​​


Addio a Zoe, la Golden Retriever che aiutò i soccorritori in seguito al crollo del Ponte Morandi.



A soli due anni, Zoe, una Golden Retriever appartenente all’Unità cinofila dei Vigili del Fuoco di Imperia, ha svolto un ruolo cruciale nelle operazioni di soccorso dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, avvenuto il 14 agosto 2018. La sua sensibilità e il suo fiuto hanno contribuito in modo significativo alla ricerca delle persone disperse tra le macerie. Purtroppo, Zoe è venuta a mancare a causa di una malattia, lasciando dietro di sé un ricordo indelebile di dedizione e coraggio.



La notizia della sua scomparsa è stata comunicata dal suo conduttore, Rocco Tufarelli, responsabile dell’Unità cinofila dei Vigili del Fuoco di Imperia e tecnico del Nucleo cinofilo regionale. In un messaggio pubblicato sui social, Tufarelli ha scritto: “Ciao piccola, sei stata un regalo. Mi hai dato tanto come collega e tanto come compagna di mille passeggiate e avventure. Ti sei addormentata con tutto il branco vicino. Virginia ha fatto più del possibile, ma non è bastato per combattere la tua patologia. Fai buon viaggio, ciao Zoe.”

La storia di Zoe è particolarmente legata ai giorni immediatamente successivi al disastro del Ponte Morandi, in cui persero la vita 43 persone. Arrivata a Genova con il suo conduttore tra le prime squadre di soccorso, ha affrontato la sua prima missione operativa in un contesto estremamente difficile, caratterizzato da blocchi di cemento e lamiere deformate, con il costante rischio di nuovi cedimenti.

I cani delle unità cinofile, come Zoe, sono stati addestrati specificamente per localizzare persone disperse grazie al loro olfatto, che è notevolmente più sviluppato rispetto a quello umano. Questi animali sono in grado di percepire l’odore di una persona anche sotto grandi quantità di detriti, aiutando i soccorritori a focalizzarsi sui punti giusti per le ricerche.

Durante le operazioni di soccorso a Genova, Zoe subì un infortunio a una zampa mentre lavorava tra le macerie. Nonostante il dolore, continuò a guidare i soccorritori fino a un’automobile sepolta sotto i detriti, dove si trovavano due persone e un cane. Dopo aver ricevuto cure da un veterinario, tornò rapidamente al lavoro al fianco dei Vigili del Fuoco fino alla conclusione della missione. Questo episodio divenne uno dei simboli del lavoro delle unità cinofile durante l’emergenza e nel 2019 le valse il Premio Fedeltà del Cane di San Rocco di Camogli, un riconoscimento dedicato ai cani che si sono distinti per coraggio e servizio alla comunità.

Negli anni successivi, Zoe ha continuato a prestare servizio nell’Unità cinofila dei Vigili del Fuoco di Imperia, partecipando a numerosi interventi di ricerca e soccorso. Oltre al lavoro operativo, ha anche preso parte a incontri nelle scuole della provincia, dove insieme al suo conduttore spiegava ai bambini l’importanza del lavoro dei cani da soccorso e la collaborazione tra esseri umani e animali nelle operazioni di emergenza.

Con la morte di Zoe, il mondo del soccorso italiano perde una delle sue protagoniste silenziose. Tuttavia, il suo ricordo rimarrà vivo non solo per il suo contributo durante il crollo del Ponte Morandi, ma anche per l’impegno quotidiano di centinaia di cani e conduttori che, lontano dai riflettori, intervengono ogni anno nella ricerca di persone disperse o intrappolate a causa di terremoti, frane, alluvioni e altre emergenze. La sua storia è un tributo al coraggio e alla dedizione che caratterizzano il lavoro delle unità cinofile in situazioni critiche.

Visualizzazioni: 14


Add comment