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La Corte penale internazionale sanziona l’Italia per il caso Almasri: deferita all’Assemblea degli Stati



L’Italia è stata deferita all’Assemblea degli Stati parte dalla Corte penale internazionale (CPI) in seguito a un caso controverso riguardante Almasri, un militare libico ricercato per crimini contro l’umanità. Almasri era stato arrestato in Italia a gennaio 2025, ma poco dopo è stato liberato e rimpatriato in Libia con un volo di Stato italiano. Questa decisione della Corte, riportata dall’agenzia ANSA, segna un passo significativo nella questione, che sarà discussa nell’incontro dell’Assemblea previsto per dicembre 2026.



Il deferimento dell’Italia da parte dei giudici della CPI conferma le accuse mosse dalla Procura, che sostiene che il governo di Giorgia Meloni non abbia rispettato i propri obblighi internazionali. Secondo la Corte, la liberazione di Almasri ha violato i trattati internazionali sottoscritti dall’Italia. L’esecutivo ha cercato di giustificare questa scelta con argomentazioni legate alla sicurezza nazionale e ai rapporti diplomatici, accusando la Corte di errori procedurali.

La Camera preliminare dell’Aja ha espresso un’opinione maggioritaria a favore del deferimento, con uno dei tre giudici che ha dissentito. La Corte ha stabilito che, dopo l’arresto di Almasri, su cui gravava un mandato di cattura internazionale, il governo italiano avrebbe dovuto contattare la CPI per procedere al trasferimento del militare nei Paesi Bassi. Questo trasferimento avrebbe consentito agli inquirenti di proseguire le indagini sui numerosi crimini subiti dai migranti in Libia.

Tuttavia, l’operazione non si è svolta come previsto. Un errore procedurale iniziale da parte della Digos di Torino, che ha effettuato l’arresto il 19 gennaio, non è stato corretto dal ministero della Giustizia. Di conseguenza, il fermo di Almasri è stato annullato due giorni dopo, permettendo al militare di essere rimpatriato a Tripoli.

In Italia, il caso ha portato a indagini sui ministri Nordio e Piantedosi, oltre che sul sottosegretario Mantovano, ma queste indagini sono state archiviate dal Parlamento, che ha rifiutato di procedere con il processo. Tuttavia, un’indagine è ancora aperta nei confronti della capo gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi, accusata di aver rilasciato false dichiarazioni ai pubblici ministeri.

La notizia del deferimento ha suscitato reazioni contrastanti. Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha commentato: “L’ennesima sortita della Corte penale internazionale contro l’Italia conferma la totale inattendibilità di questa roba. Davano ad Almasri il cartellino azzurro in Germania e poi dalla sera alla mattina quello rosso in Italia. Sono quantomeno daltonici, sempre inutili, talvolta dannosi. Gente da compatire. Poveretti”. Queste parole riflettono la posizione di ostilità della maggioranza nei confronti della CPI.

D’altro canto, Riccardo Ricciardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, ha commentato: “Giorgia Meloni ha gettato un’enorme vergogna sul nostro Paese. Liberare in quel modo uno stupratore di bambini e torturatore è stato un punto bassissimo della storia italiana. E altrettanto riportarlo a casa con un volo di Stato pagato con i soldi dei cittadini. Meloni e il suo governo dovrebbero scusarsi con ogni italiano e italiana di questo Paese”.



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