Imu e Tasi, “per italiani saldo da 10 miliardi”

A sborsare di più saranno gli albergatori e i gestori di pensioni (poco più di 6 mila euro ciascuno), i proprietari di capannoni commerciali (4.010 euro) e i proprietari di capannoni industriali (3.224 euro). Il 16 dicembre oltre 25 milioni (il 41% sono lavoratori dipendenti e pensionati) di proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale dovranno presentarsi alla ‘cassa’, per il saldo dell’Imu/Tasi. Se per i capannoni di minori dimensioni (D1), gli artigiani e i piccoli imprenditori pagheranno poco più di 2.000 euro, per gli uffici e per gli studi privati (A10) i liberi professionisti verseranno un’imposta media di poco superiore di 1.000 euro.

Il costo medio complessivo dell’Imu e Tasi sulla “seconda casa” sarà di 1.070 euro (535 euro da versare per il saldo), con punte di oltre 2mila euro nelle grandi città. Infine, il saldo su negozi (C1) e laboratori (C3) costerà ai commercianti e ai piccoli artigiani rispettivamente 498 e 377 euro. “Dal 2011, ultimo anno in cui abbiamo pagato l’ICI, al 2016 – sottolinea Paolo Zabeo, coordinatore

dell’Ufficio studi della CGIA, – l’incremento del carico fiscale sugli immobili a uso produttivo e commerciale è stato spaventoso”. Tutto ciò ha dell’incredibile. Per i negozi l’aumento è stato del 140,9 per cento, per i laboratori artigianali del 109,7 per cento, mentre per gli alberghi, per i grandi magazzini commerciali e per i capannoni industriali il prelievo è quasi raddoppiato. “Accanirsi fiscalmente su questi immobili come è avvenuto in questi ultimi anni non ha alcun senso, se non quello di fare cassa, danneggiando l’economia reale del Paese e, conseguentemente, l’occupazione”.

Come è risaputo il calcolo dell’Imu e della tasi dovrà essere effettuato sulla base di alcune aliquote che il Comune di appartenenza ha fissato per l’anno corrente, salvo che l’atto sia stato pubblicato sul sito internet www.finanze.it entro e non oltre il 28 ottobre 2016, che l’aliquota fissata per la singola fattispecie impositiva non sia stata aumentata rispetto a quella applicabile nell’anno 2015 e che l’atto sia stato adottato entro la seguente dato il 30 aprile 2016 ad eccezione di alcuni comuni, come quelli del Friuli Venezia Giulia, per i quali è stato stabilito al 30 giugno 2016 e poi ulteriormente posticipato al 31 luglio 2016. Di questi, poco più di 9 miliardi saranno versati dagli imprenditori proprietari di questi edifici.

Come sappiamo le due tasse sono state equiparate da legislatore e ad oggi non sono più dovute sull’abitazione principale salvo che non si tratti di un immobile classificato nelle categorie catastali A1 A8 e A9 ovvero salvo che non si tratti di un appartamento di lusso o di pregio. La legge di Stabilità 2016 ha cancellato 3,5 miliardi di prelievi Tasi sulla prima casa, 530 milioni di Imu sugli imbullonati; 160 milioni dall’ampliamento dell’ esenzione Imu sui terreni agricoli; ed ha introdotto uno sconto di 81,4 milioni per Imu-Tasi sugli affitti con canone concordato; cancellato un prelievo di 16 milioni a titolo di Tasi a carico degli inquilini e previsto 21 milioni di riduzione per i comodati d’uso.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *