​​


Dopo il suicidio dei genitori, Carlomagno è ora sorvegliato a vista: l’avvocato parla di vittime anche nella famiglia



Claudio Carlomagno, l’uomo che ha confessato l’omicidio della moglie Federica Torzullo, è attualmente sotto sorveglianza a seguito del suicidio dei suoi genitori, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio. La notizia è stata diffusa dal suo legale, l’avvocato Andrea Miroli, che ha commentato il tragico evento avvenuto ieri sera, quando i genitori di Claudio sono stati trovati senza vita nel giardino della loro abitazione. Prima di compiere l’estremo gesto, avevano lasciato un biglietto d’addio indirizzato al loro altro figlio, a Roma, il quale ha immediatamente allertato le autorità.



L’avvocato Miroli ha dichiarato: “Questa vicenda dimostra più che mai che anche i familiari di chi commette un reato così grave sono vittime, vittime di un crimine le cui conseguenze si estendono dolorosamente anche a chi non ne ha alcuna responsabilità, una catabasi, una discesa agli inferi che i signori Carlomagno non sono riusciti tragicamente a sopportare”. Il legale ha espresso preoccupazione per come Claudio affronterà questa terribile notizia e ha sottolineato la gravità della situazione familiare, con il figlio che in pochi giorni ha perso la madre, i nonni e, per un lungo periodo, anche il padre.

Un mazzo di rose è stato deposto davanti alla villetta dei genitori di Claudio, segno del dolore e della solidarietà della comunità. Miroli aveva già descritto Claudio come una persona “in stato confusionale” prima della confessione riguardo all’omicidio. Oggi, il legale non nasconde la sua preoccupazione per le conseguenze che questo tragico evento avrà sulla vita di Claudio.

L’allerta è scattata sabato 24 gennaio 2026, quando l’altro figlio della coppia ha trovato il biglietto d’addio a Roma e ha contattato la zia, preoccupata perché non aveva ricevuto notizie dalla sorella. I carabinieri e il personale del 118 sono intervenuti immediatamente, ma per Pasquale e Maria non c’è stato nulla da fare. I due erano rimasti chiusi in casa per giorni e stavano per essere nuovamente convocati dagli inquirenti per ulteriori chiarimenti. Pasquale era già stato menzionato nelle indagini per essere stato visto a bordo del suo furgone davanti all’abitazione del figlio nelle ore successive al suicidio.

Sull’argomento è intervenuto anche l’avvocato Nicodemo Gentile, presidente di Penelope Italia Odv, un’associazione che si occupa di familiari e amici di persone scomparse. Gentile ha condiviso il suo pensiero sui dolori che colpiscono le famiglie coinvolte in tragedie come questa, affermando: “Ad Anguillara, il cielo non è solo grigio. Tutto, oggi, sembra parlare piano. I tetti, le ringhiere, le case raccolte l’una contro l’altra come per farsi coraggio. Persino l’aria ha smesso di muoversi, come se avesse capito che davanti a certi dolori non si corre, non si spiega, non si consola. C’è un dolore che non chiede attenzione. Non vuole sguardi, né frasi giuste. È un dolore che esiste e basta. Perché ci sono dolori che non vogliono voce. Vogliono solo rispetto”.

La situazione attuale di Claudio Carlomagno, ora sorvegliato a vista, solleva interrogativi sulla salute mentale e sul supporto necessario per affrontare una tale perdita. La pressione mediatica e il giudizio pubblico possono aggravare ulteriormente la situazione, come ha evidenziato Miroli: “Purtroppo ancora ieri si leggevano sui social messaggi come ‘quella donna ha fatto bene ad ammazzarsi avendo partorito un mostro’. Leggendo questo e sapendo quanto la pressione mediatica possa turbare le coscienze di chi si trova a vivere queste tremende situazioni, dovremmo forse tutti esercitarci in una pedagogia collettiva affinché certe vicende non straripino dai confini prettamente giuridici”.

La comunità di Anguillara Sabazia si trova ora a fare i conti con una tragedia che ha colpito profondamente non solo la famiglia Carlomagno, ma anche tutti coloro che li conoscevano. La morte di Pasquale e Maria, unita alla confessione di Claudio, rappresenta una catena di eventi che ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva. Con la speranza che questa vicenda possa portare a una maggiore comprensione delle dinamiche familiari e sociali che circondano tali tragedie, il silenzio e il rispetto per il dolore di queste famiglie rimangono fondamentali.



Add comment