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Sigarette elettroniche, aumenta il rischio di passare a quelle normali

Chi fuma sigarette elettroniche rischia più degli altri di iniziare a fumare le sigarette tradizionali. Il dato emerge da una ricerca condotta in Inghilterra e pubblicata sull’autorevole rivista Tobacco Control. L’analisi degli esperti si era concentrata su 2836 minori tra i 13 e i 14 anni: alcuni erano fumatori di e-cig, altri di sigarette tradizionali e non fumatori. Con grande stupore, il team di ricerca aveva scoperto, dopo un anno, che i ragazzi passati alle classiche ‘bionde’ erano stati principalmente quelli che, in precedenza, avevano fumato sigarette elettroniche.

Se quanto scoperto dall’equipe di ricercatori britannici fosse vero, sarebbe nullo quanto sostenuto, un paio di anni fa, da 50 ricercatori internazionali, ovvero che le sigarette elettroniche sarebbero meno tossiche di quelle tradizionali e favorirebbero l’abbandono delle classiche ‘bionde’. Tali scienziati inviarono anche una lettera all’Oms. Tra i firmatari vi fu anche il compianto Umberto Veronesi. Il recente risultato ottenuto dal gruppo di ricercatori britannici porrebbe nel nulla, dunque, le risultanze di diverse ricerche condotte negli ultimi anni sul legame tra e-cig e sigarette tradizionali.

In Gran Bretagna si esorta da qualche anno la ‘popolazione fumatrice’ a passare alle sigarette elettroniche perché tali dispositivi farebbero meno male alla salute. E’ anche questo il motivo per cui, in tale nazione, è aumentato il numero di fumatori di e-cig.

Sono stati coinvolti in Inghilterra 2836 adolescenti di 13-14 anni, alcuni dei quali avevano già fumato tabacco, alcuni (il 16% del campione) avevano usato le E-sig, mentre gli altri (i due terzi del totale) non avevano mai fumato.

Un anno più tardi avevano provato a fumare tabacco soprattutto coloro che già usavano sigarette elettroniche (il 34%): Molto bassa invece la percentuale tra coloro che non avevano mai fumato (meno del 9%).

I ricercatori si chiedono se i giovani avrebbero mai provato una sigaretta convenzionale, senza la loro precedente esperienza con le E-sig: la consuetudine con questi dispositivi (e spesso con la nicotina) può avere un ruolo importante nell’instaurarsi del vizio? Impossibile trarre conclusioni definitive, ma le indicazioni vanno in proprio in quella direzione.

Sulle sigarette elettroniche la comunità scientifica si è da sempre divisa e non sembra essere stato mai chiarito se effettivamente servono per smettere di fumare o rappresentano un ulteriore pericolo per la propria salute. Le prime sigarette elettroniche sembra abbiano fatto il loro ingresso nel mercato non solo italiano ma europeo intorno al 2010 e da allora hanno scatenato diverse polemiche e tante sono state le opinioni degli esperti che però non hanno fatto altro che generare grande confusione nell’opinione pubblica. Ciò nonostante sono sempre di più le persone che quotidianamente acquistano una sigaretta elettronica, ed ancora secondo quanto riferito da un nuovo studio, sembra che un adolescente su quattro faccia uso di sigarette elettroniche e nello specifico ha riferito di aver provato il dripping, ovvero la pratica che consiste nel far gocciolare la nicotina liquida direttamente sulle bobine di riscaldamento dei dispositivi al fine di ottenere nubi di vapore più spesse.

Come abbiamo anticipato, sembra che negli ultimi dieci anni gli esperti abbiano tentato di far luce sulla pericolosità e soprattutto sull’utilità della sigaretta elettronica, ma ad oggi sull’argomento sembra esserci davvero tanta confusione. “I liquidi delle e-cig contengono anche molti aromi chimici, come aldeidi, vanilline e alcol considerati sicuri per l’ingerimento, ma di cui poco si sa in merito alla tossicità di inalazione, in particolare quando sono volatilizzati ad alte temperature”, è questo quanto dichiarato da Krishnan-Sarin, ovvero una ricercatrice di Psichiatria alla Yale University School of Medicine nonchè principale autrice dello studio sopra citato. Ebbene secondo uno studio effettuato da un guppo di ricercatori dell’University College di Londra, sembra dal punto di vista delle sostanze che provocano il cancro, le sigarette elettroniche sembrano essere più sicure delle tradizionali; a tal riguardo i ricercatori hanno confermato che sei mesi dopo il passaggio alle sigarette elettroniche, nei pazienti monitorati, i livelli di tossine sono risultati molto più bassi rispetto a coloro i quali continuavano a fumare le classiche sigarette.

