Home » Primo piano » Kuwait, arrestati due australiani accusati di fornire armi all’ISIS
kuwait isis

Kuwait, arrestati due australiani accusati di fornire armi all’ISIS

In Kuwait arrestati 10 uomini, tra essi due sono australiani, sospetti di fornire armi e denaro ai militanti dell’ISIS in Iraq in Siria e all’estero

In Kuwait, come in molti altri stati del mondo la caccia ai membri dell’ISIS e a tutti i suoi affiliati si è intensificata E più aumentano le ricerche molte e preoccupanti verità stanno emergendo, le quali mostrano che l’ISIS non agisce da sola, ma gode di parecchi contatti non solanto in Medio Oriente ma anche all’estero. In molti casi non si tratta di uomini che imbracciano armi e compaiono a volto coperto nei video di propaganda. Questi contatti sono spesso uomini d’affari insospettabili, i quali stringono remunerativi rapporti economici con i militanti: alcuni acquistando il petrolio controllato dagli uomini di Al-Baghdadi; altri fornendo armi in cambi di denaro; mentre altri ancora forniscono denaro per alimentare le operazioni belliche e di finanziamento dei militanti all’estero, affinché preparino attacchi terroristici come quelli di Parigi.kuwait isis

Una task-forze delle forze di polizia del Kuwait ha portato all’arresto di diverse persone sospettate di aver intrecciato rapporti di tipo economico con gli agenti dell’ISIS. Gli uomini arrestati, tutti stranieri, avrebbero trasferito, secondo quanto riferito dal ministero dell’interno del Kuwait, finanziamenti e armi ai membri della Stato Islamico dell’Iraq e anche alla Grande Siria, la regione dello stato siriano governata dall’ISIS.
L’agenzia di stampa statale del Kuwait, la KUNA, ha citato alcune fonti governative, le quali affermano che tali uomini hanno giocato ruoli chiave sia per quanto riguarda il trasferimento di denaro ai militanti del gruppo con sede all’estero, sia nel fornire armi – tra cui lanciarazzi – ai combattenti ISIS.
Tra gli uomini arrestati uno solo è originario del Kwait; tra gli altri vi sono due australiani, un libanese, un egiziano e cinque siriani.
L’ISIS tra i suoi nemici annovera anche il Kwuait, l’ultimo attacco contro il piccolo stato che si affaccia sul Golfo Arabico è stato condotto nel mese di giugno, il 26 per l’esattezza, quando un attentatore suicida si è fatto esplodere all’interno di una moschea durante l’ora di preghiera uccidendo 27 persone.

L’intervento del governo dell’Australia agli arresti in Kuwait

Il governo australiano ha affermato di essere a conoscenza delle relazioni e desidera ottenere ulteriori informazioni dal Kuwait
Il Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio sta cercando di confermare la notizia che due australiani sono stati arrestati in Kuwait. L’ambasciata australiana in Kuwait si sta impegnando con le autorità kuwaitiane,” ha detto un portavoce del dipartimento.La cellula che fornisce “reclutatori, denaro, armi e supporto logistico”, era guidata da Osama Khayat, un libanese di 45 anni, ma nato in Kuwait, quale “usava il suo sito internet per il lavoro di propaganda per ISIL“. Khayat ha “confessato di essere stato in contatto con i capigruppo in Siria e ha fornito diversi tipi di armi per l’organizzazione principale, tra cui offerte per l’acquisto di missili FN-6 e altre armi dall’Ucraina“.

Gli FN-6 sono missili terra-aria lanciati a spalla, usati dai ribelli siriani per abbattere elicotteri del regime.
Mentre è altamente improbabile che possano essere efficaci contro gli aerei di combattimenti australiani Hornet o Super Hornet così come contro gli elicotteri d’assalto Apache statunitensi, che vengono utilizzati attualmente in Iraq.
Khayat ha riferito agli investigatori che le armi venivano spedite alla Turchia e poi contrabbandate in Siria, e ha anche ammesso l’invio di denaro per Stato islamico attraverso conti bancari turchi.

Al momento però non è stata rilasciata alcuna informazione circa l’identità dei due cittadini australiani arrestati e nemmeno del ruolo che essi svolgevano all’interno della cellula stabilita in Kuwait.

Loading...

Altre Storie

Sesso shock, malattie sessualmente trasmesse, allarme Italia

Ogni anno, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, verrebbero diagnosticati 498,9 milioni di nuovi casi delle …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *