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Ricoverato in ospedale, ha mal di stomaco: gli amputano gli arti

Questo è un caso che va oltre la malasanità. Una storia che sembra quasi irreale raccontata da l’Indipendent. Un uomo recandosi l’ospedale per dolori forti allo stomaco, è stato immediatamente ricoverato è sottoposto a farmaci contro la nausea, fino a qui tutto normale tranne che a più tardi si è ritrovato senza più mani e piedi per colpa di una diagnosi sbagliata.

La sfortunata persona che ha dovuto subire questa storia incredibile è un 44enne che vive nel Michigan di nome Kevin Breen. All’inizio dell’anno 2017 l’uomo avverte forti crampi allo stomaco si reca in ospedale pensando fosse un appendicite, arrivato sul posto i medici lo ricoverano facendogli i dovuti esami del caso poi lo tranquillizzano dicendogli che non si tratta di appendicite e che può stare tranquillo.

Tornato a casa però il povero Kevin continuava ad accusare dolori e nausea e così è tornato in ospedale. Visitato di nuovo, i medici hanno scoperto che in realtà Kevin aveva una grave infezione da streptococco alla gola. Infezione che aveva già raggiunto ogni parte del suo corpo. I medici così sono stati costretti ad amputargli gli arti per salvargli la vita. Lo stomaco, infatti, si era gonfiato di pus e il batterio si stava diffondendo sempre di più, fino a bloccare la circolazione del sangue e provocare una necrosi a mani e piedi.

Sembra incredibile quanto accaduto a Kevin Breen, un uomo di 44 anni che vive nel Michigan. La sua storia personale dimostra quanto sia importante ricevere sempre una diagnosi precisa e attenta da parte dei medici. Difatti una diagnosi fatta senza il necessario approfondimento, può condurre anche a conseguenze estreme, come dimostra il caso che ci accingiamo a raccontarvi.

Ad inizio anno, Kevin viene colto da fortissimi dolori allo stomaco. L’uomo teme che possa trattarsi di un attacco di appendicite, quindi si reca in ospedale per farsi visitare. Gli vengono effettuate delle analisi, da cui risulta che non ha nulla di preoccupante. Kevin rassicurato dai referti medici, torna a casa. Per i sanitari si tratterebbe soltanto di una nausea. In ogni caso gli prescrivono un farmaco contro il mal di stomaco e un antidolorifico. L’uomo segue le prescrizioni mediche e quindi una volta a casa assume entrambi i farmaci. Le sue condizioni però lungi dal migliorare, cominciano addirittura a peggiorare.

La diagnosi del giorno dopo
Kevin il giorno dopo si reca nuovamente in ospedale. L’uomo informa i medici, che nonostante i farmaci, i suoi sintomi sono peggiorati. I medici a questo punto lo sottopongono ad analisi più approfondite, da cui risulta che è affetto da una infezione alla gola causata dal batterio dello streptococco, che si è estesa anche ad altri parti del suo corpo. In mancanza di una valida terapia, il batterio si è diffuso allo stomaco riempiendolo di pus. Inoltre continuando a diffondersi, c’era il rischio che potesse arrivare a bloccare la circolazione del sangue, provocando una necrosi a mani e piedi.

Insomma i medici per evitare che l’#infezione prendesse il sopravvento, sono stati costretti ad amputargli mani e piedi. L’uomo che nella peggiore delle ipotesi, quando è andato per la prima volta in ospedale, pensava che avesse una appendicite, è tornato a casa senza mani e piedi. Il suo è certamente un caso più unico che raro. Elizabeth Streensma, medico alla Spectum Health Butterworth Hospital, ha dichiarato che il caso di Kevin all’inizio sembrava un vero e proprio mistero: “Era uno dei pazienti più gravi che abbia mai avuto in cura”.

Lo Streptococco Agalactiae, o di gruppo B (SGB), detto anche beta emolitico, rappresenta una delle infezioni più comuni nei neonati. Il contagio avviene dalle madri, nel passaggio attraverso la vagina durante il parto, o per contagio all’interno dell’utero: circa il 15 di donne adulte, peraltro sane, hanno questo batterio nel basso tratto vaginale e/ nell’intestino. Per fortuna solo 3 bambini su 1.000 nati da donne portatrici sane sviluppano segni di malattia. Questa si verifica quando il batterio riesce ad entrare nel circolo sanguigno del neonato (ossia quando si realizza una sepsi). Per quanto rari gli effetti possono essere gravi: una condizione di shock, una polmonite o una meningite. Mentre molti neonati sopravvivono senza alcuna conseguenza, per altri possono esservi esiti gravi come la morte del neonato o handicap permanenti (danni cerebrali che vanno da lievi disabilità dell’apprendimento ai più severi ritardi mentali, perdita di udito o della vista). Lo SGB è anche responsabile di malattia puerperale con febbre, infezione uterina specie dopo taglio cesareo la cui esecuzione non elimina il rischio infettivo neonatale. Inoltre, la infezione materna può favorire l’insorgenza di alcune patologie ostetriche quali: – Il travaglio prematuro – La rottura prematura delle membrane – La presenza di febbre poco prima o durante il travaglio di parto Ed è facilitata da alcune condizioni predisponenti quali: – Una storia di precedente infezione da SGB – La rottura delle membrane prolungata oltre le 12 ore prima del parto Fortunatamente c’è la possibilità di fare un trattamento preventivo. Alcune ricerche mediche indicano che somministrando antibiotici in vena alla madre durante il travaglio si può ridurre significativamente l’incidenza dell’infezione e della malattia nei neonati. Il trattamento antibiotico orale in gravidanza, può ridurre la quantità di batteri per un breve periodo ma non eliminerà il batterio completamente e lascerà il bambino non protetto al parto. Il trattamento antibiotico dopo il parto è invece spesso inefficace perché tardivo. Esiste anche la possibilità di effettuare una valutazione diagnostica mediante dei tamponi. Si ritiene che sia preferibile eseguire questi tamponi verso la fine della gravidanza eseguendo un esame colturale. Queste colture devono essere prelevate dal tratto vaginale più vicino all’esterno (quindi senza inserire il tampone troppo in profondità) e rettale. Malgrado la coltura riesca ad evidenziare quasi la totalità delle infezioni, circa il 93% dei casi, vi sono casi in cui l’esame, come per ogni altra infezione, risulta falsamente negativo (perché ad esempio in quel giorno vi era una bassa carica batterica): ossia che una persona risulti non infetta, pur essendolo. Questo significa che una coltura negativa purtroppo non può garantire che non vi sia rischio di contaminazione. Per le donne che risultassero positive all’esame colturale c’è la possibilità di effettuare un trattamento antibiotico, ma i pareri medici non sono unanimi: poiché a fronte di molte donne portatrici del batterio vi sono, per fortuna, solo pochi bambini malati, molti medici ritengono che non sia opportuno trattare con terapia tutte le madri portatrici, bensì solo quelle più a rischio, ossia donne con membrane rotte, o con minaccia di parto prematuro, etc. Altri, considerando che l’infezione può trasmettersi, da madre a feto, anche in assenza di altri fattori di rischio, propendono per una maggiore larghezza nel numero di donne da bonificare. Secondo i Center for Desease Control a Prevention degli Stati Uniti se tutte le donne positive venissero trattate adeguatamente, sarebbe possibile prevenire 3 infezioni su 4. E, una autorevole associazione di pediatri, l’American Academy of Pediatrics, raccomanda che le gravide si sottopongano ad esame colturale tra la 35a e la 37a settimana di gravidanza, proponendo a tutte le donne positive, non solo a quelle più a rischio, la possibilità di fare una terapia antibiotica in travaglio. A me sembra giusto seguire questo orientamento.

