Libretti al portatore cancellati dal 4 luglio: cosa fare

L’addio ai libretti al portatore è ormai vicinissimo. Come si legge nell’articolo 3 del dlgs 90/2017 in Gazzetta Ufficiale, infatti, l’articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231 – su “Limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore” – viene modificato in questo modo: “A decorrere dall’entrata in vigore della presente disposizione è ammessa esclusivamente l’emissione di libretti di deposito, bancari o postali, nominativi ed è vietato il trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore che, ove esistenti, sono estinti dal portatore entro il 31 dicembre 2018“.

Le nuove norme pongono definitivamente fine all’esistenza dei libretti al portatore, che già negli anni scorsi erano stati fortemente limitati, soprattutto in seguito all’introduzione nel 2011 del limite di mille euro per l’apertura e il trasferimento di qualsiasi titolo al portatore.

Dopo il 4 luglio, l’unica forma di risparmio tramite libretto sarà quella attraverso il libretto di deposito

nominativo e i libretti al portatore in circolazione dovranno essere cambiati o estinti entro il 31 dicembre 2018. A decidere la misura draconiana più volte rimandata è il decreto legislativo 92017 di recepimento della IV direttiva europea sul risparmio, in sostanza le nuove più restrittive norme di prevenzione del riciclaggio internazionale e del finanziamento al terrorismo. Invece per chi già ha un libretto al portatore ha ancora più di un anno per andare in banca e trasferire i soldi su un conto corrente oppure chiedere il cash. Secondo Poste Italiane sarebbero attualmente in circolazione circa 26 milioni di libretti di risparmio al portatore per un totale di 119 miliardi di euro.

Emergeranno, insomma, tutte quelle operazioni per lungo tempo sono state oscurate con i titoli di credito al portatore, i quali venivano pagati senza alcun controllo e solo previa loro esibizione all’ufficio competente.

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