Saronno Morti sospette in ospedale, che cosa è il Protocollo Cazzaniga?

Sembra destinato a salire il numero delle morti sospette in corsia oggetto dell’indagine dei carabinieri di Saronno (Varese), che ieri mattina ha portato all’arresto del medico anestesistaLeonardo Cazzaniga e della sua amante, l’infermiera Laura Taroni, accusati di omicidio volontario.

Due persone, un medico e un’infermiera, sono state arrestate e altre dieci sarebbero indagate per alcune morti sospette verificatesi all’interno dell’ospedale di Saronno (Varese). L’umido da noi passa solo una volta a settimana, li tieni in freezer nel frattempo? “La Nene possiamo farla fuori quando vogliamo e anche la zia Adriana”. “Tua nonna non è possibile”, replicava la madre. Tra questi clorpromazina, midazolam, morfina, propofol e promazina. A meno che non gli fai tagliare i fili dei freni a tua zia. Taroni, accusata di aver ucciso lentamente con dei farmaci il marito di 45 anni, prendendo spunto dal “protocollo Cazzaniga” (il suo compagno è accusato di aver ucciso quattro pazienti del pronto soccorso con cocktail di farmaci), è al momento detenuta a Como.img_20161129_103848-1024x576

Le intercettazoni. Le intercettazioni raccolte nell’ordinanza di custodia raccontano i dialoghi choc tra medico e infermiera. “Gli tiri l’olio dei freni (.) Poi c’è tua zia Gabriella.”. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Alessandro Fagioli: “Aspettiamo che si chiariscano i contorni della vicenda ma se qualcuno avesse pensato di poter scegliere della vita e della morte degli esseri umani sarebbe qualcosa davvero mostruoso”. ‘Tu hai avuto un’eccellente idea, oltretutto…’, è ciò che ha detto il medico alla donna, in riferimento proprio all’idea della cremazione.

Lei, per evitare rapporti sessuali con il marito di 45 anni, gli “metteva dei medicinali nell’acqua per abbattergli la libido” facendo scattare poi il piano omicida basato sul “protocollo Cazzaniga” basato su “cardiotonico e dei betabloccanti nel caffè” giorno dopo giorno, contemporaneamente facendo credere al marit (grazie alla complicità degli altri medici ora indagati) che fosse molto malato.

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A finire così nel registro degli indagati per favoreggiamento personale e omessa denuncia, sono stati Nicola Scopetta, primario del Reparto di Pronto Soccorso di Saronno, Roberto Cosentina, direttore sanitario all’epoca dei fatti e residente in Brianza e Paolo Valentini, attuale direttore sanitario di Saronno, insieme ad altri tre medici. La morte ha camminato nei corridoi dell’ospedale di Saronno per mano di un medico del Pronto soccorso, che secondo quanto emerso dall’inchiesta avviata dalla procura di Busto Arsizio praticava di fatto l’eutanasia Consapevolmente, a quanto risulta dalle intercettazioni.

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