MAL DI GOLA La gola infiammata o faringite, si presenta con le mucose color rosso intenso, meglio visibili con l’aiuto di una sorgente di luce bianca come una piccola torcia a pila. Se vostro figlio è piccolo, potete sospettare un’infiammazione alla gola se rifiuta di mangiare o comincia a piangere durante il pasto. Se è più grande, sarà lui stesso a dirvi che gli fa male la gola quando mangia o deglutisce. La maggior parte delle infiammazioni della gola è causata da virus (gli stessi che causano il raffreddore). In circa il 10% dei casi c’è invece un microbo responsabile della faringite: lo streptococco, che infetta maggiormente i bambini dai 3 anni in su: per scoprirlo si può eseguire un tampone faringeo e mediante l’esame culturale o un test rapido, di pochi minuti, è possibile sapere se questo microbo è presente nella gola del bambino. L’identificazione è importante, poiché senza una terapia adeguata è più facile che si verifichino alcune rare ma serie complicanze (malattia reumatica, glomerulonefrite, Pandas). Un trattamento tempestivo può prevenire anche il diffondersi dello streptococco a familiari e amici. Associata alla faringite c’è quasi sempre la tonsillite, cioè l’arrossamento e il gonfiore delle tonsille. I bambini con tonsillite dormono con la bocca aperta, spesso si svegliano al mattino con la bocca asciutta e la gola irritata. In questi casi l’uso dell’umidificatore può dare beneficio al piccolo ammalato. Generalmente la malattia dura 3 – 4 giorni. Lo streptococco risponde molto bene agli antibiotici che vanno somministrati per l’intero ciclo prescritto (le ultime linee guida hanno ridotto a 6 giorni la durata della terapia). Dopo 24 ore dalla somministrazione del farmaco il bambino non è più contagioso. Può ritornare all’asilo o a scuola non prima di 48 ore dalla scomparsa della febbre, se sta meglio. Consigli utili. Somministrate cibi semifreddi e semiliquidi, il freddo aiuta a diminuire il dolore. Adottate una dieta leggera per alcuni giorni. Date sollievo al bambino facendogli fare, se è in grado, dei gargarismi di acqua e bicarbonato, oppure spruzzate in gola delle soluzioni antinfiammatorie a base di sostanze naturali (propoli)o di soluzioni antisettiche. Somministrate paracetamolo o ibuprofene per la febbre o per il mal di gola se è forte , alle dosi consigliate dal vostro pediatra. Evitate l’uso di antibiotici su consiglio di parenti o amici; gli antibiotici sono utili solo per il mal di gola dovuto allo streptococco, non hanno effetto sui virus e possono causare danni. Attenetevi alle indicazioni del pediatra, anche per l’esecuzione di esami, come il tampone faringeo.

Streptococco e mal di gola: quali sono i sintomi e come capire se c’è infezione

Vediamo subito quali sono i sintomi più comuni di una infezione di streptococco alla gola:

  • dolore alla gola che non scompare del tutto neppure con gli antidolorifici o farmaci;
  • dolore in fase di deglutizione ;
  • alito cattivo
  • linfonodi del collo gonfi e sensibili al tatto
  • lingua ricoperta di minuscoli puntini rossi (come una fragola)
  • petecchie (macchie rosse) sul palato molle e duro
  • tonsille infiammate (più rosse del solito)
  • mal di testa associato e velocità di peggioramento
  • febbre (di solito supera i 38° gradi di temperatura)
  • nausea
  • perdita di appetito
  • spossatezza
  • eruzione cutanea
  • dolore alle orecchie

Streptococco e mal di gola: cause, trasmissione, durata e cura

In merito alle cause del mal di gola da streptococco, il batterio responsabile è lo Streptococco Betaemolitico A, che durante l’infezione si concentra nel naso ed in gola. Basta uno starnuto od un colpo di tosse per esporre al contagio chi è accanto al paziente infetto.

Per quanto riguarda la trasmissione del mal di gola da streptococco come dicevamo basta poco : avviene per passaggio del batterio da un organismo all’altro attraverso l’aria. E’ quindi sufficente uno starnuto, un colpo di tosse, una risata anche un bacio o una carezza.

La durata del mal di gola da streptococco di solito è abbastanza breve. Se la malattia è trattata con antibiotici (10 giorni al solito ma ovviamente consultare il medico sul punto), dopo il primo giorno la febbre si abbassa e, dopo ulteriori 2-3 giorni passono anche gli altri sintomi. Ricordiamo che il paziente non trattato può esserecontagioso fino a 21 giorni.

Per la cura è il primo consiglio valido è sempre lo stesso: rivolgersi al proprio medico. In ogni caso il medico prescriverà quasi certamente una terapia antibiotica per 10 giorni.

Come scrivevamo 24 ore dopo la prima somministrazione la febbre tenderà a risolversi ed il paziente non sarà più infetto, nei 2 o 3 giorni successivi lentamente spariranno anche gli altri sintomi. Ricordiamo che l’infezione non lascia immunità permanente: è possibile ammalarsi più di una volta.

