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Andrea Mamaliga, 22 anni, è stato trovato senza vita dopo essere precipitato per 200 metri sulla ferrata del Vajo Scuro nel Gruppo del Fumante.



Il corpo di Andrea Mamaliga, un giovane di 22 anni, è stato rinvenuto nelle prime ore del pomeriggio di lunedì 31 agosto, dopo giorni di ricerche nel Gruppo del Fumante. Il ragazzo era disperso dal sabato precedente, quando si era avventurato nella ferrata del Vajo Scuro con l’intenzione di trascorrere la notte in rifugio. Le circostanze che hanno portato alla sua morte sono attualmente in fase di accertamento, ma si presume che sia caduto per oltre 200 metri.



L’allerta per la sua scomparsa è scattata nella serata di domenica, quando gli operatori del Soccorso alpino hanno rinvenuto l’auto di Mamaliga parcheggiata presso il Rifugio Battisti. Le squadre di soccorso, composte da membri delle unità di Recoaro – Valdagno, Schio e Arsiero, insieme ai soccorritori della Guardia di finanza, hanno immediatamente avviato le operazioni di ricerca, utilizzando anche un elicottero proveniente da Venezia.

Le ricerche si sono svolte sia via terra che in volo, con il supporto dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri. Nel pomeriggio di lunedì, un escursionista ha contattato i soccorritori per segnalare di aver trovato alcuni oggetti appartenenti al giovane, che aveva raccolto pensando fossero stati abbandonati. Avendo appreso della ricerca in corso, ha deciso di avvertire i soccorritori.

Le operazioni di ricerca si sono quindi concentrate nella parte bassa della ferrata del Vajo Scuro. Una squadra di soccorso ha iniziato a calarsi lungo la verticale, trovando progressivamente vari oggetti riconducibili a Mamaliga. Poco dopo, un drone utilizzato per supportare le operazioni ha purtroppo individuato il corpo senza vita del ragazzo di Saonara (PD).

I soccorritori hanno raggiunto il luogo del ritrovamento e hanno comunicato le coordinate all’elicottero di emergenza di Verona, che ha provveduto al recupero del corpo e al trasporto fino al campo base presso il Rifugio Battisti. Si stima che Mamaliga sia caduto poco dopo aver iniziato la salita della ferrata, precipitando per oltre 200 metri.

Andrea Mamaliga era un giovane laureato in ingegneria e un appassionato di arti marziali. La notizia della sua morte ha colpito profondamente la comunità di Saonara, dove molti lo ricordano come un ragazzo che amava la montagna e lo sport. Un messaggio diffuso online esprime il dolore della comunità: “Un ragazzo che amava la montagna e lo sport più di ogni altra cosa, portato via troppo presto da quella stessa passione che lo aveva accompagnato da sempre, fin dai primi passi.”

Una conoscente ha condiviso un ricordo toccante: “Porteremo sempre nel cuore il ricordo di quel piccolo bimbo dagli occhi vispi e curiosi e il suo entusiasmo contagioso. Questa notizia mi addolora molto. Ciao, dolce angelo.”

Le indagini continuano per chiarire le circostanze esatte della caduta. Gli esperti del soccorso alpino stanno analizzando le condizioni meteo e il percorso della ferrata per comprendere meglio cosa possa essere accaduto. Questo tragico evento ha sollevato interrogativi sulla sicurezza delle attività di arrampicata e sull’importanza di seguire le precauzioni necessarie quando si affrontano percorsi montani.

Il ritrovamento del corpo di Andrea Mamaliga rappresenta una conclusione tragica per le ricerche che hanno coinvolto non solo i soccorritori, ma anche la famiglia e gli amici del giovane, che hanno sperato fino all’ultimo in un esito diverso. La comunità di Saonara si unisce nel cordoglio per la perdita di un giovane promettente, la cui vita è stata stroncata in un incidente che ha lasciato un segno profondo nei cuori di chi lo conosceva.

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