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Benzina: il Codacons denuncia aumenti selvaggi

Il Codacons contro gli ultimi rincari della benzina. L’associazione dei consumatori chiede l’intervento del Governo di Matteo Renzi, poiché se è vero che il prezzo del petrolio sta salendo, “i rincari sono sproporzionati”. Gli italiani che si sono recati alle pompe in questi giorni, hanno avuto modo di verificare sul proprio portafogli i rincari ingiustificati e il Codacons accusa:

La crescita delle quotazioni petrolifere registrata nell’ultimo periodo ha certamente influito sui prezzi dei carburanti alla pompa, ma i rincari dei listini appaiono eccessivi e non proporzionati. Chiediamo al governo di intervenire – denuncia il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – allo scopo di frenare eventuali anomalie nella formazione dei prezzi alla pompa.

Poche settimane fa, per un litro di benzina verde gli italiani spendevano circa 1,40 euro, mentre ad oggi siamo già in media a 1,551, con il gasolio che è salito da 1,33 euro a 1,45. È pur vero che sul prezzo dei carburanti incidono diversi fattori, ma è altrettanto evidente che quando il barile scende, i costi alla pompa calano lentamente, mentre quando il barile sale, i consumatori si trovano subito di fronte ad un salasso.

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5 comments

  1. Non riesco a trovare indicazioni su un dato. Veniamo costantemente informati sull’aumento o diminuizione del prezzo del petroo al barile, ma mai sullata di applicazione. Mi spiego: si riferiscono al momento dell’estrazione oppure della consegna alla raffineria? Sono date diverse e distanti tra loro di settimane!

  2. questi figli di puxxxxx dei governanti quando devono aumentare non si fa in tempo a dirlo che già si aumenta x diminuire fanno i sordi…maledetto paese di merda

  3. come giustamente detto da gbravin i rialzi immediati sono PURA SPECULAZIONE FUORILEGGE perchè i barili vengono acquistati (con strumenti + o meno leciti) lmeno 3 mesi prima. Adesso noi DOVREMMO usufruire di prezzi RIDICOLI invece non è così e se ci sono voluti 2 mesi per scendere di 10 miseri centesimi, ci sono voluti 7 giorni per risalire di 11. Quindi, in sostanza, l’unica cosa da fare per noi poveri fessi che siamo COSTRETTI ad acquistare carburante è augurare a tutta la filiera con il nostro ENI in cima un bel c….. allargato a tutti i famigliari da questa alle prossime 3 generazioni

    • Ad ogni aumento del prezzo, ne beneficiano le aziende petrolifere, il governo italiano, con piu’ IVA ed accise, pochissimo il pompista-distributore. Fonti alternative di riscaldamento e autotrazione vengono denigrate in Italia, mentre in altre nazioni vengono incoraggiate, proprio per diminuire la dipendenza dal petrolio e metano.

  4. il costo ai pozzi ancora è basso e questi ladri delle gestioni sono impuniti da complici governativi ?

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