Medici protestano a Roma davanti la Camera dei Deputati contro l’abolizione delle guardie mediche

Medici protestano a Roma davanti la Camera dei Deputati contro l'abolizione delle guardie mediche

Protestano i sindacati dei medici che nella giornata di ieri a Roma, hanno portato avanti una manifestazione proprio davanti alla Camera dei Deputati contro l’approvazione dell’atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione dei medici e pediatri.

“Un provvedimento che prevede l’eliminazione dalle 24 alle 8 di questo servizio e che avrà come inevitabile conseguenza la chiusura di tutte le postazioni di guardia medica, l’inevitabile uso improprio del 118 e il conseguente intasamento dei pronto soccorso”, è questo quanto sostanzialmente denunciato dallo Smi, ovvero il sindacato medici italiani, promotore della protesta, a cui hanno aderito Cgil, Cisl Uil Medici, Simet, Confconsumatori e Federconsumatori. “Renzi giù le mani dall’assistenza medica notturna e no all’intasamento e al collasso dei pronto soccorso”, questi invece gli slogan urlati nella mattinata di ieri dai Sindacati. Presenti davanti la Camera dei Deputati, oltre ai rappresentanti dei sindacati anche diversi giovani medici, tutti con addosso un camice bianco e con cartelli di protesta, per difendere appunto la continuità dell’assistenza su territorio.Nel testo, approvato da Regioni e Governo e già avallato dal sindacato Fimmg, i cui iscritti sono circa il 60 per cento della categoria, si prevede un cambiamento per certi versi epocale.

Sostanzialmente la guardia medica non lavorerebbe più tra la mezzanotte e le ore 8 del mattino nei giorni feriali e tra le ore 20 e le ore 8 nei festivi, ed i pazienti in questo arco di tempo dovranno rivolgersi al 118 oppure direttamente al pronto soccorso. “E dietro di noi ci sono anche Cgil, Cisl e Uil nazionali”, dice Massimo Cozza della Cgil medici. Si è espresso contro la riforma anche lo Snai (16 per cento di iscritti) ma oggi non ci sarà. “Si danneggia la qualità dell’assistenza ai cittadini e anche il lavoro dei medici, ha aggiunto Pina Onotri, ovvero il segretario dello Smi. “Se tale progetto dovesse essere attuato – spiegano Fp Cgil Medici, Cisl Medici, Fpl Uil Medici e Simet – i medici del 118 dovrebbero occuparsi anche di febbre, mal di pancia, mal di schiena, con il rischio di lasciare scoperto quel paziente cui il 118 può salvare la vita.

Inoltre, per qualunque malore notturno il cittadino rischia di andare al pronto soccorso”.Intervenuto sulla vicenda anche Maurizio Andreoli, il responsabile del centro studi Smi, il quale ha dichiarato: “In Italia, secondo l’ultimo report del ministro della Salute del 2012, sono 12 mila i titolari di Guardia medica, ma noi stimiamo siano solo il 60% di quelli che realmente lavorano, circa 20 mila persone.Dalle 24 alle 8 le visite fatte dalla Guardia medica ogni anno sono 3 mln. Se passerà il provvedimento l’impatto sui pronto soccorso che dovranno sopperire sarà devastante, con 3 mln di accessi in più su un servizio che già e’ in sofferenza. Va poi ricordato che la guardia medica costa meno di 10 euro l’anno a cittadino, circa 660 mln l’anno in totale”.

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