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Il caldo estivo, unito al delirio bonelliano di Fratoinanni, ci avverte che il clima peggiorerà se la destra resterà al potere.



Il leader di Avs Nicola Fratoianni interviene sui costi economici e sociali del caldo estremo, chiedendo nuove misure contro emissioni e crisi climatica.



Il caldo estivo e le conseguenze economiche delle temperature elevate entrano nuovamente nel confronto politico. Dopo le dichiarazioni di Angelo Bonelli, anche Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, interviene sul tema della crisi climatica e chiama in causa le politiche adottate dal governo guidato da Giorgia Meloni. Al centro del suo intervento ci sono i costi attribuiti agli eventi climatici estremi, gli effetti sulle attività produttive e le misure che, secondo l’esponente dell’opposizione, dovrebbero essere adottate per ridurre le emissioni.

Fratoianni ha affidato a Facebook un lungo intervento nel quale quantifica in 22 miliardi di euro all’anno l’impatto economico del caldo estremo. Il parlamentare collega questa cifra a una serie di conseguenze che vanno dagli incendi alla siccità, passando per il maggiore utilizzo dei sistemi di climatizzazione e per la riduzione della produttività dei lavoratori durante i periodi caratterizzati dalle temperature più alte.

Nel suo messaggio, il leader di Avs scrive: «Ventidue miliardi: questo è il prezzo che paghiamo ogni anno per il caldo estremo figlio della crisi climatica, secondo le ultime inchieste. Come un’intera manovra di bilancio. Incendi che devastano il Paese, siccità che distrugge i raccolti e prosciuga i fiumi, come le maggiori spese per tenere accesi i condizionatori o la produttività di chi lavora che crolla alle alte temperature. Per non parlare delle migliaia di morti premature a causa delle ondate di calore: oltre 10mila in Europa solo durante l’ultima settimana di giugno».

L’intervento si inserisce in una fase in cui le temperature estive e le conseguenze delle ondate di calore sono diventate anche un terreno di confronto tra maggioranza e opposizione. Nei giorni precedenti era stato Angelo Bonelli, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, a intervenire sul tema, criticando l’azione dell’esecutivo in materia ambientale e climatica.

Con il nuovo intervento, Fratoianni amplia il ragionamento concentrandosi non soltanto sulle temperature, ma anche sulle conseguenze economiche e sociali che associa alla crisi climatica. Nel messaggio vengono citati gli incendi, la disponibilità delle risorse idriche, le ripercussioni della siccità sull’agricoltura, i consumi energetici legati alla climatizzazione degli edifici e gli effetti delle alte temperature sul lavoro.

Il passaggio politicamente più netto riguarda però il giudizio espresso nei confronti dell’attuale governo. Secondo il leader di Avs, senza un cambiamento delle politiche ambientali il quadro sarebbe destinato a deteriorarsi ulteriormente.

«E che sia chiaro: di questo passo la situazione – prosegue il leader rossoverde – non potrà fare altro che peggiorare. Per questo è sempre più urgente farla finita con climafreghisti e negazionisti, come chi ci governa. Servono subito – conclude Fratoianni – azioni per ridurre le nostre emissioni. Mettere in sicurezza persone, attività e territorio dalla crisi climatica. E fare in modo che non siano i più deboli a pagare. Perché giustizia sociale e giustizia climatica camminano insieme. O non camminano. Ed è è quello che intendiamo fare».

Il messaggio di Fratoianni individua quindi due livelli di intervento. Da una parte la riduzione delle emissioni, considerata necessaria per contrastare le cause del cambiamento climatico; dall’altra l’adattamento dei territori e delle attività economiche agli effetti delle temperature estreme e degli altri fenomeni associati alla crisi climatica.

Il leader di Avs pone inoltre l’accento sulla dimensione sociale delle politiche ambientali. Nella sua impostazione, i provvedimenti necessari per affrontare il cambiamento climatico dovrebbero essere costruiti evitando che i relativi costi ricadano soprattutto sulle fasce economicamente più fragili. Da qui il collegamento esplicito tra giustizia sociale e giustizia climatica contenuto nel suo intervento.

Alla domanda su quale debba essere l’obiettivo politico, Fratoianni sintetizza la posizione con una formula: «Cambiare la rotta per impedire il peggio».

Le dichiarazioni hanno riacceso il confronto sulle responsabilità della politica nazionale nella gestione della transizione ambientale. Il punto di scontro riguarda soprattutto quali misure adottare, con quali tempi e quale distribuzione dei costi tra famiglie, imprese e settore pubblico. Il tema comprende infatti interventi che possono riguardare energia, trasporti, industria, edilizia, agricoltura e protezione del territorio.

Il dibattito assume inevitabilmente anche una dimensione politica. Alleanza Verdi e Sinistra ha fatto della transizione ecologica e della lotta al cambiamento climatico alcuni dei principali punti della propria iniziativa parlamentare, mentre il confronto con il centrodestra riguarda frequentemente modalità e conseguenze economiche delle politiche ambientali.

Nel messaggio di Fratoianni, il riferimento al governo non attribuisce materialmente all’esecutivo la responsabilità delle singole giornate di caldo, ma contesta l’orientamento politico della maggioranza sul contrasto alla crisi climatica. Il leader di Avs sostiene infatti che l’assenza di interventi più incisivi sulle emissioni possa contribuire, insieme al quadro internazionale, a rendere più difficili da affrontare gli effetti del riscaldamento globale.

Resta così aperto il confronto tra maggioranza e opposizione sulle strategie da adottare. Da una parte Avs chiede un’accelerazione delle politiche di riduzione delle emissioni e maggiori interventi per proteggere cittadini, lavoratori, imprese e territori; dall’altra il dibattito politico riguarda la sostenibilità economica delle misure e l’impatto della transizione sulle attività produttive e sulle famiglie.

Con gli interventi di Bonelli e Fratoianni, il caldo estivo diventa dunque un nuovo capitolo dello scontro politico sulle politiche climatiche. Una discussione destinata a proseguire tra richieste di interventi più rapidi, valutazioni sui costi della transizione ecologica e confronto sulle strategie necessarie per affrontare gli effetti delle temperature estreme.

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