Crollano gli ascolti tv dei talk show: il declino di Floris, Santoro, Formigli, Vespa e Telese

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floris-giovanni-foto-ballaròTempi bui per i comodissimi salottini della tv italiana, quelli dove politici, giornalisti, sindacalisti, esperti di nulla e sondaggisti ci spiegano come va il mondo. I telespettatori sembrano esserti rotti le scatole di formule mediatiche vuote, inconcludenti, imprecise, parziali e lontane dalla realtà.

I talk show italiani sono diventati uno la fotocopia dell’altro. Un tempo c’erano notevoli differenze, per citare due esempi non a caso, tra un Bruno Vespa e un Michele Santoro. Oggi le due trasmissioni sembrano fotocopie. E anche i più giovani Corrado Formigli e Giovanni Floris non sono interessati a differenziarsi. Sondaggi inutili; interviste in ginocchio al potente di turno; i soliti servizi su “quant’è dura arrivare a fine mese” e sulle imprese che chiudono; dibattiti sterili: “sei nervoso? mi lasci parlare? io non ti ho interrotto!”; sindacalisti che invece di vergognarsi parlano di lavoro e diritti; economisti che non sanno quanto possa costare un chilo di mele, ma che “sanno tutto” sulla “globalizzazione dei mercati”; finte opposizioni che attaccano la maggioranza e via dicendo…

I dati riportati dal Sole 24 ore sono eloquenti. Ballarò in un anno ha perso circa 1 milioni di telespettatori. Gente in fuga da Servizio Pubblico: – 800mila. Piazzapulita di Formigli perde 300mila telespettatori. Cifre negative anche per Porta a Porta e Matrix di Luca Telese. Insomma, buona parte degli Italiani, di questi talk show in cui si parla quasi sempre di aria fritta, si è stufata.