Melito di Porto Salvo, madre uccisa dalla figlia: Risolto un caso durato 6 mesi

Spaventoso omicidio avvenuto a Melito di Porto Salvo, madre viene uccisa dalla figlia, una diciassettenne che al momento del rinvenimento del cadavere aveva addossato le colpe dell’omicidio ad un misterioso killer alto due metri.
L’omicidio di Patrizia Crivellaro, 44 anni, infermiera di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria), è avvenuto nel maggio scorso. Le indagini degli inquirenti hanno però fatto emergere una verità agghiacciante: ad uccidere la donna non sarebbe stato un killer, come si supponeva, ma la figlia diciassettenne della stessa signora che si era stancata dei continui rimproveri della madre.

Il movente dell’omicidio sarebbe dunque lo scarso rendimento scolastico della giovane diciassettenne, che invece di dedicarsi allo studio trascorreva le sue giornate sui social network e con lo smartphone.
La madre aveva pertanto sequestrato tutti i passatempo della giovane che in crisi di “astinenza” da social avrebbe pensato di ucciderla, servendosi della pistola del padre, un agente della polizia ferroviaria.

Le indagini hanno tenuto occupati gli inquirenti per oltre 6 mesi.
Patrizia Crivellaro era stata ritrovata in una pozza di sangue, viva, con vicino l’arma del delitto nella sua abitazione di Melito Porto Salvo. La donna è morta in ospedale senza poter portare la propria testimonianza sull’identità del killer. L’unica testimone presente in casa al momento dell’omicidio era proprio la figlia, che aveva denunciato la presenza di un assassino alto due metri, fuggito dopo aver sparato il colpo mortale.
melito di porto salvo


Fin da subito la polizia, che ha più volte interrogato la ragazza nei giorni immediatamente successivi, aveva evidenziato parecchie lacune nel resoconto fornito.
Ma la prova schiacciante, che ha inchiodato la ragazza, è stata fornita dalla scientifica che ha ritrovato sull’arma del delitto tre impronte che le appartenevano.
Messa alle strette la diciassettenne ha finalmente ricostruito l’omicidio, per il quale adesso dovrà rispondere dell’aggravante di “futili motivi“.

Melito di Porto Salvo, un paesino nel calabrese, è sconvolto da questo episodio di terrore. La violenza scaturita dall’astinenza da qualcosa – internet nel caso specifico – può quindi trasformare in assassini giovani con una vita normale?

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