I ricercatori, per poter dichiarare ciò hanno effettuato, dunque, uno studio sul campo, prendendo in esame ben cinque gruppi di pazienti, fumatori abituali, persone che da sei mesi erano passate alle sigarette elettroniche o ad altre alternative come i cerotti alla nicotina, persone che fumavano sia le classiche che quelle elettroniche e quelle che usavano i cerotti insieme alle sigarette tradizionali. I risultati sono stati sorprendenti, visto che i ricercatori dopo aver analizzato la saliva e le urine dei componenti dei cinque gruppi, hanno confermato che i livelli di diverse tossine tra cui anche sostanze riconosciute come cancerogene, calano drasticamente nei soggetti che avevano completamente sostituito le sigarette tradizionali con quelle elettroniche. “Questi confermano che le e-cig, cosi’ come altri sostitutivi delle sigarette, sono molto piu’ sicure di quelle convenzionali, e possono essere un supporto utile a lungo termine per quei pazienti che hanno difficolta’ a smettere con altri mezzi”, hanno dichiarato gli autori.

La sigaretta elettronica è stata inventata in Cina nel 2003 (Lee et al. 2011), con lo, scopo di imitare il sistema di inalazione delia nicotina con sigaretta convenzionale senza avere gli effetti dannosi derivanti dalla combustione del tabacco. La sigaretta elettronica ha un aspetto e un sapore simile a una sigaretta convenzionale. Negli ultimi anni si è diffusa in tutto il mondo, specialmente attraverso Internet. Attualmente sono disponibili in commercio sigarette, sigari e pipe elettroniche.

Le sigarette elettroniche sono pubblicizzate in Internet come il modo più sicuro, più saggio e più economico di fumare sostanze chimiche volatilizzate come la nicotina ovunque, anche in luoghi pubblici in cui vige il divieto di fumo (Weinberg and Segelnick 2011). Numerosi siti web e blog per la vendita di varie marche di questi dispositivi elettronici pubblicizzano tutti i presunti vantaggi nel passare al fumo di sigaretta elettronica: “non contengono tabacco e quindi non sono regolamentate nei vari paesi”, “sono facili da tenere in mano e non lasciano cattivi odori sulle dita”, “non ingialliscono i denti”, “il vapore emesso è innocuo e non irrita gli occhi”, “non necessitano di accendini o fiammiferi”, “contengono solo poche sostanze chimiche meno pericolose in confronto alle più di 3600 presenti nelle sigarette convenzionali”, “le cartucce dì nicotina hanno vari livelli di concentrazione” (eSmoke Shak 2012).

Inoltre questi dispositivi sono pubblicizzati come metodo per ridurre i danni derivanti da fumo di seconda mano (fumo passivo), emettendo solo vapore, o come ausilio per smettere di fumare, in quanto attraverso il rilascio di nicotina riducono il craving da astinenza da nicotina. Le sigarette elettroniche possono essere acquistate su Internet o nei punti vendita al dettaglio (Weinberg and Segelnick 2011).

Modalità di funzionamento
Quando si preme il pulsante di una sigaretta elettronica, il liquido contenente nicotina o gli aromi e le sostanze chimiche presenti nel tubo di plastica sono scaldate e un nebulizzatore (aerosol) le trasforma in vapore che può essere aspirato o inalato. Il vapore entra nelle vie aeree ed i principi attivi in esso contenuti vengono assorbiti. Sotto la cartuccia c’è una batteria agli ioni di litio, uno smart-chip controller con sensore di modalità di funzionamento ed un LED “cenere” che si accende quando si aspira (Weinberg and Segelnick 2011). La cartuccia, che può essere monouso o ricaricabile, è aperta alle estremità e contiene il liquido (e-liquid) che verrà vaporizzato.
Il liquido è costituito per lo più da nicotina, glicerina, glicole propilenico, glicerolo, aromi e acqua (Caponnetto et al, 2012; Cahn and Siegei 2011; eDripping 2012). Sono in vendita diversi
prodotti sia ricaricabili che monouso. Di solito un kit acquistabile per iniziare (starter kit) include sigarette rìcaricabìli, un caricabatteria che include anche una presa USB per collegare la sigaretta da ricaricare al computer e un flacone con il liquido per ricaricare le cartucce. In alternativa possono essere acquistate sigarette elettroniche usa e getta (durano circa 3 giorni e sono contenute in pacchetti del tutto simili a quelli delle sigarette convenzionali) e cartucce monouso. Le cartucce delle sigarette elettroniche possono contenere nicotina oppure esserne prive. Vi sono inoltre due tipi di sigaretta elettronica: manuale e automatico, Le sigarette automatiche richiedono solo di inalare o prendere una boccata per attivare il vaporizzatore. Il modello manuale riscalda il vaporizzatore e crea vapore solo quando si preme il pulsante e si inala (Weinberg and Segelnick 2011).

