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Impresentabili: c’è anche De Luca, il PD insorge contro la Bindi

La Commissione parlamentare antimafia presieduta da Rosy Bindi (PD) ha diramato la lista dei 17 impresentabili alla prossima tornata elettorale del 31 maggio. I candidati appartengono alle regioni Puglia (4) e Campania (13): a differenza di quanto dichiarato un paio di giorni fa dal premier Matteo Renzi (“non ci sono impresentabili nel PD”), nell’elenco figura anche il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca.

Secondo l’antimafia, sul candidato alla regione Campania del PD “pende un giudizio nel procedimento per il reato di concussione continuata commesso dal maggio 1998 e con «condotta in corso» (e altri delitti, quali abuso d’ufficio, truffa aggravata, associazione per delinquere)”.

Impresentabili | La lista completa

Casi di giudizio pendente in primo grado per reati rientranti nel codice di autoregolamentazione: Ambrosio Antonio, Passariello Luciano, Ladisa Fabio, Nappi Sergio, De Luca Vincenzo, Errico Fernando, Lonardo Alessandrina (moglie di Clemente Mastella), Plaitano Francesco, Scalzone Antonio, Viscardi Raffaele;

Casi di prescrizione per reati rientranti nel codice con giudizio definitivo: Elefante Domenico, Palmisano Enzo, Iacolare Biagio, Copertino Giovanni;

Casi di assoluzione per reati rientranti nel codice con giudizio ancora pendente: Oggiano Massimiliano, Grimaldi Carmela;

Casi di condanna per reati rientranti nel codice con giudizio ancora pendente: Gambino Alberico.

Rosy Bindi e il lavoro della Commissione

La comunicazione della lista è stata accompagnata dalle seguenti dichiarazioni di Rosy Bindi:

Comunichiamo questi dati l’ultimo giorno proprio perché non vogliamo entrare nella competizione elettorale. Questo è stato un lavoro molto impegnativo, sono state vagliate circa 4 mila candidature. La precedente commissione – prosegue – fece lo stesso lavoro ma dopo le elezioni e impiegando un anno. Abbiamo svolto questo lavoro in meno di un mese: in questo paese la campagna elettorale inizia con la presentazione delle liste. In Italia non esiste un casellario giudiziario nazionale ma ce ne sono circa 110. Questa è una fotografia. Nessuno si è scandalizzato in questo mese per le tante calunnie, illazioni uscite sulla stampa. Fanno meno paura tante calunnie che non dato di chiarezza. La perfezione non è di questo mondo ma il lavoro fatto è stato lungo, impegnativo, scrupoloso. A chi sostiene che volevo coprire qualcuno, faccio rispondere da chi dice che avrei fatto questo lavoro per motivi di lotta interna al partito stesso. Non vogliamo entrare in campagna elettorale ma fotografare realtà con dati che si avvicinano alla massima attendibilità. Saremmo stati inadempienti se non avessimo fatto questo lavoro anche perché il tema della classe dirigente ha superato quello dei programmi.

Vincenzo De Luca e gran parte dell’ala renziana del PD non l’ha presa affatto bene: il candidato alla Regione Campania annuncia di voler denunciare la parlamentare dem e la sfida ad un dibattito pubblico. Ernesto Carbone (PD), invece, scrive su Twitter:

Bindi sta violando la Costituzione, allucinante che si pieghi la commissione antimafia a vendette interne di corrente partitica.

Coglie la palla al balzo Beppe Grillo: il leader del M5S chiede a De Luca di ritirarsi lanciando su Twitter l’hashtag #delucaritirati:

De Luca impresentabile. Il voto a De Luca è inutile, quello a Valeria Ciarambino è utilissimo.

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