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Tumori, 369mila nuovi casi nel 2017

E’ il censimento ‘I numeri del cancro in Italia 2017′ nato dalla collaborazione tra l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), l’Associazione italiana registri tumori(Airtum) e la Fondazioni Aiom.

Sono 369mila i nuovi casi di tumore in Italia stimati nel 2017 (192.000 fra i maschi e 177.000 fra le femmine), nel 2016 erano 365.800. E’ questa la fotografia dello stato dell’oncologia italiana evidenziato oggi durante la conferenza di presentazione del volume ‘I numeri del cancro in Italia 2017′. Ma i casi di tumore nei pazienti di sesso maschile sono in netto calo (circa l’1,8% l’anno a partire dal 2003).

Molte di queste diagnosi potrebbero essere evitate, grazie all’adozione di alcune misure preventive. “Oltre il 40% dei casi è evitabile”. “Si deve fare di più – ha dichiarato Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Aiom – per ridurre l’impatto delle malattie”.

Quindi innanzitutto bisogna adottare uno stile di vita sano: niente fumo e alcool, bandite le diete scorrette e la sedentarietà. “Migliaia di studi condotti in 50 anni hanno dimostrato con certezza il nesso di causalità tra fattori di rischio quali stili di vita sbagliati, agenti infettivi, esposizioni ambientali e il cancro“.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin non ha potuto presenziare alla conferenza, ma ha illustrato il suo pensiero nella prefazione del libro: “La conoscenza dei dati presentati in questo volume potrà rendere più facile e incisiva l’azione di miglioramento del livello delle prestazioni e dei servizi, in particolare per lo sviluppo dei percorsi e delle reti oncologiche, garanzia di uguale accesso, tempestività, qualità e appropriatezza sia negli iter diagnostici che nelle cure per tutti i cittadini in tutte le Regioni”.

Mentre alcune tipologie di tumore stanno finalmente avendo un declino nel nostro paese – quello al polmone e alla prostata negli uomini, e quello all’utero e all’ovaio nelle donne – altre sono in costante crescita. “La bestia nera in termini di mortalità in entrambi i sessi riguarda ancora il tumore del pancreas, solo 8% i pazienti vivi a 5 anni dalla diagnosi“. Le neoplasie rappresentano la seconda causa di morte (29% di tutti i decessi) dopo le patologie cardio-circolatorie (37%). Questo deriva anche dal fatto che al Sud ci sono minori esposizioni a fattori cancerogeni, come fumo ed inquinamento. Le percentuali sono in aumento, e al momento si stabilizzano sul 54% per gli uomini e sul 63% nelle donne.

Tutto ciò grazie ad un più intenso programma di screening nazionale, che permette di rilevare precocemente la presenza di un cancro e di iniziare subito i trattamenti. Inoltre oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per combatterlo, come l’immunoterapia e le terapie target che si aggiungono alla chemioterapiachirurgia e radioterapia.

Oggi in Italia sono più di 3 milioni e 300mila le persone che vivono dopo la diagnosi di cancro(ovvero il 24% in più rispetto al 2010).

Tra le Regioni che si classificano meglio come sopravvivenza, calcolata nei cinque anni, ci sono Emilia Romagna e Toscana.

L’Italia viaggia, comunque, su due binari. Poi, una conferma: il cancro colpisce più al Nord della Penisola, ma al Sud si sopravvive di meno. “Il tasso d’incidenza tra gli uomini è più basso dell’8% al Centro e del 17% al Sud/Isole rispetto al Nord e per le donne del 5% e del 18%” – spiega Lucia Mangone, presidente Airtum.

 

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