Vitamina D: come verificare la carenza senza analisi del sangue

Pubblicato il: 23 Ottobre 2019 alle 4:46

Secondo una ricerca condotta dal Trinity College di Dublino e dal St James’s Hospital, pubblicata su “Nutrients”, in futuro sarà sufficiente un capello per misurare la quantità di vitamina D del corpo, evitando le analisi del sangue.

La carenza di vitamina D ha raggiunto proporzioni epidemiche nel mondo (si stima che siano colpite oltre 1 miliardo di persone): è connessa alla salute delle ossa, ma potrebbe anche essere un fattore di rischio per la depressione, le malattie cardiovascolari, il diabete e il cancro.

Attualmente per rilevare la quantità di vitamina D presente nell’organismo sono necessarie le analisi del sangue, che però registrano il valore in un momento ben preciso: i capelli invece, crescono di circa 1 cm al mese, e potrebbero rivelare lo stato di assunzione della vitamina D per diversi mesi.

La ricerca potrebbe avere applicazioni anche in campo archeologico: i capelli, insieme ai denti, sono alcuni dei materiali biologici che resistono maggiormente dopo la morte e la presenza di vitamina D potrebbe fornire dettagli sulla vita di antiche popolazioni. Gli autori precisano che sono necessarie ulteriori ricerche per stabilire la relazione esatta tra la concentrazione di vitamina D nel sangue e quella dei capelli.

Alimenti che contengono Vitamina D

Il calcio è il minerale costitutivo delle ossa, queste tendono a demineralizzarsi e perdere densità durante l’età adulta per un processo fisiologico di invecchiamento. Le ossa per mantenersi salde devono poter assimilare il calcio dagli alimenti che ne sono ricchi e che introduciamo nella nostra dieta. Tenendo conto che è la vitamina D a permettere l’assorbimento del calcio a livello intestinale, ed ecco perché è così importante. Il latte, i latticini, soprattutto se associati ad altri alimenti acidificanti come la carne rossa, gli zuccheri, il caffé, i pomodori, l’aceto, hanno bisogno di essere associati alla vitamina D e a cibi alcalinizzanti per poter essere correttamente assunti dall’organismo con il calcio in essi presente. Inoltre l’attività fisica costante mantiene ben irrorate di sangue e ossigeno ossa e articolazioni, unitamente ad un’alimentazione ricca di minerali e di vitamina D, è indispensabile per prevenire le patologie osteo-articolari. Si ricorda che la vitamina D, o colecalciferolo, viene assorbita in due modi. Il primo è esporsi alla luce del sole (non necessariamente in spiaggia ma nelle nostre attività ordinarie in una giornata piena di sole) perché nella nostra pelle è presente una provitamina, detta deidrocolesterolo, che attraverso l’azione stimolante dei raggi UV si trasforma in vitamina D subito disponibile. La seconda fonte di vitamina D è l’alimentazione. I cibi che ne sono più ricchi e da non far mancare sulla nostra tavola (tenendo conto che il nostro fabbisogno giornaliero è pari a 10 mg al giorno) sono: Olio di pesce (olio di fegato di merluzzo), salmone, aringhe, pesce azzurro (sardine, alici, sgombri), uova, funghi, soia e derivati, caviale e uova di pesce, frutti di mare (cozze, ostriche, vongole), ricotta.

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