Attentato terroristico a Giocarta, 7 i morti: attentatori legati all’Isis “Volevano imitare Parigi”

Ennesimo attentato terroristico compiuto ancora una volta dallo Stato Islamico. Questa volta ad essere colpita da un attentato terroristico è stata Giocarta, in Indonesia. Anche questa volta l’attentato è stato rivendicato dall’Isis che ha fatto sapere di avere come obiettivi cittadini stranieri e postazioni della polizia. “Volevano colpire come Parigi”, ha confermato il portavoce della polizia, mentre il capo delle forze di sicurezza, ovvero il generale Tito Karnavian, ha sostenuto che dietro l’attacco vi sia Bahrun Naim, ovvero un indonesiano che combatte con l’Isis in Siria. “C’è il forte sospetto che si sia trattato di un gruppo legato all’Isis in Indonesia”, ha dichiarato il portavoce della polizia nazionale, Anton Charliyan. L’attacco è avvenuto nella giornata di ieri dapprima con una prima esplosione davanti ad un caffè di Stabucks proprio vicino alla stazione di polizia; in seguito alla prima esplosione, sarebbe avvenuto uno scontro a fuoco tra militanti e forze di sicurezza a cui è seguita un’altra esplosione.

Successivamente sarebbe avvenuta un’altra sparatoria continuata in un teatro situato nel centro commerciale Sarinah, dove alcuni aggressori si sono addentrati fino a quando non sono stati colpiti ed uccisi dalla polizia poche ore più tardi. Il bilancio dell’ attentato è particolarmente pesante, visto che in 7 hanno perso la vita, ed altre venti persone sono rimaste invece ferite negli alti attacchi e successive sparatorie avvenute nel distretto Jalan Thamrin sede di ambasciate, di un ufficio dell’Onu, di hotel e ristoranti molto frequentati da cittadini stranieri. Riguardo gli attentatori, due si sono fatti esplodere, mentre gli altri tre sono stati uccisi dalla polizia mentre tentavano di lanciare le bombe. Come già anticipato, nel corso della giornata è arrivata la rivendicazione dell’Isis , tramite un comunicato nel quale si legge: “Un gruppo di soldati del Califfato in Indonesia ha colpito un ritrovo dell’alleanza crociata che combatte lo Stato islamico a Giacarta, attraverso diversi ordigni esplosivi e a quattro kamikaze che hanno attaccato con armi leggere e cinture esplosive”. 

L’Isis non molto tempo fa, aveva avvertito che prima o poi l’Indonesia sarebbe stata messa sotto i riflettori della stampa internazionale a causa di un evento traumatico, una minaccia dunque e oggi si capisce il perchè di quelle parole. Per chi non lo sapesse, l’Indonesia risulta essere il paese islamico più popoloso al mondo dove i musulmani rappresentano l’88% dei suoi 250 milioni di abitanti.Il presidente indonesiano Joko Widodoha ha dichiarato: “Lo Stato e la gente non devono avere paura, non soccomberemo di fronte ad un attacco così atroce. Chiedo a tutta la popolazione di mantenere la calma,la situazione è sotto controllo”. Ed ancora Widodo ha aggiunto: “Rivolgiamo un sincero cordoglio per le vittime di questo attacco. Noi tutti certamente condanniamo gli attacchi di oggi che hanno procurato terrore tra la popolazione”.

«Volevano imitare gli attentatori di Parigi». Così la polizia indonesiana ha commentato l’attacco rivendicato dall’ Isis nel distretto Jalan Thamrin: il cuore della capitale Giacarta, sede di ambasciate, di un ufficio dell’Onu e di hotel e ristoranti frequentati da stranieri. Per fortuna, i risultati sono stati minimi. Perché dopo la serie di attentati jiha- disti che devastò il Paese tra 2000 e 2009 polizia e intelligence indonesiane si sono fatti più efficienti? Perché lo Stato Islamico al suo primo tentativo nell’arcipelago ha dovuto far ricorso e terroristi meno sperimentati?

