WhatsApp riaperto in Brasile, ribaltata la sentenza del giudice, Mark Zuckerberg festeggia con utenti

WhastApp, un no che è costato davvero caro: la premessa

WhatsApp, il popolare servizio di messaggistica di proprietà di Mark Zurckerberg, è stato brevemente arrestato in Brasile, dopo che la società si è rifiutato di porre intercettazioni su alcune conversazione avvenute tra utenti interessati dalla magistratura.
Un giudice di San Paolo ha ordinato che WhatsApp venga bloccare per 48 ore, a partire Giovedi, dopo che la società non ha rispettato le richieste di intercettazione della polizia, in un importante caso di droga. Dalla società si sono difesi dicendo però che era tecnicamente impossibile intercettare i contatti e tutto il materiale interessato dalla polizia. Mark Zuckerberg, in qualità di amministratore delegato di Facebook nonché proprietario WhatsApp, ha dichiarato ieri: “Questo è un giorno triste per il Brasile. Fino ad oggi, il Brasile è stato un alleato nella creazione di un Internet aperto“.
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Sentenza revocata: WhatsApp rientra in vigore

Poco dopo che il divieto è entrato in vigore, una nuova sentenza della corte d’appello ha ribaltato la situazione, ripristinando l’accesso per i 100 milioni di brasiliani che adesso possono inviare regolarmente messaggi. La corte d’appello ha detto che “non era ragionevole” sospendere un servizio utilizzato da così tante persone, semplicemente perché la società aveva omesso di fornire informazioni alle autorità giudiziarie.
Anche se il caso sembra ormai essere stato risolto restano comunque parecchie preoccupazioni riguardo la necessità di trovare, un’anche fragile, equilibrio tra la privacy dei cittadini e le esigenze della giustizia e dei governi di proteggere i loro stessi cittadini.
I governi occidentali, inclusi gli stessi Stati Uniti e la Gran Bretagna in primis, hanno fatto parecchia pressione sulle aziende tecnologiche, affinché modificassero i propri servizi per consentire alle autorità di controllare le comunicazioni in base alle necessità di stato. Il dibattito si è intensificato a seguito degli attentati terroristici di Parigi nel mese di novembre, organizzati tramite le chat della PlayStation 4.I funzionari dell’intelligence hanno sollevato un ulteriore problema, informando che i cospiratori possono utilizzare messaggi crittografati per nascondere le loro comunicazioni.
Nel caso di droga brasiliano, Facebook ha detto che era in grado di ripristinare le intercettazioni avvenute a causa della struttura tecnologica di WhatsApp. Il servizio, come molti dei suoi concorrenti, utilizza la crittografia dei messaggi lungo tutto il percorso dal mittente al destinatario, tale sistema impedisce a chiunque, persino a WhatsApp, di avere le intercettazioni. E’ un metodo per garantire una privacy pressoché assoluta all’utente, ma che si presenta però come una lama a doppio taglio davvero velenosa.

“Siamo delusi dal fatto che un giudice avrebbe punito più di 100 milioni di persone in tutto il Brasile per il fatto che non siamo stati in grado di consegnare le informazioni che non abbiamo avuto“, ha detto Matt Steinfeld, un portavoce di Facebook. WhatsApp, che viene utilizzato da circa 100 milioni di persone nel solo Brasile.
Nel giro di poche ore dalla sentenza un vero e proprio incendio è divampato su altri canali, dove si sono raccolte le lamentele dei brasiliani, indignati per la mossa. Ne è nato così un simpatico hashtag Portoghese-Brasiliano (# Nessas48HorasEuVou), che si traduce in “In queste 48 ore farò …” un trend che è impazzato su Twitter di tutto il mondo. Gli utenti di Twitter hanno scherzato su cosa avrebbero fatto con il loro tempo libero durante le prossime 48 ore invece di utilizzare WhatsApp.
ora però che la sospensione è stata revocata i brasiliani hanno celebrato sui social media. E lo ha fatto anche Mark Zuckerberg, che ha scritto: “WhatsApp è di nuovo on-line in Brasile! Le vostre voci sono state ascoltate e il blocco è stato revocato. Grazie alla nostra comunità per aver aiutato a risolverlo! #ConnectBrazil.” Così si è tornati di nuovo a gioire e chattare sul canale.

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