​​


Dal carcere Carlomagno, disperato per la morte dei genitori, sollecita di poter vedere il figlio



Claudio Carlomagno, attualmente detenuto nel carcere di Civitavecchia con l’accusa di aver ucciso la moglie, Federica Torzullo, di 41 anni, ha espresso la sua disperazione per il suicidio dei suoi genitori. La notizia è emersa da fonti penitenziarie, che rivelano il profondo impatto emotivo che la tragedia ha avuto su di lui. Torzullo è stata uccisa e sepolta ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, e secondo le indagini, il femminicidio sarebbe stato premeditato da Carlomagno, il quale temeva di perdere l’affidamento del loro figlio.



La confessione di Carlomagno riguardo all’omicidio della moglie ha scosso la comunità locale. L’uomo ha dichiarato di aver accoltellato Torzullo in un momento di paura e disperazione legato alla possibile separazione e all’incertezza sull’affidamento del bambino. In seguito all’omicidio, Carlomagno ha chiesto di poter vedere il figlio, un gesto che evidenzia il suo desiderio di mantenere un legame con il bambino nonostante la gravità delle accuse a suo carico.

Il dramma si è intensificato con il suicidio dei genitori di Carlomagno, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, due figure ben conosciute nella comunità. Pasquale, imprenditore nel settore degli scavi, e Maria, ex poliziotta ed ex assessora ad Anguillara, sono stati trovati impiccati a una trave nel loro giardino. Secondo il legale della famiglia, la pressione mediatica e il tormento derivante dalla situazione del figlio hanno avuto un ruolo cruciale nella loro decisione di togliersi la vita. “Una pressione mediatica che non hanno retto,” ha dichiarato l’avvocato, facendo riferimento anche ai messaggi ricevuti sui social media.

L’allerta per il suicidio è scattata quando l’altro figlio della coppia ha trovato una lettera d’addio nella sua casa a Roma. I genitori avevano deciso di tornare ad Anguillara dopo aver trascorso alcuni giorni con lui nella capitale. Preoccupato per il contenuto della lettera, ha contattato una zia, ma purtroppo era già troppo tardi. Quando i carabinieri sono intervenuti, hanno effettuato rilievi approfonditi nell’abitazione della coppia e hanno sequestrato i messaggi lasciati dai coniugi.

Dopo aver appreso della morte dei suoi genitori, Carlomagno è stato posto sotto sorveglianza a vista nel carcere di Civitavecchia. La sua situazione continua a destare preoccupazione e interesse da parte dei media e dell’opinione pubblica, non solo per il crimine di cui è accusato, ma anche per la tragedia familiare che si è consumata in parallelo.

La vicenda di Carlomagno e della sua famiglia mette in luce le complesse dinamiche che possono scaturire da situazioni di conflitto familiare e dalla pressione sociale. La comunità di Anguillara Sabazia è scossa da questi eventi, che hanno portato a una riflessione collettiva sulle conseguenze di tali tragedie. Mentre Carlomagno affronta il suo processo, la comunità e le autorità stanno cercando di comprendere come prevenire simili episodi in futuro.



Add comment