Sigarette elettroniche con nicotina

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito i dispositivi elettronici che imitano la sigaretta come sistemi elettronici di somministrazione della nicotina (ENDS: Electronic Nicotine Delivery Systems) (WHO 2010).
Per fumare una sigaretta elettronica, si possono scegliere cartucce e liquidi per la ricarica a base di nicotina, senza nessun aroma o con diversi aromi: mentolo, vaniglia, gomma da masticare, brandy, liquirizia, caramello, cappuccino, whiskey, champagne, svariati tipi di frutta (ciliegia, mirtillo, fragola, mela, cocco, arancia, banana, ecc), dolci, caffè, cioccolato, sigaro, tabacco di varie marche e molti altri. E’ stata anche trovata al posto della nicotina, la lobeiia che è un prodotto erboristico simile alla nicotina contenuta in alcune sigarette elettroniche (Freiberg 2012). Sono disponibili cartucce di nicotina con, oltre agli aromi, anche vitamine (a, b, c, d), collagene, coenzima Q1Q.
La concentrazione di nicotina mediamente varia tra 4 e 24 mg (concentrazione forte: 16-24 mg; media: 12-16 mg; leggera: 4-8 mg) per cartuccia. L’idea è di cominciare con un dosaggio medio e poi calibrarlo secondo le personali esigenze. Successivamente, per eliminare la dipendenza da nicotina, il dosaggio dovrebbe essere lentamente ridotto fino ad arrivare alle cartucce prive di nicotina (Weinberg and Segelnick 2011). Alcuni siti per la vendita di sigarette elettroniche e liquidi per la ricarica riportano anche dosaggi più forti di nicotina equivalenti a 36 mg e a 48 mg.
I liquidi venduti per la ricarica e pubblicizzati su internet riportano che in un flacone di 10 mi da 24 mg di nicotina, sono contenuti 240 mg di nicotina. Ad esempio, una sigaretta Marlboro Red contiene approssimativamente 1.2 mg di nicotina e un pacchetto intero 24 mg. Quando si ricarica una cartuccia, bisogna sapere quanta nicotina c’è neWe-liquid, A un millilitro equivalgono circa 20 gocce; usando un flacone da 24 mg di nicotina, ci sarebbero 1.2 mg di nicotina per goccia (24mg/20 gocce); 3 gocce nella cartuccia o direttamente nel vaporizzatore,corrispondono ad un consumo di 3.6 mg di nicotina. L’assorbimento di nicotina non è totale e dipende da vari fattori quali il sistema di vaporizzazione della sigaretta elettronica, la frequenza e la durata con cui si fuma, quanto profondamente si inala, ecc. (E-Cig 2012).

Una indagine su Web tra consumatori di sigarette elettroniche appartenenti alle aree geografiche degli USA (62%), Francia (14%), Regno Unito (6%), Svizzera (4%), Canada (3%) e altri paesi (11%), pubblicata nel 2011, ha rilevato che la concentrazione utilizzata di 18 mg/ml di nicotina nel liquido, era uniforme tra differenti marche di sigarette elettroniche, indicando probabilmente che i produttori hanno raggiunto un consenso.

Sigarette elettroniche senza nicotina

Le sigarette con cartucce senza nicotina possono avere aromi simili a quelle con nicotina; menta, vaniglia, cappuccino, miele, propoli, pesca, mango, ecc. Inoltre possono contenere vitamine A, B, C, E, ginseng, valeriana. E’ stato osservato, in uno studio, che sono pochi i consumatori di sigarette elettroniche senza nicotina (3%). Questo potrebbe indicare che, nonostante alcuni studi abbiano dimostrato un assorbimento molto basso di nicotina, questo ingrediente è importante, probabilmente per le proprietà farmacologiche e psicoattive. In alternativa, i consumatori potrebbero avere maggiori aspettative dai prodotti contenenti nicotina, che dunque sono venduti più frequentemente (Etter and Bullen 2011).

Utilizzo della sigaretta elettronica e motivazioni

La ricerca sulla percezione del pubblico della sigaretta elettronica è a tutt’oggi ancora limitata. Negli Stati Uniti la conoscenza della sigaretta elettronica tra gli adulti di età maggiore o uguale a 18 anni è raddoppiata dal 2009 al 2010, raggiungendo il 32%. Uno studio con l’obiettivo di monitorare le richieste su Google tra gennaio 2008 e settembre 2010 ha riportato che l’interesse online per le sigarette elettroniche, ha superato quello per i trattamenti sostitutivi a base di nicotina o altri prodotti a base di tabacco senza fumo (Goniewicz and Zielinska-Danch 2012).

L’ultimo rapporto richiesto dalla Commissione Europea a TNS Opinion & Social sulle attitudini degli Europei verso il tabacco, ha un capitolo dedicato alla sigaretta elettronica. Circa il 70% degli europei conosce la sigaretta elettronica, in particolare la fascia d’età più giovane, dai 15 ai 24 anni la conosce molto bene. I cittadini europei (38%) sono incerti riguardo ai pericoli sulla salute della sigaretta elettronica, mentre il 27% ritengono che sia dannosa verso chi la usa. L’analisi socio-economica rivela che studenti e rispondenti di età 15-24 anni ed ex-fumatori sono quelli che più credono alla nocività della sigaretta elettronica. In generale, l’uso della sigaretta elettronica nei paesi europei è recentemente aumentato ma rimane comunque bassa la percentuale, tra quelli che negli ultimi 12 mesi hanno cercato di smettere di fumare da soli, che ha usato la sigaretta elettronica (7%) (European Commìssion (a) 2012).

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