Come che sia, tra i sette morti ben cinque sono terroristi: uniche vittime civili, un canadese e un indonesiano. All’ inizio si è parlato anche di un cittadino olandese dipendente dell’Onu, ma poi il ministero degli Esteri dell’Aja ha chiarito che è ancora vivo: anche se gravemente ferito e sottoposto ad un intervento chirurgico. In più ci sono una ventina di feriti, tra cui un algerino e cinque agenti di polizia. La capitale dello Stato musulmano più popoloso del mondo, però, si è trasformata per diverse ore in un campo di battaglia.

Mente dell’attacco, secondo la polizia, Bahrun Naim: un indonesiano che è andato a combattere per l’Isis in Siria. Già il mese scorso, d’altronde, l’Isis aveva preannunciato un’ azione che avrebbe messo l’Indonesia «sotto la luce dei riflettori».A Solo, nella provincia di Giava Centrale, un gruppo entrato in contatto con Nahrun Naim aveva preparato un «concerto di bombe» da realizzare a Capodanno, ma che l’enorme presenza delle forze di sicurezza aveva reso impossibile. Prima mossa alle 10,30 delmattino, le 4,30 italiane: un’esplosione vicino all’incrocio tra via Thamrin e via Wahid Haysim. Un’altra esplosione è stata vicino al quartier generale dell’Onu, e tre kamikaze hanno attaccato un caffè di Starbucks nel palazzo Skyline, vicino a una stazione di polizia.

Ancora una manifestazione di odio teologico verso chi fa il gravissimo peccato di sedersi a un tavolino per consumare qualcosa, cui è seguito un conflitto a fuoco. Poi un’altra esplosione. Poi altre ancora: in tutto, sono state sette, nel raggio di una cinquantina di metri. Anzi, in un primo momento ne erano state contate otto, ma poi si è scoperto che una era stato solo lo scoppio di un pneumatico. Infine i terroristi, armati di granate, si sono barricati in un teatro situato nel centro commerciale Sarinah.

La polizia li ha assediati per varie ore, fino a stanarli. Tre dei cinque terroristi uccisi sono caduti nell’assedio, mentre gli altri due erano kamikaze dell’attacco vicino a Starbucks. Secondo il Jakarta Post la polizia avrebbe anche dovuto fare irruzione all’interno del ristorante McDonald’s nell’edificio Sarinah. Dei 14 componenti del commando, a parte i cinque morti altri quattro sarebbero stati arrestati, mentre i rimanenti cinque sarebbero in fuga. L’azione è stata poi rivendicata da Aamaaq, agenzia di stampa legata all’Isis. «Molte bombe sono esplose contemporaneamente agli attacchi condotti da quattro soldati del califfato con armi leggere e cinture esplosive», recita il comunicato.

L’altro ieri anche il leader di Al Qaeda Ayman al-Zawahiri aveva diffuso un messaggio audio per esortare indonesiani in particolare e musulmani in generale a colpire gli interessi degli StatiUniti. «Non soccomberemo», ha promesso il presidente indonesiano Joko Widodo ha: esponente di un Partito Democratico di Lotta che ha come emblema un bufalo, si proclama liberale ed ha anche un certo seguito nella minoranza cristiana. «Lo Stato e la gente non devono avere paura, non soccomberemo di fronte ad un attacco così atroce. Chiedo a tutta la popolazione di mantenere la calma, la situazione è sotto controllo», ha aggiunto.

«Rivolgiamo un sincero cordoglio alle vittime di questo attacco. Noi tutti certamente condanniamo gli attacchi di oggi che hanno procurato terrore tra la popolazione». Starbucks ha chiuso tutti i caffè a Giacarta fino a nuovo ordine, e anche l’ambasciata statunitense ha diffuso un «messaggio di emergenza» in cui consigliava i cittadini
americani di evitare l’area nelle vicinanze dell’hotel Sari Pan Pacific e della piazza Sarinah. Anche il ministero degli Affari Esteri ha reso noto che l’unità di crisi della Farnesina si era prontamente attivata, verificando la situazione in stretto contatto con la nostra ambasciata nella capitale.

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