Streptococco : che cosa è

Lo streptococco è un batterio di forma rotonda (da qui il nome “cocco”), del diametro di 0,5-1 micron, che di solito si raggruppa a coppie di individui o a catenelle. Gli streptococchi sono molto diffusi ed in natura si trovano frequentemente. Nel nostro corpo sono presenti in piccole quantità non dannose per la salute all’interno della nostra flora batterica e possono essere rilevati in bocca, a livello della faringe, nell’intestino, nella vagina e sulla pelle. Diventano pericolosi se si moltiplicano troppo o se a seguito di vari eventi riescono a penetrare nella circolazione sanguigna.

La loro pericolosità varia a seconda del tipo di streptococco preso in esame. Gli streptococchi sono batteri anaerobi, cioè per vivere richiedono l’assenza di ossigeno, ma alcune specie possono tuttavia sopravvivere anche in presenza dell’ossigeno, per altre invece sono necessarie particolari concentrazioni di CO2. In medicina, lo streptococco viene definito come un batterio “gram-positivo” ed è molto importante individuarlo perché è un batterio particolarmente diffuso e dannoso.

È sempre più importante conoscere lo streptococco e di saper riconoscere velocemente se un’infezione o una patologia sono causate da questo batterio: da anni infatti molti batteri stanno sviluppando la resistenza agli antibiotici, quindi è bene prendere per tempo un’infezione e curarla con l’antibiotico giusto prima che si aggravi, ma soprattutto bisogna capire quale antibiotico somministrare in modo da on andare ad aumentare il fenomeno della resistenza agli antibiotici.

Gli streptococchi si dividono in diversi gruppi, e provocano diversi sintomi. Indicativamente gli streptococchi si differenziano tra di loro in base a:

  • caratteristiche biochimiche;
  • caratteristiche emolitiche: emolitico o non emolitico, emolisi di tipo α (alfa), di tipo β (beta) e di tipo γ (gamma);
  • proprietà sierologiche: servono a classificarli nei vari gruppi a seconda degli antigeni presenti, come A, B, C, F, G K e M.

Si possono distinguere le loro caratteristiche attraverso una serie di osservazioni al microscopio, osservando quanto grandi sono le colonie (da 1 a 4 millimetro o più estese), se è presente un alone (le colonie possono ad esempio essere prive di alone, o circondate da una zona di trasparenza o da un alone verde), di che colore sono le colonie (ad esempio bianche o dorate).

STREPTOCOCCO : i problemi può dare alla salute?

La pericolosità di uno streptococco dipende da diversi fattori:

  1. capacità di aderire saldamente ad un tessuto grazie a sostanze adesive sulla sua superficie;
  2. capacità di invadere l’organismo, di solito entrando attraverso le cellule epiteliali di pelle e mucose;
  3. capacità di resistere alla fagocitosi (dei nostri anticorpi);
  4. capacità di produrre grandi quantità di enzimi e tossine e di rilasciarle nel corpo dell’ospite.

A seconda della specie di streptococchi, i sintomi e le patologie possono variare molto. Vediamo i principali gruppi di batteri e le loro conseguenze per la nostra salute:

  • Streptococcus agalactiae: streptococco beta emolitico di gruppo B. Vive principalmente nell’intestino e nelle vie urogenitali femminili. Se diventa patogeno causa malattie nel feto e nel neonato. Queste malattie sono di solito la polmonite neonatale ma può anche causare gravi casi di sepsi.
  • Streptococcus faecalis: streptococco non emolitico di gruppo D. Vive principalmente a livello della bocca e della faringe, colonizza anche l’intestino e quando diventa patogeno causa malattie al cuore (endocardite).
  • Streptococcus pneumoniae: è uno streptococco di tipo alfa emolitico che vive principalmente nelle vie aeree. Questa denominazione comprende un centinaio di specie che quando diventano patologiche causano otite, sinusite e polmonite .
  • Streptococcus mutans: è uno streptococco di tipo alfa emolitico. Vive in bocca ed è la causa principale della carie dentaria.
  • Streptococcus pyogenes: è uno streptococco di tipo beta emolitico gruppo. Vive principalmente nelle vie aeree superiori. Quando diventa patogeno causa faringiti che possono avere gravissime complicazioni, come la febbre reumatica e l’endocardite. Può anche infettare la pelle e se riesce a colpire l’organismo sistemicamente dà luogo a gravi setticemie. È molto temuto perché è capace di produrre streptolisina, una dannosa tossina.

