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Siher scarcerato, il Sindacato di Polizia durissimo contro i giudici: "I poliziotti li arrestano e i giudici li liberano" - Baritalia News

Scarcerazione di Youssef Siher, la dura presa di posizione del sindacato di Polizia Coisp contro i giudici

Il segretario generale Domenico Pianese contesta la decisione della gip di Milano Tiziana Landoni di non convalidare il fermo del trentenne indagato per i disordini del Movimento 17 ottobre



Il segretario generale Domenico Pianese contesta la decisione della gip di Milano Tiziana Landoni di non convalidare il fermo del trentenne indagato per i disordini del Movimento 17 ottobre



La scarcerazione di Youssef Siher ha scatenato la dura reazione del sindacato di Polizia Coisp, che ha criticato apertamente la decisione della magistratura milanese. Al centro della polemica c’è il provvedimento emesso dalla gip di Milano Tiziana Landoni, la quale ha respinto la richiesta della Procura di convalidare il fermo e applicare la custodia cautelare in carcere nei confronti del trentenne ricercato.

Siher era stato fermato con l’accusa di essere l’amministratore del canale Telegram Movimento 17 ottobre, aperto dopo le tensioni e le violenze avvenute nel capoluogo lombardo durante le recenti mobilitazioni di piazza e contestate dagli inquirenti con ipotesi di reato molto gravi che riguardano l’istigazione e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche che hanno richiesto un grandissimo impegno operativo agli agenti impegnati sul campo

La scarcerazione di Siher, ricercatore trentenne indagato nell’inchiesta sulle mobilitazioni del Movimento 17 ottobre a Milano, ha suscitato molte polemiche. Il segretario generale del sindacato Domenico Pianese ha espresso aspre critiche contro la decisione della gip, definendola uno schiaffo agli agenti. Le forze dell’ordine hanno lavorato duramente sul campo per contrastare le violenze di piazza. La misura adottata dalla gip milanese Tiziana Landoni ha negato la convalida del fermo richiesto dalla Procura. Questo provvedimento giudiziario ha generato forte malcontento tra gli operatori di polizia impegnati nella tutela della sicurezza pubblica nelle strade cittadine lombarde durante i recenti e complessi disordini provocati dai gruppi di manifestanti molto violenti in centro.

Gli inquirenti avevano ipotizzato i reati di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La gip ha però ritenuto insussistenti i gravi indizi di colpevolezza necessari per la misura cautelare, motivando che i contenuti pubblicati facevano riferimento a forme di protesta e disobbedienza civile senza prospettare esplicitamente azioni violente o criminose. Questa decisione ha provocato la ferma opposizione del segretario generale del Coisp Domenico Pianese, il quale ha espresso il proprio disappunto con dichiarazioni molto severe.

Secondo il rappresentante sindacale, la liberazione dell’indagato rappresenta uno schiaffo agli agenti impegnati sul campo e mette in evidenza una distanza preoccupante tra gli interventi delle forze dell’ordine e le successive valutazioni dell’autorità giudiziaria. Pianese ha definito il provvedimento come la palese dimostrazione di un disallineamento pericoloso tra l’operato di chi tutela la sicurezza e la risposta del sistema giudiziario. Il sindacalista ha inoltre ricordato le difficoltà affrontate dagli operatori durante le manifestazioni caratterizzate da danneggiamenti, saccheggi e scontri di piazza, sottolineando il rammarico e l’amarezza per il sacrificio di centinaia di colleghi intervenuti per ristabilire l’ordine pubblico.

Nella nota diffusa dal sindacato, viene evidenziato il contrasto tra il rischio corso dagli agenti per difendere le città e un meccanismo che finisce per vanificare tale tutela e mortificare l’impegno profuso. La contestazione mossa dal Coisp investe anche l’efficacia complessiva delle norme sulla sicurezza e dei decreti adottati dal Governo. Per il segretario generale, l’assenza di continuità tra l’intervento della polizia e la sanzione giudiziaria rischia di rendere totalmente inutili gli sforzi e la dedizione quotidiana delle forze dell’ordine nei servizi di prevenzione e controllo del territorio.

Va ricordato che la mancata convalida del fermo non equivale a un’assoluzione e non preclude la prosecuzione delle indagini coordinate dalla Procura, riguardando esclusivamente i presupposti giuridici della privazione della libertà personale rispetto all’accertamento definitivo delle responsabilità penali. Ciononostante, il sindacato insiste sulle gravi ricadute operative che decisioni di questo tipo determinano sul personale impegnato nei servizi di ordine pubblico. La questione sollevata dal Coisp riaccende il dibattito sul rapporto tra l’azione repressiva e investigativa della polizia e le valutazioni dei giudici nelle indagini relative alle proteste di piazza a Milano.



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