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Alessandro Di Battista (M5S) distrugge Renzi e il PD a Servizio Pubblico (video)

alessandro-di-battista-servizio-pubblicoAlessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle è stato ieri sera ospite di Michele Santoro a Servizio Pubblico. Accolto con un’ovazione dal pubblico in studio – pubblico tradizionalmente simpatizzante per la sinistra italiana – Di Battista ha trattato i temi più vari, partendo dal presupposto che PD e PDL siano in inciucio perenne. La legge elettorale, come ammesso dalla Bonafè (PD) è frutto di un accordo fatto da Renzi e Berlusconi non qualche giorno fa, ma ben sei mesi fa, proprio quando Letta andava in TV a dire che il PD voleva il mattarellum. Insomma, si prendono in giro gli elettori di sinistra, che male avrebbero digerito un’alleanza con Berlusconi in campagna elettorale:

“Non sono venuto a dire mezzi verità: Pd e Pdl stanno d’accordo da sempre – esordisce il deputato del M5S e Napolitano garantisce gli inciuci. Berlusconi lo tengono in vita i giornalisti che lo hanno nominato e continuano a trattarlo con i guanti concludendo accordi. Noi siamo entrati in Parlamento anche per combattere l’immoralità. E l’immoralità è rappresentata anche da Berlusconi e da chi lo ha tenuto in vita. L’immoralità è come il letame, va trattata con la pala, non con i cucchiaini d’argento”.

Senza mezzi termini, inoltre, Di Battista accusa il capo dello Stato, Giorgio Napolitano:

“Io sono entrato in Parlamento 10 mesi fa e pensavo che le istituzioni fossero marce ma non a questo livello. Questa Repubblica – prosegue – è nata anche dalla trattativa Stato mafia. Abbiamo un presidente della Repubblica che quando era ministro dell’Interno non ha fatto nulla rispetto alla Terra dei Fuochi, si è lasciato scappare Licio Gelli, si è fatto eleggere con i voti di Berlusconi, convoca la maggioranza per parlare di legge elettorale dimenticando l’esistenza di un’opposizione di 9 milioni di voti, e lo fa andando oltre il proprio mandato. Due condannati, uno per danno erariale in primo grado e l’altro in via definitiva per frode fiscale, il principale condannato dello schieramento a noi avverso, s’incontrano e parlano di legge elettorale al di fuori del Parlamento, il luogo della legge. Abbiamo un ministro della Giustizia che fa telefonate potenti, abbiamo un ministro dell’Agricoltura che cerca di piazzare qualcuno nei suoi bar. Questa è la Repubblica e voi chiedete a noi di scendere a compromessi?”.

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E poi ribadisce, mai accordi con questa gente:

“L’intransigenza è l’unica strada che ci potrebbe portare alla vittoria. Io non so se con l’intransigenza vinceremo, sono convinto che con l’assenza di intransigenza perdiamo. In quel palazzo se ti unisci a loro e ti ungi un dito, ti ungi tutta la mano… Noi non siamo entrati là dentro per diventare parte del sistema, ma per cambiarlo, in modo democratico e non violento”.

Poi un nuovo attacco al PD, il partito che finge di voler cambiare le cose, come nel caso della rielezione del presidente Napolitano:

“Per me  sono stati drammatici i giorni di Rodotà. Ho provato a parlare con decine di deputati del Pd, la Madia, la Moretti. L’abbiamo incontrata in lacrime sotto il palazzo dei gruppi e ci diceva, dopo che hanno impallinato Prodi, ‘Che dobbiamo fare? Che dobbiamo fare?’. Noi: ‘Votate Rodotà domani e si apriranno praterie di governo’. Il giorno dopo la Moretti ha votato Napolitano e si spellava le mani e in Parlamento ci guardava con l’idea ‘Abbiamo vinto noi, voi avete perso’”, conclude.

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