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Ucciso in aula da un compagno, la confessione a La Spezia: «Volevo ammazzarlo»



Una tragica aggressione si è verificata all’interno dell’istituto professionale Chiodo-Einaudi di La Spezia, dove un ragazzo di 18 anni, Youssef Abanoub, è stato accoltellato e successivamente è deceduto. L’aggressore, Atif Zouhairm, di 19 anni e di origini marocchine, ha confessato agli inquirenti di aver voluto uccidere la vittima. La violenza è avvenuta poco prima di mezzogiorno, in aula, davanti a compagni e insegnanti.



Secondo le ricostruzioni, la lite tra i due ragazzi era iniziata nel corridoio della scuola. I motivi alla base del conflitto sembrerebbero essere di natura sentimentale, legati a un dissidio per una ragazza. Youssef, spaventato dall’aggressività di Atif, si era rifugiato in classe, ma qui è stato raggiunto dal compagno che ha estratto un coltello da cucina con una lama di circa venti centimetri. L’aggressione è avvenuta in un attimo: un solo fendente ha colpito Youssef, perforando il diaframma, danneggiando il polmone sinistro e lacerando una vena del fegato, causando un’emorragia immediata.

Subito dopo l’aggressione, Youssef è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea. Arrivato in arresto cardiaco, è stato rianimato per novanta minuti e, dopo un’operazione di tre ore, è stato trasferito in rianimazione. Nonostante gli sforzi dei medici, Youssef è deceduto in serata, lasciando la comunità scolastica e la sua famiglia in uno stato di profondo shock.

Il giorno prima dell’episodio, Atif aveva già inviato un messaggio intimidatorio a Youssef, segno di un rancore accumulato nel tempo. Gli investigatori stanno ora analizzando i telefoni dei due ragazzi per comprendere meglio la dinamica della lite e le motivazioni che hanno portato all’accoltellamento. Atif è stato arrestato e potrebbe affrontare l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione, poiché ha portato il coltello da casa.

La notizia ha suscitato forti reazioni nella comunità locale. Pierluigi Peracchini, sindaco di La Spezia, ha espresso il suo turbamento per l’accaduto, definendolo inaccettabile. “La nostra è una grande città di solidarietà, popolata da gente tranquilla,” ha dichiarato. Il sindaco ha fatto appello alle istituzioni affinché si prendano misure per garantire la sicurezza nelle scuole e proteggere i giovani.

Il sottosegretario dell’Interno, Nicola Molteni, ha commentato l’episodio come un fatto gravissimo e ha sottolineato la necessità di affrontare il fenomeno dell’uso di coltelli tra i giovani. Ha proposto un’anticipazione delle norme sul divieto di possesso di coltelli da parte dei minori, evidenziando che questo problema è diventato un allarme sociale nelle città italiane.

Questo tragico evento ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle scuole e sull’importanza di affrontare le problematiche legate alla violenza giovanile. La comunità scolastica di La Spezia si trova ora a dover elaborare il lutto e la paura generati da un atto così violento, che ha colpito un ambiente che dovrebbe essere sicuro e protetto per tutti gli studenti.



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