Settimo lancio per il razzo “italiano” Vega

Due lanci spaziali nell’arco di poche ore. Uno dalla Cina, con un nuovo laboratorio orbitante pronto ad accogliere un equipaggio di due astronauti. L’altro, dalla base di Kourou, in Guyana, per il settimo volo del razzo “Vega” dell’ESA europea. Vega, un lanciatore italiano per ideazione e concezione, e per gran parte della sua realizzazione, è stato lanciato ieri sera (questa notte ora italiana, alle 3.43), per mettere in orbita un satellite peruviano per osservazione della Terra, e quattro piccoli satelliti per conto di una compagnia di Google. Questo settimo lancio inaugura la fase commerciale per il razzo vettore in buona parte realizzato presso gli stabilimenti di “Avio” a Colleferro (Roma), che ha già siglato un contratto con il consorzio Arianespace, da circa 260 milioni di euro, per la realizzazione di altri dieci Vega.

L’impennata di Vega sopra l’Atlantico

Vega si è staccato dalla piattaforma di lancio per catapultarsi nel cielo dell’Atlantico, puntando verso nord, e come sempre seguito dalla base a terra da molti ingegneri e tecnici italiani. Trenta secondi dopo, aveva già superato la barriera del suono e 114 secondi dopo il lancio si staccava il primo stadio. Si accendeva così il motore del secondo stadio, a 53 chilometri d’altezza. Altri 102 secondi, e anche il secondo stadio si staccava, e dava il via all’accensione di “Zefiro 9A”, il terzo stadio, che funzionava per due minuti. Il quarto stadio “Avum”, con il suo motore realizzato in Ucraina, collocava i satelliti, ben racchiusi nell’ogiva in cima al razzo in un’orbita “iniziale”, poi circolarizzata con distanza massima di 508 Km. dalla Terra. Vega è un lanciatore europeo progettato, sviluppato e realizzato in Italia da Avio attraverso la controllata ELV (partecipata al 30% da Agenzia Spaziale Italiana). E’ stato progettato per trasferire in orbita terrestre satelliti per uso istituzionale e scientifico, per l’osservazione della terra ed il monitoraggio dell’ambiente. Realizzato per il 65% nello stabilimento Avio di Colleferro, è in grado di mettere in orbita satelliti di massa fino a 1500 kg.

I satelliti e i prossimi lanci

I satelliti di Terra Bella (compagnia acquisita da Google), sono oggetti che pesano poco meno di un quintale, di dimensioni compatte (60x60x80 cm) e capaci di “fotografare San Diego da San Francisco e vedere oggetti grandi come un’automobile correndo a 9 km al secondo. Sono stati rilasciati circa 42 minuti dopo il lancio da Kourou, e un’ora dopo è stato rilasciato anche il satellite PerùSAT-1.

Il programma di prossimi lanci di Vega prevede a dicembre 2016 l’ottavo lancio, per portare in orbita un satellite del governo turco, seguito a marzo 2017 dal lancio 9 con il satellite Sentinel 2B. Ad agosto 2017 è previsto il decimo lancio (con i satelliti Optsat e Venus) mentre per fine 2017 Vega dovrà portare in orbita il satellite Aeolus, per il monitoraggio dei venti e dei sistemi nuvolosi della Terra.

Un nuovo “edificio celeste” per la Cina spaziale

Nel pomeriggio di ieri, alle 16,04 ora italiana, un razzo vettore cinese Lunga Marcia 2F è stato lanciato dalla base di Juquan, per mettere in orbita il laboratorio orbitante Tiangong 2 (Edificio Celeste 2), precursore della futura stazione spaziale che l’agenzia spaziale di Pechino ha in programma di realizzare e completare attorno al 2022. Come confermato dai responsabili della missione, tutto si è svolto con regolarità e i pannelli solari del laboratorio orbitante cinese si sono aperti regolarmente. Tiangong 2 funzionerà per due anni e ospiterà tra un mese un equipaggio di due astronauti cinesi (o “taikonauti”) che vi resteranno a bordo per circa un mese, dopo essere stati lanciati in orbita con la navicella Shenzhou 11, la sesta missione spaziale cinese con equipaggio.

Tiangong-2 è molto simile al suo predecessore Tiangong 1, lanciato nel settembre 2011, ma migliorato il suo interno, reso più confortevole per gli astronauti, più utile agli scienziati e con molte strutture che verranno poi utilizzare nella futura stazione spaziale:

“Il Tiangong-1 era un veicolo spaziale obiettivo per completare gli esperimenti di aggancio con i veicoli spaziali Shenzhou, mentre il Tiangong-2 è un vero laboratorio spaziale,” dice Wu Ping, vice direttore dell’Agenzia Spaziale della Cina – “Ha due compiti principali: trasportare esperimenti scientifici su larga scala nello spazio, compresi quelli medici e supportare la permanenza a medio termine degli astronauti in orbita, dimostrare il rifornimento di propellente e la manutenzione orbitale. Queste sono le tecnologie chiave per la costruzione delle stazioni spaziali.”

Come il suo precursore, Tiangong-1, anche il modulo Tiangong-2 misura circa 10,4 metri di lunghezza e 3,4 di diametro. I suoi due pannelli solari sono lunghi 18,4 metri da un lato all’altro una volta dispiegati nello spazio.

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