Secondo Dagospia, la chiusura anticipata di “Lo stato delle cose” e il mancato rinnovo del contratto di Massimo Giletti sarebbero legati all’ospitata di Fabrizio Corona.
La trasmissione “Lo stato delle cose”, condotta da Massimo Giletti su Rai3, terminerà a fine marzo. La decisione, motivata dalla Rai con l’“esaurimento del budget”, si intreccia con un ulteriore nodo: la scadenza del contratto biennale del conduttore, prevista a fine giugno. È quanto ricostruisce un “Dagoreport” pubblicato da Dagospia, che collega l’epilogo del programma e le prospettive contrattuali di Giletti alle tensioni seguite all’ospitata di Fabrizio Corona e ai rapporti tra Rai, politica e Mediaset.
Secondo la ricostruzione, il tema si inserisce in una traiettoria già vista negli ultimi anni: nel 2023, La7 annunciò la chiusura, definita sospensione “con effetto immediato”, di “Non è l’Arena”. Dagospia attribuisce quella scelta soprattutto a ragioni economiche, citando costi di produzione ritenuti molto elevati rispetto alla media dei talk e una raccolta pubblicitaria insufficiente a coprirli. Nel racconto si aggiunge l’elemento dei contenuti: la trasmissione avrebbe cercato spazio su temi controversi, fino alle ospitate di figure poi finite al centro di polemiche e contenziosi, come Salvatore Baiardo, indicato come “Gelataio di Omegna”, in relazione a dichiarazioni sulla stagione delle stragi e sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.
Il passaggio successivo, sempre secondo Dagospia, porta a Viale Mazzini: chiuse le porte di La7 e ritenute “invalicabili” quelle di Mediaset, Giletti sarebbe rientrato in Rai anche grazie a un sostegno politico. Viene citato un tweet di Matteo Salvini: “Il mio abbraccio a Massimo e alla sua squadra. L’ho sempre stimato e spero di rivederlo in video al più presto”. Dagospia collega quel supporto a una frequentazione televisiva precedente e ricorda, nel suo resoconto, una puntata realizzata dalla Piazza Rossa di Mosca, con interviste che suscitarono discussioni, tra cui quella alla portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova e al giornalista russo Vladimir Solovyev.
La ricostruzione aggiunge che il ritorno in Rai, due anni fa, avvenne con la conduzione di “Lo stato delle cose”, ma che la gestione degli ospiti e dei temi sarebbe tornata a generare frizioni. Dagospia sostiene che la decisione di chiudere a fine marzo non sarebbe stata determinata dagli ascolti: negli ultimi mesi, viene riportato, il programma avrebbe spesso superato il milione di spettatori, con uno share tra il 6 e il 7%, dato considerato solido per un talk politico di Rai3.
In merito alla comunicazione interna, Dagospia riferisce che il direttore dei programmi di Approfondimento, Paolo Corsini, avrebbe indicato come motivo la fine delle risorse disponibili: “esaurimento del budget”. Alla chiusura di una puntata, lo stesso Giletti avrebbe detto: “Per un po’ staremo ancora qua, poi vedremo. Ad maiora”. Nel pezzo viene anche richiamato quanto scritto da Giuseppe Candela su Fattoquotidiano.it: “Poco prima di chiudere il programma”, ha sottolineato Giuseppe Candela sul Fattoquotidiano.it, “dopo aver richiesto delle immagini del drone non disponibili (“Non ce l’hanno“, ha constatato Giletti con non poco stupore), ha aggiunto: “Sono un italiano fuori posto che vive in Italia, ma con me ci sono ancora tante persone fuori posto, oneste, che hanno la schiena dritta e lottano per un paese migliore”. Con la volontà di lanciare un messaggio”. Dagospia riporta inoltre una dichiarazione rilasciata dal conduttore a Fanpage.it: “Viva il merito!”.
Il punto di svolta, nel racconto di Dagospia, coincide con la presenza di Fabrizio Corona nella puntata del 12 gennaio e con una serie di affermazioni pronunciate in studio, in particolare su Marina Berlusconi e sull’assetto di Mediaset. Dagospia sottolinea che, in passato, Corona era già stato ospite in Rai (vengono citati “Belve” di Francesca Fagnani, “Domenica In” di Mara Venier e “Ciao Maschio” di Nunzia De Girolamo), e ricorda anche un collegamento telefonico con Fiorello su Radio2 durante “La Pennicanza”. Ma, secondo il sito, l’intervento da Giletti avrebbe avuto un impatto diverso per i contenuti: “Di Signorini non mi frega un cazzo, io ho attaccato l’uomo più importante del sistema della comunicazione, l’uomo più importante di Mediaset”. E ancora: “Ho dato la notizia che Marina Berlusconi, non Pier Silvio, vuole scendere in politica. Nel momento in cui lei scende in politica, racconti anche il sistema Signorini”. Nel prosieguo, viene riportato: “Attaccare Mediaset potrebbe anche significare attaccare politicamente la famiglia Berlusconi? Ecco, io ho dato una notizia il 19 dicembre che Marina scende in politica, che Marina Berlusconi vuole scendere in politica, non Piersilvio. E questa roba qua è uscita sotto le righe, c’è”. E infine: “E quindi nel momento in cui racconti che Marina scende in politica. Racconti anche il sistema Signorini, c’è di mezzo la politica. Io vorrei fare una contro-politica che ostacola un potere che non è capace”.
Sempre secondo Dagospia, quelle frasi avrebbero alimentato la reazione dei vertici Mediaset, con contatti arrivati “ai piani alti” della Rai anche tramite canali politici. Nel racconto viene citata Deborah Bergamini, vicesegretaria e vice capogruppo alla Camera, indicata come vicina a Marina Berlusconi, e viene menzionato l’Ad Rai Giampaolo Rossi. Dagospia sostiene inoltre che, in questo contesto, il contratto di Giletti in scadenza a giugno rischierebbe di non essere rinnovato.
Il “Dagoreport” descrive anche un quadro politico diverso rispetto al 2023–2024, richiamando le difficoltà attuali della Lega e il ridimensionamento del ruolo di Salvini. Viene citato il presidente facente funzioni Rai Antonio Marano e, sullo sfondo, la causa di diffamazione aggravata presentata da Giorgia Meloni contro Fabrizio Corona, secondo quanto riportato dall’articolo. Nel finale, Dagospia accosta la situazione di Giletti a quella di Barbara D’Urso, definita “reietta” del Biscione, nell’ambito di un ragionamento sulle scelte editoriali e sui rapporti tra gruppi televisivi.



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