Perugia, banca etruria choc: Bomba rudimentale in un pacco davanti alla filiale

L’ordigno era rudimentale e a basso potenziale. Ma comunque in grado di scoppiare. È stato trovato ieri mattina davanti all’ingresso della filiale di Banca Etruria di Ponte San Giovanni, popoloso quartiere di Perugia. Quanti danni sarebbe stato in grado di provocare e chi è stato a piazzarlo dovranno dirlo le indagini, anche scientifiche, dei carabinieri.

Intanto la Procura di Perugia ha aperto un fascicolo, anche se sono diversi i reati che potrebbero essere ipotizzati: dalla detenzione di esplosivo alla minaccia. I magistrati, guidati dal procuratore capo Luigi De Ficchy, attendono nei prossimi giorni i risultati della perizia balistica. L’identificazione del responsabile però potrebbe non essere facile: da un primo accertamento, sembrerebbe che le telecamere della filiale non abbiano ripreso chi, probabilmente durante la notte, ha lasciato l’ordigno, perché puntate solo verso i bancomat.

A ritrovare la “piccola bomba” è stato un dipendente dell’istituto di credito al momento dell’apertura non lontano dall’ingresso. L’uomo ha dato l’allarme e sono intervenuti gli artificieri dell’Arma dei carabinieri che hanno fatto brillare la busta di plastica con una piccola carica. L’ordigno era fatto con chiodi arrugginiti, della polvere (probabilmente fertilizzante), dei fili e una batteria elettrica, collegati in modo tale da poter provocare uno scoppio o una fiammata. Un congegno non difficile da costruire.

Nessuno ha rivendicato l’azione tanto che al momento non si esclude alcuna pista. Non  si può ancor dire, quindi, se si tratta di un gesto isolato e senza senso o messo a segno da un’organizzazione eversiva, oppure legato alla situazione disperata dei clienti della filiale di Banca Etruria, una di quelle al centro delle recenti polemiche.

L’istituto è coinvolto insieme ad altre banche dal decreto che ha azzerato il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate, rifilate spesso a ignari risparmiatori che hanno così persone tutti i loro soldi. A Civitavecchia, le cronache hanno già raccontato vicende terribile: un uomo di 68 anni si è tolto la vita, dopo aver perso 110 mila euro.

Condanna il gesto l’associazione Vittime del Salva-Banche: “La nostra protesta – dicono – continuerà nella legalità e nel rispetto delle regole che ci ha sempre contraddistinto”. Mentre il Condacons parla di “atti folli e intimidatori che non aiutano la causa dei risparmiatori”. “L’episodio – ha aggiunto il presidente dell’associazione dei consumatori Carlo Rienzi – deve far riflettere sullo stato di esasperazione e disperazione dei risparmiatori che hanno perso tutti propri soldi a causa del salvataggio delle quattro banche”.

Poteva esplodere, la bomba trovata ieri mattina di fronte alla Banca Etruria. APonte SanGio vanni, Perugia, il dipendente che si è accorto del pacco sospetto ha dato subito l’allarme e gli artificieri hanno capito da una prima occhiata che era il caso di far «brillare» la scatola. Dall’esame successivo è infatti giunta la conferma che la bomba artigianale era vera, presumibilmente a basso potenziale, ma pronta a esplodere.

Quale fosse il livello di pericolosità dell’ordigno si scoprirà solo dall’esame tecnico e poi, proprio sulla base di quei risultati, la procura umbra deciderà per quale reato procedere.
Queste prime 36 ore saranno decisive. Per ora lavorano al caso tutti i militari di Perugia.

I carabinieri del Comando Provinciale stanno sentendo possibili testimoni e visionando le telecamere di sicurezza della banca, dalle quali però pare che non stia arrivando un grande aiuto investigativo. I colleghi del Ros, il Raggruppamento operativo speciale, stanno verificando se ci siano piste che portino agli anarco-insurrezionalisti.

Non c’è stata alcuna rivendicazione, perciò nessuna strada viene accantonata. E nel ventaglio delle ipotesifigura perfino la possibilità che a muovere il dinamitardo sia stato il gesto di protesta di uno dei tanti risparmiatori rimasti truffati dal recente decreto del Governo.

