Captagon, così i jihadisti trovano il coraggio di uccidere e uccidersi

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Il Captagon è una droga a base di caffeina e cloridato di fenitillina, essa viene utilizzata dai terroristi per compiere le stragi

La caratteristica che accomuna tutti i terroristi, autori di sanguinosi stragi, è la presenza, come confermato dalle autopsie, il captagon, uno stupefacente assunto tramite siringhe ed iniettato direttamente nel sangue, oppure sotto forma di pasticche. Esso avrebbe un solo scopo preciso, quello di rendere la forza ed il coraggio necessario ai terroristi di compiere con successo le loro missioni di terrore. Molti testimoni oculari, sopravvissuti alle stragi, descrivono la grande efficienza ed il sangue freddo dei terroristi nel compiere le azioni disumane, che tutti conosciamo, ma anche l’attitudine verso gesti meccanici e privi di umanità. La padronanza di sé e la piena lucidità nel gestire le situazioni critiche sarebbe infusa tramite l’assunzione dello stesso plactagon. Secondo le autorità francesi, e come riportato dal giornale francese Le Point, alcune siringhe sono state trovate nell’appartamento di Salah Abdesla, a Saint-Denis, l’architetto delle stragi di Parigi ancora in fuga. La stessa amfetamina venne ritrovata dai medici sul corpo senza vita di Seifeddine Rezgui, che il 28 giugno sulla spiaggia tunisina di Sousse ha ucciso 38 persone. Anche a Kobane, città strappata dall’avanzata kurda all’ISIS ne sono state trovate grosse quantità.
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La droga funziona come una vera e propria anfetamina e induce in uno stato di sovra-eccitazione, inibisce lo stress, il dolore e la paura, rendendo in tal modo chiunque in grado di compiere azioni che altrimenti non penserebbe mai di poter realizzare.

Captagon, odio verso l’Occidente e un’interpretazione guerrafondaia del Corano sono le ricette del terrorista autorie di stragi

Il captagon ha un mercato esclusivamente medio orientale – è del tutto sconosciuta in Occidente – nel quale fattura decine di milioni di dollari. Il suo valore di mercato varia dai 5 ai 20 dollari e attualmente viene prodotta in Siria, proprio nelle regioni del paese sotto il controllo dell’ISIS, anche se molti gruppi estremisti e cercano di ricavarsi la loro fetta di mercato. Originariamente il centro di produzione del captagon era situato nella città di Beeka, in Libano, ma con lo scoppio della guerra civile nel paese, i magnati che ne controllano il commercio hanno preferito trasferirsi in Siria, per controllarne meglio le fasi produttive e di vendita. Gli effetti negativi provocati dal suo utilizzo sembrano del tutto sconosciuti al momento. Così il captagon per l’ISIS assolve a due diverse funzioni, entrambe fondamentali ai suoi obiettivi politici: il controllo del mercato fattura molti milioni per finanziare la sua guerra, acquistando armi, esplosivi e mantenendo i costosi centri di addestramento alla Jihand; l’utilizzo rende i suoi combattenti assai temuti, perché capaci di qualsiasi azione folle, pur di eliminare i propri nemici. Gli stessi kamikaze giapponesi d’altra parte durante la Seconda Guerra Mondiale ne fecero largo abuso. Vi sono prove concrete che anche i jihadisiti di Daesh e del Fronte al-Nusra utilizzino la droga durante le loro azioni militari.

Come tutte le altre anfetamine, questa droga“, spiega Jean-Pol Tassin, neurobiologo francese, “aumenta la resistenza alla fatica e l’attenzione, oltre a conferire una perdita di giudizio. Dà l’impressione a chi la consuma di essere onnipotente, una specie di ‘re del mondo'”.

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