Bunny Levine è morta a 97 anni nella sua casa di Los Angeles. Dopo 25 anni da bibliotecaria aveva costruito una lunga carriera nel cinema americano.
È morta a 97 anni Bunny Levine, attrice caratterista statunitense conosciuta dal grande pubblico per le numerose apparizioni in produzioni cinematografiche e televisive, tra cui Una mamma per amica, La La Land, Law & Order, Ugly Betty e Shameless. L’attrice si è spenta giovedì 20 agosto nella sua abitazione di Tarzana, quartiere di Los Angeles, in California. Il decesso è stato attribuito a cause naturali.
La mattina della sua morte le forze dell’ordine erano state chiamate nell’abitazione dopo la segnalazione di una persona che non rispondeva. Una volta arrivati sul posto, insieme ai soccorritori, gli agenti hanno constatato il decesso. Levine sarebbe morta serenamente nel sonno. Il suo rappresentante ha successivamente confermato la scomparsa dell’attrice.
La morte chiude una vicenda professionale particolarmente lunga e insolita nel panorama dello spettacolo statunitense. Prima di arrivare stabilmente davanti alle telecamere, infatti, Bunny Levine aveva trascorso circa 25 anni lavorando nel mondo della scuola. Soltanto dopo il pensionamento decise di dedicarsi con continuità alla passione per la recitazione che coltivava fin dalla giovinezza.
Nata il 22 dicembre 1928 a East Orange, nel New Jersey, Bunny Levine si era interessata al teatro già durante gli anni della scuola, partecipando a spettacoli e rappresentazioni. La recitazione, tuttavia, non diventò immediatamente la sua professione. Scelse invece di proseguire gli studi universitari e conseguì titoli alla New York University e alla Columbia University.
Concluso il percorso accademico, iniziò a lavorare come bibliotecaria scolastica. Un’attività che avrebbe svolto per circa un quarto di secolo mentre cresceva i tre figli avuti con il marito Bernard “Bernie” Levine. La famiglia e il lavoro nell’istruzione occuparono così una parte consistente della sua vita adulta, senza però cancellare definitivamente l’interesse per il mondo dello spettacolo.
Una volta lasciato il lavoro, Levine tornò a studiare recitazione e cominciò a sostenere provini. Le prime esperienze professionali arrivarono quando aveva già un’età nella quale molti attori iniziano a ridurre la propria attività. Nel suo caso avvenne il contrario: il pensionamento rappresentò l’inizio di una nuova carriera destinata a proseguire per decenni.
Nel 1991, insieme al marito, fondò a New York Actors Connection, realtà nata con l’obiettivo di mettere in contatto interpreti e professionisti dell’industria dello spettacolo. Dopo la morte di Bernard Levine, avvenuta nel 2003, l’attrice si trasferì a Los Angeles, avvicinandosi ulteriormente al centro dell’industria cinematografica e televisiva statunitense.
Da quel momento le partecipazioni aumentarono. Uno dei ruoli ricordati dagli spettatori italiani è quello della signora Thompson in Una mamma per amica. Il personaggio compare nella quinta stagione della serie ed entra in una vicenda che coinvolge Luke, interpretato da Scott Patterson, a causa di una barca conservata nel garage di una proprietà della donna.
La televisione rappresentò una parte importante della carriera di Bunny Levine. Nel corso degli anni apparve, spesso in ruoli secondari ma riconoscibili, in produzioni come Law & Order, Tutti amano Raymond, Ugly Betty, Criminal Minds, 2 Broke Girls, The Mindy Project, New Girl, Shameless e Fuller House. La sua filmografia televisiva comprende inoltre numerose altre partecipazioni che le permisero di lavorare con continuità.
Parallelamente arrivarono i ruoli per il grande schermo. Levine partecipò a La La Land, il musical diretto da Damien Chazelle, e lavorò più volte in produzioni legate ad Adam Sandler. Comparve infatti in Zohan – Tutte le donne vengono al pettine, Sandy Wexler e Non sei invitata al mio Bat Mitzvah.
Negli ultimi anni la sua attività non si era fermata. Tra i lavori più recenti figurano Thelma e Sacramento, entrambi usciti nel 2024, oltre a produzioni distribuite nel 2026. La sua carriera davanti alla macchina da presa ha attraversato così quasi quattro decenni, arrivando fino agli ultimi mesi della sua vita.
Nonostante avesse superato ampiamente i novant’anni, Bunny Levine continuava infatti a partecipare ai provini. Il suo rappresentante ha riferito che aveva lavorato ancora nel giugno 2026, appena due mesi prima della morte. La recitazione, iniziata professionalmente in età avanzata, era quindi rimasta una presenza costante fino alla fine.
Nel raccontare il percorso intrapreso dopo il pensionamento, l’attrice aveva espresso la soddisfazione di essere riuscita a trasformare un desiderio giovanile in una seconda professione. A proposito della felicità trovata grazie alla recitazione aveva dichiarato: “Mi auguro che tutti possano provare questa felicità”.
Bunny Levine lascia i tre figli Marty Levine, Francie Levine e Joe Levine, oltre ai nipoti Robin e Jeffrey. La sua storia resta legata a una carriera costruita fuori dai percorsi più consueti di Hollywood: dopo decenni trascorsi tra scuola e famiglia, trasformò la passione coltivata fin dall’infanzia in un’attività professionale proseguita fino a 97 anni.



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