Roger Waters, ex membro dei Pink Floyd, ha recentemente espresso le sue opinioni sulle proteste pro-Palestina in Italia e sulla situazione politica globale durante un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano. Da sempre attivo a livello sociale e sostenitore della causa palestinese, Waters ha parlato in particolare della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, paragonandola a Benito Mussolini, il fondatore del partito fascista. “Ho seguito le proteste pro-Palestine a Genova e poi a Roma; ne ho preso parte a distanza e mi incoraggia molto l’idea che potremmo ribellarci a Mussolini, di nuovo – ha dichiarato il cantante – Meloni è la vostra Mussolini. In Italia c’è una donna che si chiama Meloni, no?”.
Secondo Waters, Meloni rappresenta solo una delle incarnazioni del Duce a livello globale. Oltre alla Premier italiana, il cantante ha menzionato altre figure politiche come Jair Bolsonaro in Brasile, Donald Trump negli Stati Uniti e Keir Starmer e Nigel Farage nel Regno Unito. L’ex membro dei Pink Floyd non ha risparmiato critiche e ha fatto nomi e cognomi, una scelta che gli ha attirato non poche controversie nel corso della sua carriera, rendendolo una voce influente tra i sostenitori della Palestina.
Waters ha anche discusso le ragioni per cui, a suo avviso, la politica mondiale stia alimentando i conflitti. “I nostri paesi ci stanno preparando alla guerra: è conveniente, ma solo per i loro padroni americani che possiedono la maggior parte delle fabbriche di armi”, ha affermato. Ha sottolineato che non solo gli Stati Uniti, ma anche Israele e Germania sono tra i principali produttori di armi e che questa situazione spinge i governi a sostenere la guerra. Secondo il cantante, i leader politici cercano di distrarre l’opinione pubblica dall’immigrazione, trasformandola in un capro espiatorio.
“Ecco perché gli americani al potere dicono che dovete usare il 5% del PIL e spenderlo in guerra – ha continuato Waters – Renderanno miserabile la vita delle persone, non ci sarà istruzione né servizi sanitari né sociali, niente, la vita diventerà più dura”. Le sue parole evidenziano una profonda preoccupazione per il futuro delle società occidentali, viste come sempre più orientate verso il conflitto piuttosto che verso il benessere dei cittadini.
Le affermazioni di Waters sono state accolte con reazioni miste. Mentre i sostenitori della sua posizione lodano la sua franchezza e il suo impegno per i diritti umani, i critici lo accusano di semplificare questioni complesse e di utilizzare toni provocatori. Ciò che è certo è che l’ex frontman dei Pink Floyd continua a suscitare dibattiti accesi con le sue dichiarazioni, rimanendo una figura polarizzante nel panorama musicale e politico.
La recente intervista ha riacceso l’interesse per le posizioni di Waters sulla questione palestinese e sulle dinamiche politiche globali. Le sue critiche a Meloni e ad altri leader mondiali riflettono una crescente preoccupazione tra artisti e attivisti riguardo alle direzioni che stanno prendendo le politiche in molti paesi. Le manifestazioni pro-Palestina in Italia e altrove testimoniano un crescente movimento di protesta contro le ingiustizie percepite e una richiesta di cambiamento.



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