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Alla faccia della crisi: il Senato potenzia l’ambulatorio, due milioni di euro pagati dai cittadini

Il quadro politico è fluido, sembra apparentemente mutare di giorno in giorno, di ora in ora. Ma una cosa però appare ferma, inossidabile, indistruttibile e difficile da debellare: il potere “occulto” della casta. L’ultima trovata è del presidente del Senato, Renato Schifani. Quest’ultimo ha deciso di rafforzare il presidio di cardiologi e infermieri presso l’Ambulatorio di Palazzo Madama. Prima di Natale sono state aperte le selezioni per cinque specialisti in cardiologia e cinque in anestesia e rianimazione. Non tirocinanti di primo pelo ma laureati con almeno 105/110 ed esperienza professionale minima di cinque anni per i medici e di quattro per gli infermieri.

Come sottolinea il FattoQuotidiano.it, “quello del Senato, del resto, è un ambulatorio di tutto rispetto: aperto tutto l’anno, 24 ore su 24, gratuito e a uso esclusivo degli inquilini del palazzo. E lì per legge da ben 27 anni: in origine, spiegano da Palazzo Madama, doveva garantire ai senatori non residenti a Roma l’assistenza sanitaria dei loro colleghi della Capitale, ma col tempo il mini-ambulatorio è diventato maxi. La platea dei pazienti si è infatti allargata a deputati, ex parlamentari, dipendenti del Senato e dei gruppi, mentre il personale conta oggi un medico e quattro infermieri in pianta stabile, più altri 26 camici bianchi retribuiti a prestazione per assicurare i turni h24. E così sono lievitati i anche i costi: nel 2011, ultimo dato disponibile, sono arrivati a 650mila euro. Non è difficile crederlo, visto che per quasi trent’anni il presidio è stato aperto anche quando il palazzo era semideserto e gli inquilini in vacanza, nei week end, perfino a Natale e ad agosto”.

Per non parlare di quello che avviene generalmente nell’altro ramo del Parlamento. Un medico alla Camera costa 60 euro lordi l’ora che diventano 90 dopo le 22, il sabato e nei giorni festivi. A fine anno il camice bianco a Montecitorio porta a casa 90-100 mila euro. E sono in quattro. Gli infermieri arrivano a percepire 44 mila euro l’anno più maggiorazioni e sono in due. Il totale che pagano i contribuenti è di due milioni l’anno.

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