Pulcini tritati vivi, video choc di denuncia

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Come avviene la produzione industriale di oltre 525 milioni di pulcinidestinati ogni anno al mercato della carne? La schiusa delle uova avviene in forni a temperatura controllata. Come mostra il video – girato da un’infiltrata dell’associazione di ” Essere Animali” – migliaia di pulcini, così piccoli e indifesi, vengono torturati, tritati e maltrattati senza alcuna sosta e in maniera del tutto brutale. Vengono quindi trasportati prima in un reparto in cui vengono separati in base al sesso, per poi essere successivamente vaccinati. Altri invece soffocano per il mancato spazio sopra il rullo oppure cadono sul pavimento finendo per essere schiacciati dagli operai. Essere Animali denuncia in particolare come i pulcini a migliaia muoiono o rimangono incastrati con le zampe nei macchinari senza che nessuno si occupi di loro visti i ritmi di lavoro frenetici.

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Ma ciò che è ancora più crudele e assurdo è che “la macerazione dei pulcini sia consentita dalla legge – continua Montuschi -, una pratica assolutamente legale e sconosciuta ai consumatori”. “I pulcini deboli e feriti sono tritati vivi in un maceratore“. Possono attendere anche ore prima di essere uccisi.

Il problema è che questa procedura – la triturazione da vivi, appunto – è prevista dalla legge: la normativa sulla protezione degli animali durante l’abbattimento (Regolamento CE n. 1099/2009) sottolinea come si debba “procurare la morte istantanea degli animali”.

Se il destino dei pulcini maschi è terribile, poiché passano dall’incubatrice al tritacarne senza soluzione di continuità, in molti allevamenti le cose non vanno meglio alle loro sorelle, poiché viene loro tagliata la punta del becco con un apposito strumento per evitare che si feriscano, vivendo il resto della loro vita con terribili dolori.

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In Italia il consumo pro capite di questa carne è di 15,33 kg/anno e fino a quando rimarrà tale servirà un sistema di produzione industriale fatto di allevamenti intensivi e incubatoi, dove non c’è pietà nemmeno per i pulcini.

Ma vale la pena condividerle nella speranza che tutti prendano coscienza di queste violenze.

Se da un lato devono farci riflettere sulle nostre scelte alimentari, dall’altro possiamo passare all’azione firmando la petizione, per chiedere al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che i soldi pubblici non siano più utilizzati per sostenere l’industria della carne.

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