Valentino Rossi e suo padre, Graziano Rossi, sono coinvolti in una complessa disputa legale che ha trasformato il loro storico rapporto in un conflitto giudiziario di rilievo. Valentino Rossi, leggenda globale del motociclismo, ha avviato un procedimento legale contro il padre, 71 anni, che attualmente si trova al centro di un’intricata vicenda che coinvolge cause civili e indagini penali condotte dalla Procura di Pesaro. La disputa ruota attorno a significative somme di denaro e alla presunta incapacità di Graziano Rossi di gestire autonomamente i propri affari.
Nel 2024, Valentino Rossi ha richiesto e ottenuto dal Tribunale di Pesaro la nomina di amministratore di sostegno per il padre, basandosi su una perizia medica di parte che ne attestava la fragilità e la difficoltà nel provvedere autonomamente alle proprie necessità. Graziano Rossi ha prontamente reagito, agendo per via civile nel marzo 2025 per ottenere la revoca del controllo legale. Il giudice Davide Storti ha riconosciuto la piena capacità di intendere e di volere di Graziano Rossi, sulla base della relazione del perito d’ufficio Massimo Badioli. Nonostante il decreto non sia stato impugnato, la controversia si è estesa, coinvolgendo la Procura.
Valentino Rossi ha successivamente presentato una denuncia per circonvenzione di incapace nei confronti dell’attuale compagna del padre, una donna di 54 anni impiegata in un ufficio pubblico, assistita dall’avvocato Francesco Coli.
Il campione ha formalmente accusato la donna di aver sottratto una somma complessiva di circa 210.000 euro dal conto del genitore nel corso di dodici anni di relazione. La denuncia specifica l’effettuazione di 176.000 euro di trasferimenti tramite bonifico bancario, di cui 100.000 euro con la causale di prestito, nonché il prelievo di ulteriori 34.000 euro in contanti. Valentino avrebbe rilevato tali movimentazioni finanziarie durante l’anno in cui ha ricoperto la carica di amministratore di sostegno, attraverso l’analisi dei conti correnti del padre.
La Procura di Pesaro, sotto la direzione della pm Irene Lilliu, ha avviato una serie di accertamenti tecnici volti a determinare se Graziano Rossi fosse effettivamente in una condizione di vulnerabilità tale da poter essere vittima di raggiri. In seguito a una prima valutazione effettuata dallo psichiatra Stracciari e dal dottor Sarmorì, è stato nominato il professor Ariatti per la conduzione di un incidente probatorio. L’ultima parola spetta tuttavia al professor Luca Cimino di Bologna, perito designato dal giudice per le indagini preliminari, il quale ha recentemente confermato che Graziano Rossi non necessita di alcuna amministrazione di sostegno. Secondo il professore, l’uomo è pienamente lucido e consapevole delle proprie decisioni finanziarie, nonostante gli inevitabili acciacchi legati all’età.



Add comment