Il mal di gola da streptococco

Lo streptococco ha un periodo di incubazione che va generalmente dai 2 ai 4 giorni. Il paziente colpito da streptococco è contagioso per circa 3 settimane subito dopo la comparsa dei primi sintomi, ed è tanto più contagioso quando più acuti sono i sintomi.

La trasmissione dell’infezione da una persona all’altra avviene entrando in contatto con le goccioline di saliva infetta (durante la conversazione, colpi di tosse e starnuti) o entrando in contatto con oggetti particolarmente “sporchi”, dove assieme a residui di vario genere si accumulano anche i batteri. Tali oggetti sono principalmente maniglie, telefoni, telecomandi, accessori del bagno e della cucina come bicchieri e posate.

Come scrivevamo sopra, i sintomi principali delle più gravi infezioni da streptococco sono:

  • mal di gola
  • gola arrossata
  • febbre
  • occhi rossi
  • naso che cola
  • mal di testa
  • linfonodi ingrossati

Nei bambini, che sono la fascia più colpita, lo streptococco causa spesso anche

  • vomito
  • perdita di appetito
  • mal di pancia

Lo streptococco può causare anche scarlattina, una delle malattie dell’infanzia che se contratta durante la gravidanza porta al rischio di parte pre-termine (ma non dà alcun problema di malformazioni al bambino, come ad esempio la rosolia o la toxoplasmosi).

Mal di gola da streptococco 

può essere molto doloroso, ma l’interesse medico e sanitario per questa malattia va oltre: per quanto il dolore del mal di gola sia forte, le conseguenze veramente gravi per la salute sono altre. Le infezioni da streptococco possono infatti avere conseguenze su cuore e articolazioni.

Febbre reumatica da streptococco

E’ un’infezione che colpisce articolazioni, pelle, cuore e sistema nervoso. È una malattia autoimmune scatenata da una precedente infezione da streptococco, che innesca una sbagliata risposta immunitaria dell’organismo.

Il corpo inizia a produrre anticorpi contro se stesso causando dolore e gonfiore articolare, febbre e problemi cardiaci.

Endocardite da streptococco

E’ una grave conseguenza che colpisce il 30%-60% di chi ha la febbre reumatica da streptococco. I sintomi di questa infiammazione del cuore sono:

  • fiato corto (anche a riposo)
  • fatica
  • dolore al torace
  • tachicardia.

Se l’endocardite non viene curata, fra le possibili conseguenze vi è la deformazione delle valvole cardiache con conseguente insufficienza cardiaca.

Glomerulonefrite da streptococco

A seguito del mal di gola da streptococco, il batterio può attaccare i glomeruli, ovvero le cellule filtranti dei reni, causando dolori addominali e problemi urinari, sangue nelle urine, difficoltà a urinare (fino al non urinare più), e in casi limite si può arrivare anche ad una grave insufficienza renale acuta.

La glomerulonefrite da streptococco è tipicamente una complicazione più frequente nei bambini e negli adolescenti poiché, statisticamente, solo un paziente su 10 ha più di 40 anni.

I problemi ai reni si presentano 6-10 giorni dopo l’insorgenza dell’infezione alla gola. La terapia consiste in somministrazione di antibiotici (di solito a base di penicillina) e la prognosi è molto lunga, poiché la guarigione completa si verifica dopo 6-12 mesi dai primi sintomi.

Nei bambini e negli adolescenti c’è nella stragrande maggioranza dei casi una guarigione completa. Nei rari casi in cui sia colpito un adulto, invece, la malattia renale può diventare cronica. Le recidive sono una eventualità del tutto eccezionale.

STREPTOCOCCO: quando e perché fare il test

I sintomi dell’infezione da streptococco possono essere confusi, soprattutto all’inizio con quelli di una comune infezione virale (come l’influenza stagionale o una rinite virale o allergica).

