Firenze si è svegliata con il ricordo di una notte di Capodanno segnata da violenza e caos. In piazza Duomo, un episodio di violenza ha coinvolto un gruppo di circa 20 giovani, perlopiù di origini nordafricane, che hanno dato vita a una maxi rissa poco dopo la mezzanotte. Le immagini, riprese da passanti e da una finestra vicina, mostrano un quadro impressionante di tavolini e sedie volanti, con turisti e residenti in fuga per la paura.
La rissa, secondo quanto riportato, sarebbe iniziata qualche minuto prima in piazza della Repubblica, per poi spostarsi a pochi passi dal Duomo. Un dipendente di una pizzeria locale ha commentato: “In tanti anni che lavoro qui in piazza Duomo, non ho mai visto niente del genere, hanno distrutto tutto.” La situazione è degenerata rapidamente, con i giovani che hanno utilizzato tutto ciò che trovavano a portata di mano come armi.
Dopo un iniziale momento di calma, i partecipanti alla rissa sono tornati a scatenarsi, prendendo di mira un ventenne ligure che stava aiutando a sistemare i tavolini e le sedie. Il ragazzo, spaventato, è fuggito all’interno del locale, inseguito da un gruppo di aggressori. Fortunatamente, i cuochi della pizzeria hanno esibito i coltelli utilizzati per preparare la pizza, riuscendo a spaventare i giovani violenti e a riportare la situazione sotto controllo.
Le forze dell’ordine sono intervenute solo dopo che gli scontri si erano placati, giungendo sul posto quando i violenti si erano già dileguati. L’episodio ha immediatamente suscitato un acceso dibattito politico. Francesco Torselli, eurodeputato di Fratelli d’Italia, insieme al consigliere comunale Alessandro Draghi e al presidente fiorentino di Gioventù Nazionale, Simone Sollazzo, hanno commentato: “Le immagini di piazza Duomo feriscono profondamente Firenze e i fiorentini. Una violenza brutale, gratuita, esplosa nel cuore della città, in una delle piazze più belle del mondo e, almeno sulla carta, tra le più presidiate.”
I politici hanno sollevato interrogativi sul modello di integrazione proposto dalla sinistra, chiedendosi se questi siano i “nuovi fiorentini” ai quali si intende offrire opportunità come lo ius scholae. La loro critica si è concentrata sulla percezione di una crescente insicurezza nella città, alimentata da episodi come quello avvenuto a Capodanno.
In risposta alle polemiche, l’assessore alla Sicurezza, Andrea Giorgio, del Partito Democratico, ha riconosciuto la gravità dell’episodio, promettendo che ci saranno verifiche da parte delle forze dell’ordine. Tuttavia, ha anche accusato Torselli di strumentalizzare la situazione, affermando: “Come al solito l’europarlamentare di FdI strumentalizza e dice cose non vere, scordandosi che la destra governa da tre anni e gli italiani ancora aspettano risposte sulla sicurezza.”
Il clima di tensione in città è palpabile, e molti residenti e commercianti, tra cui i titolari della pizzeria coinvolta nella rissa, hanno espresso preoccupazione per la sicurezza. I proprietari hanno dichiarato: “Se le cose non cambieranno, l’anno prossimo chiuderemo a Capodanno.” Questa affermazione mette in evidenza non solo il timore per la sicurezza, ma anche le ripercussioni economiche che tali eventi possono avere sulle attività locali.
La rissa di Capodanno a Firenze è quindi diventata un simbolo di una problematica più ampia, che coinvolge non solo la sicurezza pubblica, ma anche le dinamiche sociali e politiche della città. Mentre le autorità si impegnano a indagare sull’accaduto, la comunità fiorentina si trova a dover affrontare la realtà di una violenza che ha colpito un luogo simbolo della città, suscitando interrogativi sul futuro e sulla sicurezza di tutti i suoi abitanti.
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Monica



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