Il Codacons e l’Associazione Vittime del Salva-Banche hanno «condannato con determinazione tale gesto», ma il presidente dell’Associazione Consumatori, Carlo Rienzi, ha anche sottolineato che comunque «l’episodio debba far riflettere sullo stato di esasperazione e di disperazione dei risparmiatori che hanno perso tutti i propri soldi a causa del salvataggio delle quattro banche». Diversa la lettura del deputato Pd Walter Verini che accusa: «C’è chi vuole speculare sulle disgrazie e sulla rabbia della gente anche con atti che avrebbero potuto avere pesanti conseguenze».

Verini In giornata tantissime le prese di posizione su quanto accaduto: «Un atto gravissimo – dice in una nota il capogruppo Pd in commissione Giustizia Walter Verini – e inquietante. C’è chi vuole speculare sulle disgrazie e sulla rabbia della gente anche con atti che avrebbero potuto avere pesanti conseguenze. Pur trattandosi di un ordigno rudimentale, tuttavia si tratta di un episodio preoccupante per il valore simbolico che il gesto stesso acquista in un momento di confusione e di perdite economiche da parte di persone ora in sofferenza, su cui governo e parlamento sono impegnati a trovare soluzioni. Quanto accaduto va fortemente condannato e isolato. Siamo fiduciosi che i carabinieri faranno al più presto luce sull’episodio».

Condanna «Condanniamo con determinazione – dicono poi Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – il gesto di protesta avvenuto oggi a Ponte San Giovanni. La rabbia deve essere incanalata nelle giuste forme di contestazione. Va condannata senza se e senza ma ogni forma di violenza», sottolineano le due associazioni, ricordando che saranno in piazza davanti alla Consob il 12 gennaio, alle 10. «Invitiamo i cittadini ad aderire alla protesta pacifica e democratica e di abbandonare ogni intento dettato dalla rabbia, che non porta ad alcun risultato, anzi si rivela controproducente e dannoso». Ferma condanna arriva anche da parte dell’Associazione Vittime del Salva-Banca: «Condanniamo con determinazione – scrivono – tale gesto e qualsiasi altra forma di protesta criminosa. La nostra protesta continuerà nella legalità e nel rispetto delle regole che ci ha sempre contraddistinto».

Paparelli e Flamini  «Un atto intimidatorio di inaudita gravità» commenta il vicepresidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli. «Non è – scrive – con azioni criminose e vili come questa che si dà supporto a quanti stanno in questo momento vivendo situazioni di difficoltà legate a perdite di carattere economico. Quanto accaduto oggi alla periferia di Perugia desta preoccupazione e rappresenta un fatto gravissimo, lontano dalla cultura civile dell’Umbria. Sono certo – conclude Paparelli – che le forze dell’ordine sapranno fare al più presto piena luce sulla vicenda». Parole di condanna arrivano anche da parte di Rifondazione comunista dell’Umbria: «Auspichiamo – dice in una nota il segretario regionale Enrico Flamini – che le responsabilità vengano accertate quanto prima. La battaglia democratica e pacifica contro un governo e un parlamento sordi e ciechi di fronte al dramma di tanti cittadini deve andare avanti. Per questo saremo alla manifestazione organizzata dalle associazioni dei consumatori davanti alla Consob il 12 gennaio, per questo abbiamo organizzato per il 22 gennaio un’iniziativa pubblica a Gualdo Tadino».

Aumentare vigilanza «La UILCA dell’Umbria (UIL Credito, Assicurazioni ed Esattorie) denuncia nella maniera più ferma questo episodio inqualificabile che avrebbe potuto causare seri danni a persone e cose se l’allarme ed il conseguente intervento delle forze dell’ordine non fosse stato tempestivo. La UILCA dell’Umbria si augura che il grave episodio del pacco bomba odierno rimanga un caso – per quanto esecrabile – pur sempre isolato, ma ritiene necessario fin da subito elevare precauzionalmente il livello di vigilanza nei confronti degli Istituti di credito operanti nel territorio regionale, sia da parte delle Forze di polizia che delle autorità prefettizie di Perugia e Terni».

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