Schok: Iracheno violenta minore nello spogliatoio della piscina a Vienna ” Ero in astinenza da sesso”

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Una storia davvero incredibile quella che stiamo per raccontarvi, accaduta in Austria un po’ di tempo fa ovvero lo scorso 22 dicembre ma tenuta nascosta. Una storia di violenza sessuale, purtroppo ancora una volta nei confronti di un minore per mano di un migrante, un iracheno arrivano in Europa dai Balcani. Il minore sarebbe stato stuprato dall’iracheno con una violenza disumana all’interno di una piscina comunale dove il giovane si era recato per fare una semplice nuotata ed invece è andato incontro ad un’esperienza traumatica che mai dimenticherà per il resto della sua vita.

L’iracheno avrebbe costretto il minore a seguirlo negli spogliatoi dove poi sarebbe avvenuta la violenza; subito dopo l’iracheno sarebbe tornato in piscina come se nulla fosse stato, tornando a nuotare insieme ai suoi connazionali, mentre il minore traumatizzato ha raccontato tutto al bagnino che si è affrettato a chiamare le forze dell’ordine. L’iracheno è stato così fermato ed arrestato, ma una volta interrogato ecco che ha rilasciato delle dichiarazioni davvero sconcertanti.

L’uomo avrebbe raccontato di essere un tassista, arrivato a Vienna alla fine della scorsa estate, ma subito dopo passa alle dichiarazioni di pentimento, sostenendo che si è trattato di un terribile sbaglio, ma che purtroppo si è trattata di un’emergenza. «Ho dovuto scaricare l’energia sessuale accumulata. Non ho mai fatto una cosa del genere, ho una moglie e una figlia in Iraq, ma ero disperato», avrebbe dichiarato l’iracheno, che stando a quanto emerso, era in crisi di astinenza di sesso, motivo per il quale ha ritenuto opportuno violentare un minore. Come già abbiamo avuto di riferire, la vicenda è avvenuta parecchio tempo fa, ma soltanto adesso è stata resa nota, perchè gli agenti di polizia hanno voluto mantenere segreta e dunque proteggere l’identità della vittima, che subito dopo la violenza tra l’altro è stato accompagnato in ospedale in stato di shock, dove tra l’altro è stato curato perchè aveva riportato delle ferite.

La vicenda ha cominciato a fare il giro del web, motivo per il quale la polizia austriaca ha ritenuto opportuno diffondere la notizia annunciando che da questo momento in poi ci sarà tolleranza zero qualora si verificassero di nuovo incidenti del genere. Purtroppo però, tre giorni fa sempre in Austria è avvenuto un caso simile, visto che un afghano è stato arrestato con l’accusa di tentata violenza ai danni di un bambino di soli tre anni. Ma non finisce qui, visto che altri uomini, immigrati anche in questo caso, hanno tentato di violentare delle donne sempre negli spogliatoi di una piscina, questa volta in Germania che purtroppo negli ultimi mesi è stata protagonista di atti veramente orribili, dopo i fatti di Colonia di capodanno.

Sembra che nulla possa scuoterli, che nessun orrore serva a modificare la loro percezione del mondo. Le élite globali (così le ha definite Martin Wolf sul Financial Times) che da sempre sostengono l’immigrazione di massa sono impermeabili: continuano a sostenere che degli stranieri c’è bisogno per far funzionare l’economica e per tenere in piedi il nostro sistema di welfare. In più, grazie all’immancabile supporto della cultura di sinistra, fanno passare l’idea che sia giusto, pietoso, accogliere i poveri disperati che scappano dalle guerre e dalle carestie.

Ma uguale pietà non c’è per le vittime collaterali, che sono sempre le più deboli. Perché le élite non sono minimamente sfiorate dai disastri causati dall’invasione migratoria, mentre le persone comuni lo sono eccome. Sono danneggiate le fasce sociali più basse, ma soprattutto sono attaccati i soggetti più vulnerabili: gli anziani, le donne, i bambini. Tanto in Germania quanto in Svezia la violenza è diventata diffusa, la popolazione sta sperimentando sulla propria pelle le conseguenze dell’accoglienza indiscriminata. Circolare per le strade è divenuto ancora più pericoloso: si rischia la molestia, quando non lo stupro. E se i cittadini fanno presenti i pericoli, viene loro risposto di «tenersi a distanza», di «evitare di provocare» gli immigrati.

Chi non si tiene a distanza, chi non tace di fronte alla sopraffazione, ne fa le spese. Si è visto a Monaco, dove in pieno giorno, in una vagone della metropolitana, un gruppo di afghani ha pestato due anziani pensionati. Motivo? I due signori avevano osato alzarsi in piedi per difendere una ragazza a cui uno degli afghani aveva messo le mani addosso. Poi, si è scoperto che questi «poveri migranti bisognosi d’accoglienza» non erano stati ritenuti meritevoli d’asilo politico. La loro domanda era stata respinta dalle autorità tedesche quattro anni prima, ma il sistema dei rimpatri non funziona, dunque sono rimasti in Europa liberi di delinquere.

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