, senza mai innervosirsi nella serena attesa dell’occasione giusta. Perfino l’inserimento dell’irrequieto Zaza ha lasciato in bolla lo spirito della Juventus, pur essendo il martello spaccapartita, incidendo molto di più del floscio Morata. I bianconeri hanno vinto perché hanno voluto vincere, perché il loro controllo della partita non era paura dell’avversario, ma semplice rispetto e, come detto, attesa. Premiata, meritatamente, dal gol del bomber di scorta, il «testone e permaloso, che però sa imparare in fretta» (Chiellini dixit) e che può perfino passare alla storia come l’uomo dello scudetto.

Fino al suo sinistro micidiale, la partita è un raffinato esercizio tattico, a tratti reso esasperante dalla perfetta specularità delle due squadre, schierate in modo che ogni giocatore si ritrovi un dirimpettaio pronto a interrompere il flusso. E lo spezzettamento del gioco caratterizza l’ottanta per cento delle manovre. Il timore che i fenomeni (e in campo ce ne sono parecchi) possano risolvere con una giocata, rende tutto estremamente prudente, più che il 4-3-3 o il 4-4-2, Sarri e Allegri applicano una 626 del calcio, atta a prevenire qualsiasi rischio. Jorginho scherma Dybala, fino a offuscarne la brillantezza. Llichtsteiner e Khedira incastrano la catena di sinistra del Napoli, quella che con Ghoulam, Insigne e Hamsik hanno creato danni ovunque. Higuain risulta essere un po’ staccato dal resto del Napoli, più lungo del solito, e dalla parte di Barzagli (un totem) trova durissimo, mentre è Bonucci che gli toglie dalla testa la palla del possibile 1-0 alla fine del primo tempo, quando devia un traversone di Hysaj con la punta del piede. Per la cronaca è l’unica vera occasione del primo tempo che, a seconda dei punti di vista, è infatti noiosissimo o eccitante: un thrilling tattico in cui da un momento all’altro può esserci il colpo di scena.

L’ingresso di Simone Zaza al posto di uno spento Alvaro Morata, di nuovo in fase involutiva e molliccio nell’atteggiamento, regala più corsa e cattiveria alla fase offensiva della Juventus e incrina la partita che, pur restando una scacchiera, aumenta i suoi momento di imprevedibilità. Il Napoli sembra giocare meglio, ma effimera è la trama di passaggi con cui imbrigliano il centrocampo, la Juventus è un killer spietato: quando trova il varco con Zaza (male Koulibaly e non perfetto Reina, tuttavia ingannato dalla deviazione di Albiol), colpisce e vince.

