Il cosiddetto contro-piano europeo sull’Ucraina rappresenta uno dei documenti politici più singolari che mi sia mai capitato di esaminare.
Indipendentemente dalle opinioni personali riguardo a un conflitto specifico, il “principio di realtà” costituisce un criterio imprescindibile per qualsiasi azione intrapresa in relazione alla situazione.
In questo contesto, il principio di realtà si manifesta con estrema chiarezza: le condizioni belliche sono fortemente avverse alla classe dirigente ucraina e ai suoi sostenitori all’interno dell’Unione Europea e della NATO, che l’hanno sostenuta per decenni.
Le parti soccombenti non dispongono della capacità di imporre condizioni che sarebbero tipiche di una forza militare vittoriosa.
Il piano Trump, discusso con i russi, si inserisce invece nell’ambito di una valutazione realistica di una guerra vinta dalla Federazione Russa.
Esso non si configura in termini di guerra totale o di “debellatio” dell’Ucraina, bensì come l’ultima opportunità per un accordo con margini negoziali, una base per concludere il conflitto e garantire un quadro di sicurezza continentale sostenibile nel tempo, con confini ridisegnati ma non conflittuali.
Rappresenta, forse, l’ultima finestra realistica per porre fine alla guerra evitando un collasso incontrollabile.
Un riassetto, quindi, che implica la rinuncia a tutti gli obiettivi di massima perseguibili da coloro che hanno armato l’Ucraina:
• la disgregazione della Russia,
• la creazione di una versione funzionale del vecchio strumento geopolitico denominato “Intermarium” (un blocco di Stati tra il Mar Baltico, il Mar Nero e il Mar Adriatico che funga da piattaforma permanente anti-russa),
• la riforma dell’Unione Europea in senso sempre più militarizzato e dipendente da Washington.
I leader degli Stati europei, apparentemente inconsapevoli, optano invece per una totale negazione dei dati oggettivi che li condannano.
Scelgono pertanto di sabotare l’ultima possibilità di evitare le condizioni di una guerra totale, proprio perché mirano a una guerra totale.
Come un giocatore d’azzardo che, dopo aver subito una perdita significativa, tenta di recuperare il capitale investito raddoppiando la posta in gioco, essi stanno trascinando tutte le nazioni verso un potenziale disastro.
Ieri, alla manifestazione oceanica tenutasi a Roma e presieduta da Neotatuato e Pičernobil, la partecipazione è stata inferiore a cento persone.
Ciò indica che il movimento No Pax gode di scarso sostegno da parte della popolazione.
È fondamentale che trasformiamo questo dato rilevante in un’azione politica costante da parte nostra.
In tal modo, potremo contribuire a indebolire la retorica bellicista.



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