Crisi del lavoro in Germania, la Deutsche Bank taglia 9 mila posti di lavoro

La crisi del lavoro raggiunge anche l’inaffondabile Germania. La notizia del crollo della Banca tedesca allarma i mercati ma in generale anche il mondo del lavoro, dal momento che la Germania era uno dei maggiori poli di attrazione per tutti coloro che intendevano trovare fortuna all’estero.
La Deutsche Bank pianifica di uscire da 10 paesi e tagliare 9.000 ben posti di lavoro come parte di una revisione strategica radicale progettata per contribuire a ripristinare la redditività dei finanziatori in Germania.
Oltre ai tagli di personale, la Deutsche Bank mira anche a ridurre l’esercito di consulenti che ammonta attualmente a 6.000. Attraverso la vendita della sua controllata Postbank, si libererà inoltre di altri 15 mila dipendenti.
Un grande passo indietro dunque che segna uno storico ridimensionamento del colosso bancario mondiale.

Svelando gli ultimi dettagli della sua revisione strategica tanto attesa, John Cryan, nuovo amministratore della Deutsche, ha dichiarato di voler portare la banca in un “piano più disciplinato e mirato“.
La maggior parte dei prelievi di Deutsche arriverà in America Latina, dove cesserà le operazioni in Argentina, Cile, Perù, Messico e Uruguay, così come lo spostamento delle sue operazioni di trading brasiliano verso altri “centri regionali e globali“.
Non solo in Sud America.
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In Europa, la Deutsche si ritirerà dalla Danimarca, Norvegia, Finlandia e Malta. Si considera attualmente che la Deutsche Bank abbia fatto registrare perdite per 6 miliardi di euro durante l’estate, cifra leggermente inferiore al 6,2 miliardi di euro che avevano contrassegnato l’inizio di questo mese, ma di gran lunga superiore alla perdita di ben 92 milioni del corrispondente periodo dello scorso anno. I ricavi totali sono diminuiti del 7 per cento.

Meno di 24 ore prima del rilascio degli utili, la Deutsche Bank aveva dichiarato che non avrebbe pagato alcun dividendo per i prossimi due anni, nel tentativo di aumentare la sua situazione patrimoniale e fissare nuovi obiettivi per migliorare la sua condizione.
John Cryan ha definito però tale manovra, attuata dal suo predecessore, “molto deludente“.

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