A DiMartedì l’ex M5S attacca il dibattito sulle primarie, accusa l’esecutivo di immobilismo e sostiene pescatori, agricoltori e autotrasportatori; sullo sfondo i provvedimenti per 11 minorenni dopo gli scontri a Milano.
«Hanno aspettato anche troppo per scioperare». È una delle frasi con cui Alessandro Di Battista, ospite a DiMartedì su La7, ha rivendicato le ragioni delle categorie scese in piazza nelle ultime settimane, spostando l’attenzione dal tema dell’ordine pubblico alle difficoltà economiche indicate come causa delle proteste. Nello stesso intervento l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle ha attaccato il dibattito nel cosiddetto campo largo e ha criticato l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di non dare risposte concrete.
Alessandro Di Battista: L’affondo sul campo largo: primarie e priorità
Nel suo intervento televisivo, Di Battista ha puntato il dito contro Elly Schlein e Giuseppe Conte. Il bersaglio, in particolare, è la discussione interna all’opposizione sulla leadership e sulle primarie: un confronto che, secondo la sua lettura, rischia di apparire distante dalla vita quotidiana delle persone in una fase che lui descrive come critica.
La contestazione non riguarda soltanto l’opportunità di fare o meno le primarie, ma il fatto stesso che la politica finisca per concentrarsi su regole e modalità della consultazione mentre, sempre secondo Di Battista, la situazione richiederebbe scelte e temi diversi. In questo quadro, l’ex esponente M5S sostiene che la distanza tra problemi dei cittadini e dibattito dei partiti rappresenti uno dei punti deboli dell’attuale opposizione.
Le critiche al governo Meloni e la “crisi europea”
Accanto alle stoccate al centrosinistra, Di Battista ha esteso le accuse all’esecutivo. Nel suo ragionamento, la fase che l’Europa sta attraversando non è riducibile alla sola dimensione economica: la definisce una crisi più ampia, che investe anche politica, democrazia ed equilibri sociali, fino a toccare aspetti demografici.
Da questa premessa deriva l’attacco al governo di Giorgia Meloni, descritto come sostanzialmente fermo di fronte alle difficoltà che alimentano il malcontento. Si tratta, nel suo intervento, di una valutazione politica: Di Battista collega l’inerzia attribuita all’esecutivo alla crescita della tensione sociale e alla mobilitazione di alcune categorie produttive.
Proteste di autotrasportatori, agricoltori e pescatori: condanna della violenza e sostegno alle ragioni
Nel passaggio dedicato alle manifestazioni, Di Battista ha citato le iniziative che hanno visto coinvolti autotrasportatori, agricoltori e pescatori, indicandole come espressione di un disagio economico. Nello stesso tempo, ha preso le distanze dagli episodi di violenza e dai danneggiamenti ai negozi avvenuti durante alcune proteste.
Il punto centrale, tuttavia, è la critica al modo in cui viene costruito il racconto pubblico delle mobilitazioni: secondo Di Battista, l’attenzione finisce spesso per concentrarsi sugli scontri, lasciando sullo sfondo le motivazioni di chi scende in piazza. In questo contesto ha espresso solidarietà alle categorie citate e ha sostenuto che lo sciopero sia arrivato tardi rispetto alle difficoltà denunciate.
Nel suo intervento ha anche allargato il significato della parola “violenza”, includendovi le condizioni di precarietà lavorativa. Tra gli esempi portati, ha richiamato la situazione di chi lavora con compensi molto bassi, contrapponendo queste condizioni quotidiane al peso che, nel dibattito politico, assumono i soli temi di ordine pubblico.
Gli scontri di Milano: misure cautelari per undici minorenni
Le dichiarazioni televisive si inseriscono mentre, sul piano giudiziario, proseguono gli sviluppi relativi agli scontri avvenuti a Milano durante le manifestazioni di sabato 17 ottobre (anno non indicato nella fonte). Secondo quanto riportato, undici minorenni coinvolti nei disordini sono stati raggiunti da provvedimenti cautelari disposti dai giudici per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Milano.
Le misure, viene riferito, variano in base alle singole posizioni: per alcuni è stato disposto il collocamento in comunità, per altri l’obbligo di permanenza in casa. Sempre secondo la fonte, gli arresti dei giovani fermati sono stati convalidati.



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