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Bambini nati tra il 1980 e il 1999: comprenderli meglio attraverso la psicologia di Carl Jung



Alcune generazioni crescono in periodi relativamente tranquilli, mentre altre vengono al mondo quando le strutture familiari iniziano ad allentarsi e il terreno sotto di loro comincia a cambiare. Coloro che sono nati tra il 1980 e il 1999 appartengono a questo secondo gruppo. Queste persone sono cresciute in un periodo in cui le certezze hanno iniziato a dissolversi prima che qualcosa di stabile le sostituisse.



Se ci pensate, l’infanzia di queste generazioni sembrava ordinaria e le loro aspettative riguardo alla scuola, alla vita sociale, alla famiglia e alla quotidianità erano chiare. Poi è arrivato Internet e le regole che erano abituati a seguire sono cambiate a partita in corso. Ciò che prima era solido come una roccia è diventato negoziabile.

Le persone nate tra il 1980 e il 1999 si sono trovate intrappolate tra due mondi; due epoche diverse che hanno influenzato il loro modo di pensare, sentire e vedere il mondo.
Pur essendo familiari con le tradizioni e tendendo ad attenervisi il più possibile, attribuiscono anche grande valore al progresso. Ai genitori di queste persone è sembrato che i loro figli iniziassero a ribellarsi all’improvviso, quando in realtà è ciò che gli psicologi — tra cui Carl Jung — hanno descritto come l’attivazione del mondo interiore quando le strutture esterne smettono di fornire significato.

Jung credeva che durante i periodi di transizione le persone si rivolgano verso l’interno non perché qualcosa non vada, ma perché qualcosa sta prendendo forma. Questa idea aiuta a spiegare perché molti appartenenti a questa generazione pongano domande difficili fin da giovani, si sentano a disagio con le routine superficiali e resistano a vite che “funzionano” sulla carta ma che dentro risultano vuote.

Molti di coloro che appartengono a queste generazioni riferiscono anche sogni vividi, forti reazioni emotive o improvvisi momenti di chiarezza. Questi sogni e immagini ricorrenti erano, secondo Jung, il modo con cui la psiche comunica quando il linguaggio non basta.

E quando vengono ignorati, non si manifestano necessariamente in modo drammatico, ma spesso si presentano come ansia generalizzata senza un chiaro fattore scatenante, una sensazione di non appartenere del tutto, o uno stato costante di stanchezza. Jung metteva in guardia dal fatto che la tensione interiore, se lasciata irrisolta, non scompare ma ritorna sotto forma di inquietudine.

Questa generazione è anche meno disposta a reprimere parti di sé. Jung chiamava le parti rifiutate della personalità “ombra” e sosteneva che la maturità derivi dall’integrazione, non dalla negazione.

La ricerca di autenticità può destabilizzare le famiglie che valorizzano ordine e prevedibilità, ma può anche condurre a una maggiore onestà emotiva.

Per i genitori, questo rappresenta una sfida. L’istinto è spesso quello di correggere, normalizzare o spingere verso soluzioni rapide. Ma il controllo raramente aiuta. La cosa più importante è esserci, ascoltare senza affrettarsi a risolvere, lasciare emergere le domande senza trattarle come minacce e offrire struttura senza soffocare il significato.

Le persone nate tra il 1980 e il 1999 vengono spesso descritte come smarrite, ma una descrizione più accurata potrebbe essere incompiute. Nei termini di Jung, si trovano nel mezzo di un lungo processo di armonizzazione tra ragione e scopo, permanenza e cambiamento, verità interiore e vita esteriore.

Come genitore di qualcuno che appartiene a questa cosiddetta “generazione smarrita”, il vostro sostegno, la vostra capacità di ascolto e la vostra pazienza possono essere il ponte che trasforma la loro sensibilità in forza e la loro ricerca in una vita ricca di significato.



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