JUVENTUS  BUFFON 7.5  Strepitoso su conclusione da due passi di Albiol. Paratona di istinto e poco importa se Orsato aveva fischiato un fallo. L’intervento-capolavoro resta. Eppoi all’inizio della ripresa, su incursione di Insigne, altro capolavoro. Sempre attento. Anche con i piedi. LICHTSTEINER 7  Meno offensivo del solito perchè non può lasciare scoperta la difesa. Però, quando può, si rende utile. Sulla destra fa staffetta con Cuadrado, nel senso che i due si completano. Alla fine accelera.  BONUCCI 7  Un’altra partita da eroe. Fantastico il tocco alla disperata che ha tolto dalla testa di Higuain un pallone gol. Non si è mai fatto sorprendere dal Pipita. Alla fine, a causa di un colpo che riceve nel primo tempo da un suo stesso compagno, deve lasciare il campo. Rugani (7′ st) 6.5 Bravo, il ragazzo. Bravo. Si vede che ha qualità. ora bisogna insistere.  BARZAGLI 7.5  Continua ad essere uno dei migliori, non sbaglia la partitissima. La controlla. La fa sua. E sempre con grandissima autorità. Quando esce Bonucci è lui a guidare Rugani e a sistemare la difesa. Passano gli anni e lui continua a migliorare. Dove vuole arrivare?  EVRA 6.5  Nella ripresa fallisce un’occasione importante su assist di Khedira. Mantiene la posizione e la copre bene dai pericolosi attacchi di Callejon. Spesso preferisce restare in zona per non correre rischi. Gestisce senza particolari problemi la partita grazie all’esperienza e alla buona condizione fisica. CUADRADO 6.5 Le sue accelerazioni mettono sempre l’affanno alla difesa del Napoli. Quando parte, l’azione bianconera diventa pericolosa. In un paio di circostanze perde l’attimo per tirare in porta. KHEDIRA 6 Recupera a sorpresa e, anche se in condizioni non ottimali, fa vedere la sua classe. Tocca una quantità industriale di palloni. Il suo grande merito è quello di farsi sempre trovare dove arriva il pallone. MARCHISIO 7 Il migliore della Juve, l’anima e il cuore, la spinta, è dappertutto. E quanti palloni conquistati. Gli è mancato solo il gol per mettere in bacheca una delle sue partite più belle in bianconero. POGBA 6.5 Sempre bello a vedersi anche se a volte si lascia andare a giocate leziose e perde palla. Corre e lotta, ma stavolta gli manca la giocata del campione. MORATA 5 Partita tutt’altro che importante. Anzi, l’impressione è che non entri mai nel gioco. Fa quello che gli concedono gli avversari. Cioè poco. Zaza (13′ st) 7 Entra e fa gol. Che chiedere di più? Sicuramente troverà più spazio.  DYBALA 6 Meno brillante che in altre occasioni perché Morata non lo aiuta. Lui cerca di inventarsi qualcosa ma senza lucidità. Però fa il suo. Alex Sandro (40′ st) ng Pochi minuti per essere giudicato, ma quando entra la Juve vince. ALL. ALLEGRI 7.5 E sono 15. Poche parole, tanti applausi. Riesce a motivare i giocatori nel modo giusto e ha trasmesso alla squadra la consapevolezza di essere irresistibile. Tanto prima o poi il gol arriva. E come sempre accade è arrivato puntuale come un orologio svizzero.

NAPOLI REINA 5.5 Non ha dovuto effettuare grandi parate. Sul gol di Zaza ha qualche colpa, ma il tiro è stato deviato da Albiol. HYSAJ 6 Rigorosamente a destra, spesso si appiccica a Pogba. Tocca bene il pallone, bravo nell’anticipo. ALBIOL 6 Porta su la squadra e in fase di palleggio non spreca niente. Nei calci piazzati si porta sempre in avanti perchè fisicamente può fare qualcosa di importante KOULIBALY 5 Nel finale non è riuscito ad aggrapparsi a Zaza. Lo ha inseguito ma non c’è stato niente da fare. Che pecca. GHOULAM 6.5 Ha fatto il suo e anche di più.  ALLAN 7 Una grandissima prestazione, ha dominato, in mezzo al campo ha fatto di tutto e di più. Gabbiadini (45′ st) ng. JORGINHO 7 Anche lui bene, molto bene, anche se alla distanza è calato un po’. HAMSIK 6.5 Ottima prestazione anche se gli è mancato il colpo del campione. CALLEJON 5.5 Non ha spaccato la difesa bianconera come sperava Sarri. HIGUAIN 5 Forse giocare contro i difensori bianconeri è diverso rispetto a quelli delle altre squadre. INSIGNE 5 Voleva strafare, probabilmente sentiva la partita più degli altri e l’ha sbagliata clamorosamente. Mertens (32′ st) ng. ALL. SARRI 6 Probabilmente ha impostato la partita per il pari e per poco non ci riusciva. Ma per lo scudetto ci vuole di più. ARBITRO ORSATO 7.5 Ma che bravo. Ha fatto giocare senza fischiare tanto e nonostante tutto ha sempre tenuto la partita in pugno. Ha dato una lezione di arbitraggio che ci voleva.

