Referendum Trivelle, Renzi: “Ha perso la vecchia politica”

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“Nonostante il boicottaggio del referendum condotto con ogni mezzo, circa 15 milioni di italiani si sono recati alle urne”. Ma gli sconfitti hanno nomi e cognomi: pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente regionale che ha voluto cavalcare un referendum per motivi politici. “Ho scelto di non votare perché questo era lo strumento più semplice previsto dalla Costituzione per non mettere in crisi” un comparto industriale. “Chi vota non perde mai – ha proseguito Renzi – massimo rispetto per chi ha votato”. “Un referendum che si poteva evitare”.

Ancora una volta, il Partito Democratico si è spaccato su tre posizioni diverse: l’ala renziana che propendeva per l’astensione, l’ala della minoranza dem che spingeva per il ‹‹Sì›› e una nutrita schiera di “menti libere” interne che dichiaravano di voler andare a votare ‹‹No››. È stato “inutile buttare oltre 300 milioni di euro”. Dal canto suo, Michele Emiliano, governatore della Puglia, convinto sostenitore del “si”, replicando alle dichiarazioni del premier ha affermato che Renzi non se la può cavare parlando di ragioni personali, aggiungendo di non permettere a nessuno, neanche a lui di trasformare una battaglia di civiltà in una vicenda ipocrita. “A coloro che hanno votato SI o No dico che saremo in prima linea per fare dell’Italia un Paese che non spreca energie”. Emiliano torna oggi sulla questione e, dalle pagone del Corriere della Sera, spiega: “Il governo aveva tentato un’operazione segreta: inserire nello Sblocca Italia norme che avviavano la trivellazione nelle 12 miglia”. Nei prossimi due anni c’è molto da fare.

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