La differenza principale sta nel fatto che le infezioni da streptococco si presentano solitamente molto rapidamente e i sintomi si aggravano in fretta. Spesso sono presenti placche purulente in gola, dolore alle orecchie ed eruzioni cutanee. Se si inizia ad avere il sospetto che un bambino abbia più di un semplice raffreddore o una banale influenza stagionale, è bene portarlo dal medico o dal pediatra per curare l’infezione prima che dia conseguenze gravi e di lungo periodo. Il test streptococco va fatto se:

  • il mal di gola arriva improvvisamente, è subito molto doloroso e dura più di una settimana;
  • i sintomi sono gravi, con febbre sopra i 38° e placche

Il test consiste in un semplice tampone faringeo: il tampone viene passato sulle tonsille e sulla pare posteriore della gola. Non richiede alcuna preparazione e può essere fatto in qualsiasi momento. L’unica avvertenza è che il tampone andrebbe eseguito quando il paziente non ha ancora iniziato nessuna terapia antibiotica, altrimenti c’è il rischio che il risultato dia un falso negativo.

STREPTOCOCCO : approfondimenti e curiosità

Batteri gram-positivi e gram-negativi: Ora sappiamo che lo streptococco fa parte dei batteri gram-positivi, ma cosa dignifica questa dicitura? Alla fine dell’Ottocento, il medico danese Hans J. C. Gram ha messo a punto uno specifico colorante da laboratorio, in uso ancora oggi, che aveva la proprietà di reagire o non reagire con certi microorganismi.

I batteri gram-positivi sono quelli che quando vengono messi a contatto col reagente di Gram rimangono di un colore blu-viola, molto visibile al microscopio, poiché trattengono nella loro robusta membrana membrana il componente cristalvioletto del reagente. I batteri gram-negativi, che hanno una membrana più sottile, non trattengono quel componente e risultano di un colore rosa-rosso se si osservano al microscopio.

Il fatto di essere gram-positivi o gram-negativi permette in pochi istanti di sapere a quale gruppo di microorganismi appartiene un agente patogeno e di restringere grandemente il campo di indagini ulteriori per trovare la terapia migliore: ciò è particolarmente importante anche in caso di un semplice mal di gola, viste le gravi conseguenze che uno streptococco può portare alla salute e alla qualità della vita.

STREPTOCOCCO e emolisi

Come abbiamo visto, alcuni degli streptococchi più dannosi sono quelli cosiddetti emolitici, cioè che causano emolisi. L’emolisi è il processo di distruzione dei globuli rossi. Può essere fisiologica, poiché i globuli rossi hanno una vita media di circa 4 mesi, oppure può essere indotta da patologie (come alcune anemie) o da agenti patogeni.

La gestione ottimale della faringite streptococcica rappresenta ancora un argomento controverso. Negli ultimi anni numerose linee guida sono state stilate nei paesi occidentali (Francia, Regno Unito, Finlandia, Olanda, Scozia, Belgio, Stati Uniti, Canada), con importanti differenze sostanziali nell’approccio a questa patologia. C’era quindi forte necessità di un comportamento uniforme ed efficace nella gestione di una condizione tanto frequente nella pratica clinica del pediatra. Lo scopo di queste linee guida è quello di selezionare, alla luce delle migliori evidenze scientifiche disponibili, gli interventi efficaci e sicuri a disposizione per la gestione della faringotonsillite acuta in età pediatrica, intesa come infiammazione dell’orofaringe, con o senza interessamento tonsillare. In particolare gli obiettivi principali sono quelli di essere di ausilio, in ambiente ambulatoriale ed ospedaliero, per la diagnosi clinica ed eziologica della faringotonsillite acuta, promuovere un uso razionale degli antibiotici e dei farmaci sintomatici, prevenire le complicanze a breve, medio e lungo termine. Sono inoltre incluse raccomandazioni per la gestione delle complicanze locali a breve termine. La popolazione di riferimento è rappresentata dai bambini (età <18 anni) con faringotonsillite acuta. Gruppo di Lavoro il documento è stato redatto da un gruppo di lavoro multidisciplinare. Le professionalità coinvolte sono pediatri, otorinolaringoiatri, specialisti in malattie infettive, medici generalisti, farmacisti e farmacologi, microbiologi, infermieri professionali, esperti in metodologia della ricerca; nonché rappresentanti di numerose società scientifiche, associazioni e federazioni: Istituto Superiore di Sanità, Società Italiana di Otorinolaringoiatria Pediatrica, Società Italiana di Otorinolaringoiatria, Società Italiana di Infettivologia Pediatrica, Federazione Italiana Medici Pediatri, Società Italiana di Cure Primarie Pediatriche, Società Italiana di Chemioterapia, Società Italiana di Scienze Infermieristiche, Società Italiana di Microbiologia, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, Associazione dei Genitori “Noi per Voi” .

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