Tutti aspettavano Higuain e Dybala, invece il gol che potrebbe valere un bel pezzo di scudetto è stato firmato da Zaza, il settimo stagionale. Un gol pesante come un macigno, un gol che significa il sorpasso in testa alla classifica, un gol che conferma una volta di più il mix di forza, qualità e pazzia dell’attaccante bianconero. Pochi minuti e tante reti, Simone sarebbe perfetto per la pubblicità di qualsiasi azienda che punta sulla concretezza unita alla efficacia. Con la perla al Napoli di ieri sera, che si candida di prepotenza come cartolina tricolore 2016, l’ex Sassuolo ha confermato la sua dote migliore: non sente la pressione, anzi… Più si alza il termometro e più si esalta. Ai tempi del Sassuolo era soprannominato l’ammazza grandi perché, una dopo l’altra, aveva impallinato tutte le big, campioni d’Italia compresi. Alla Juventus, seppur meno impiegato, non ha perso quell’istinto killer. Ogni volta che mette piede in campo mostra la voglia di chi vuole farsi largo nel super attacco di Allegri. Ieri sera, dopo l’ingenua espulsione contro il Genoa, ha dimostrato di aver imparato anche la lezione. Una pazzia, Zaza, l’ha rifatta, ma stavolta nel modo migliore: gol da urlo con tanti saluti al Napoli e al primato degli azzurri.

Aveva ragione Chiellini quando descriveva Zaza come un tipo permaloso ma pronto ad ascoltare i consigli e soprattutto a migliorarsi. Doveva farsi perdonare la doppia squalifica (Coppa Italia per somma di ammonizioni e Genoa per espulsione) e con il tiro di ieri non solo ha azzerato il conto, ma si è guadagnato un vitalizio nei cuori dei tifosi bianconeri. Segnare nella notte delle notti, e del sorpasso nella corsa scudetto, almeno per qualche giorno conterà più di ogni altra cosa. Conta, e tanto, anche in ottica Champions. Perché sapere che Zaza può risolverti una partita chiusa con un colpo inaspettato è molto più che una bella garanzia.

Ogni gol lo avvicina al bonus stagionale – manca ancora qualche passettino – ma c’è da scommettere che Zaza abbia pensieri totalmente diversi in queste ore. Il gol al Napoli, oltre che alla Juve e al popolo juventino, è un regalo che si è fatto a se stesso. Ha aspettato il suo momento senza alzare la voce, e lavorando duro, cercando di sfruttare ogni minima chance entrando dalla panchina. Segnare quello che verrà ricordato come uno dei timbri più importanti della stagione lo ripaga della pazienza e della fiducia che ha avuto a gennaio. Mezza Premier è pronta a staccare, tanto a lui quanto alla Juventus, assegni milionari (il Crystal Palace era arrivato a 27 milioni), ma sia l’attaccante juventino sia Marotta e Paratici hanno resistito. «Rimarrai alla Juventus per 10 anni, vedrai», gli hanno garantito i dirigenti in quei giorni. Zaza, in perfetta sintonia con lo spogliatoio bianconero, ha apprezzato le parole della società e si è messo a sudare a testa bassa alla ricerca di nottate come quella di ieri. Una nottata che lo rilancia non solo nelle gerarchie di Allegri – in questo momento è più in forma di Morata – ma pure in quelle di Antonio Conte. Non giocherà sempre, ma segna reti pesanti come pochi altri azzurri stanno dimostrando di saper fare.

Chissà cosa avrà pensato, invece, Aurelio De Laurentiis vedendo la conclusione di Zaza battere Pepe Reina. Già, perché il presidente del Napoli lo scorso anno le ha provate tutte per bruciare la Juventus sull’allora attaccante del Sassuolo. I bianconeri sono stati più lesti e convincenti, forti di un feeling con la punta che dura dai tempi in cui era un giovanotto dell’Atalanta, e Zaza è stato un uomo di parola. Al Napoli avrebbe anche potuto guadagnare di più, ma difficilmente avrebbe potuto gustarsi serata come queste. Serate dal profumo tricolore.

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