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Arisa racconta la tricotillomania: cos’è il disturbo che porta a strapparsi i capelli



Durante la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Magica Favola”, Arisa ha aperto il suo cuore riguardo a una condizione che la affligge da anni: la tricotillomania. Questo disturbo, noto anche come hair-pulling disorder, è caratterizzato dall’impulso ricorrente di strappare i capelli, spesso in modo difficile da controllare. La cantante ha descritto il suo rapporto complesso con i capelli e le sfide quotidiane legate alla gestione di questa condizione.



Arisa ha spiegato che, in alcuni periodi, ha scelto di rasarsi i capelli per limitare l’impulso di strapparli. Questa decisione ha rappresentato una strategia concreta per affrontare il disturbo, riducendo la lunghezza dei capelli e, di conseguenza, la possibilità di mettere in atto il gesto compulsivo. Inoltre, ha rivelato di aver indossato parrucche durante alcune apparizioni pubbliche, una scelta che le ha permesso di gestire le conseguenze visibili del suo comportamento e di mantenere un’immagine professionale.

Dal punto di vista clinico, la tricotillomania è classificata nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR) tra i “disturbi ossessivo-compulsivi e correlati”. È caratterizzata non solo dallo strappare ripetutamente i capelli, ma anche da tentativi falliti di interrompere tale comportamento e da un disagio significativo nella vita quotidiana. A differenza dei disturbi ossessivi-compulsivi, nella tricotillomania il comportamento non è indotto da ossessioni legate all’aspetto, ma è spesso associato a stati di tensione, ansia o stress, che trovano un sollievo temporaneo nello strappo.

Le statistiche indicano che la tricotillomania colpisce circa l’1-2% della popolazione, con una prevalenza maggiore tra le donne, specialmente a partire dall’adolescenza. Questo disturbo è riconosciuto come uno dei body-focused repetitive behaviors (BFRBs), un insieme di comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo.

Le cause della tricotillomania non sono uniche e sono oggetto di studi approfonditi. Ricerche suggeriscono che una combinazione di fattori psicologici e biologici può contribuire allo sviluppo del disturbo. Tra questi fattori, vi sono difficoltà nella regolazione delle emozioni, stati di ansia prolungata, tratti di impulsività e vulnerabilità neurobiologiche. Spesso, il gesto di strapparsi i capelli è associato a un temporaneo sollievo dalla tensione interna, un meccanismo di rinforzo negativo che contribuisce al mantenimento del comportamento.

Il decorso della tricotillomania è solitamente altalenante, con periodi di maggiore controllo alternati a fasi di difficoltà, specialmente in momenti di stress significativo. Molte persone cercano di nascondere i segni visibili dello strappo, adottando strategie per coprire le aree diradate e evitando situazioni in cui potrebbero sentirsi giudicate. Vergogna e isolamento sono esperienze comuni tra chi vive con questo disturbo. La scelta di Arisa di parlarne pubblicamente può contribuire a ridurre lo stigma associato, un aspetto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera fondamentale per la salute mentale.

Per quanto riguarda i trattamenti, la tricotillomania è spesso affrontata attraverso una forma di terapia cognitivo-comportamentale chiamata training di inversione delle abitudini. Questa tecnica aiuta i pazienti a riconoscere precocemente l’impulso di strapparsi i capelli, identificare i fattori scatenanti e sostituire il gesto con comportamenti alternativi. Il percorso terapeutico può includere anche strategie di regolazione emotiva e gestione dello stress. In presenza di ansia o depressione associate, può essere valutato un supporto farmacologico, sempre sotto supervisione medica.



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